acido urico alimentazione: quale legame?Elevati livelli di acido urico possono essere dannosi per la salute e causare numerosi disturbi, in particolare a livello osteoarticolare. Un accumulo di acido urico è spesso attribuito ad una alimentazione ricca di purine, componenti integranti del DNA e, allo stesso tempo, sostanze naturalmente presenti in molti alimenti.

Si può pertanto affermare che vi è una stretta correlazione tra acido urico e alimentazione e, in ultima analisi, tra una dieta corretta ed equilibrata e uno stato di salute pisco-fisica ottimale.

L’acido urico è il prodotto finale del metabolismo delle purine nel corpo ed è uno dei metaboliti tossici che, necessariamente, devono essere eliminati dal nostro organismo per evitare l’accumulo di tossine.

I reni espellono l’acido urico attraverso l’urina, ma quando le normali funzioni di escrezione dei reni sono alterate o compromesse da difetti o disturbi circolatori del sistema renale o escretore, l’accumulo di acido urico nel corpo si traduce in una condizione di malattia, tipicamente gotta, diabete e artrite.

Molteplici fattori concorrono allo sviluppo di un eccesso di acido urico nel sangue. L’obesità, le disfunzioni a renali o l’uso di immunosoppressori sono tra i più comuni. Ma, come detto precedentemente, anche l’alimentazione può incidere in maniera significativa.

La dieta gioca infatti un ruolo importante nella regolazione dei livelli di acido urico nel sangue e può rivelarsi fondamentale per alleviare i sintomi e prevenire ulteriori complicazioni.

Conoscere i cibi che contengono alti livelli di purine, e seguire una dieta corretta, è dunque il primo passo da compiere per mantenere sotto controllo i valori di acido urico e scongiurare eventuali malattie.

Ciò fa capire quanto l’alimentazione sia fondamentale per la salute dell’individuo, e specialmente se si tratta di alimentazione per l’allattamento.

Acido urico e alimentazione: quali cibi evitare?

Carne – Tra i i cibi ad alto contenuto di purine si colloca certamente la carne, in particolare carni di organi come fegato, cuore, rene e cervello. Se si soffre di gotta si dovrebbe evitare il consumo di questa tipologia di carni così come delle carni rosse (ad esempio carne di manzo e di maiale) e della pancetta. Il pollame (pollo e tacchino) può essere consumato ma con moderazione.

Frutti di mare – I frutti di mare non dovrebbero essere inclusi nella dieta: crostacei come granchi, aragoste e gamberi, sardine, tonno, sgombro, aringhe e salmone contengono infatti livelli particolarmente alti di purine.ridurre i livelli di acido urico con una corretta alimentazione

Verdure – Alcune verdure presentano un elevato contenuto di purine: tra queste i funghi, i fagioli, i piselli, le lenticchie, i broccoli, i cavolfiori, le carote, le melanzane e gli spinaci.

Lievito – Qualsiasi alimento che contenga lievito deve essere evitato, comprese alcune bevande alcoliche (la birra in particolare).

Frutta – la frutta secca come i datteri e i fichi, e la frutta fresca come le banane, l’avocado, le mele, le kiwi, e l’ananas, andrebbero consumate con moderazione.

Come ridurre i livelli di acido urico?

Per ridurre i livelli di acido urico nel corpo, è possibile intervenire sull’alimentazione – bastano pochi accorgimenti – o ricorrere ai farmaci prescritti dal proprio medico di base. Nel primo caso si consiglia di incrementare l’assunzione di cibi ricchi di carboidrati e di frutta con un alto contenuto di acqua (utile nel prevenire la gotta!).

Tra gli alimenti da privilegiare vi sono i cereali integrali in quanto contengono fibre e gli alimenti ricchi di potassio (come fagioli bianchi, verdure a foglia verde, Yogurt, albicocche secche, banane…). E’ inoltre fondamentale aumentare l’assunzione di liquidi.

Con una corretta alimentazione e l’eventuale ausilio dei farmaci, migliorerete il vostro stato di salute. Definire un corretto piano alimentare con un dietista è un ottimo modo per aiutare a rimanere in buona salute.

Un’alimentazione povera di acido urico è la chiave per prevenire e ridurre i dolori articolari nel complesso e, in particolare, la gotta, la “malattia dei ricchi”, come la definì Ippocrate.

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