L’arrivo di un bambino è una grande gioia per una famiglia ma l’alimentazione del neonato può portare più di qualche grattacapo e generare molto stress nella mamma, nel papà e in tutti i parenti.

Nei primi sei mesi di vita, il bambino deve nutrirsi esclusivamente di latte e questo latte dovrebbe essere il latte prodotto naturalmente dalla mamma. Ma, se per qualche motivo il latte materno è poco, esistono diverse soluzioni per non penalizzare la crescita e l’alimentazione del neonato.

Il parto è un momento bellissimo ma anche molto stressante a livello fisico e psicologico per la mamma e il bambino.

Se si tratta del primo figlio, poi, le ansie aumentano e molte neomamme non sanno cosa aspettarsi da se stesse e dal loro bambino. Cominciamo con il dire che il “vero latte” viene prodotto dal seno materno qualche giorno dopo il parto, e perché ciò avvenga al meglio il bambino deve potersi attaccare al seno e succhiare quando e quanto vuole.

Non sei una neo mamma ma vorresti comunque seguire un regime alimentare equilibrato e volto alla salute? Allora leggi come stare bene con la buona alimentazione.

Alimentazione neonato: cosa fare e cosa scegliere per fornirgli il giusto nutrimento

il giusto nutrimento per i neonatiNon dobbiamo poi pensare che il bambino sia una macchina e segua degli orari precisi al secondo. Assecondiamo il suo bisogno di attaccarsi, e cerchiamo di goderci questo splendido momento.

Per una madre, infatti, non esiste forse gioia più grande, ma la paura che il bambino non si attacchi bene, la paura di non avere abbastanza latte, o che il latte non sia abbastanza nutriente; o anche semplicemente la stanchezza dovuta alle cure continue da dedicare al bambino stesso.

Tutte queste cose, possono innescare meccanismi di stress per cui la produzione di latte sembra diminuire, ma molte volte basta insistere un po’ perché tutto torni alla normalità.

Evitiamo quindi di affidarci al latte artificiale al primo segno che qualcosa potrebbe non andare. Un esempio classico di falso allarme, è quando i neogenitori si preoccupano che il figlio non mangi abbastanza, ma durante la giornata gli danno magari un biberon di camomilla o una tisana.

La camomilla e le tisane riempiono il bambino che poi, quando dovrebbe mangiare, non succhia con abbastanza vigore. Eliminare il biberon di camomilla riporterà la situazione alla normalità.

Esistono poi, purtroppo, alcune situazioni in cui il latte materno è effettivamente insufficiente. Condizioni fisiche quali l’ipotiroidismo o un intervento di chirurgia plastica al seno possono portare a una ridotta produzione di latte nonostante l’impegno di madre e figlio. Se ci troviamo in una di queste situazioni, è il momento di passare al latte artificiale. Senza entrare nel merito di una marca piuttosto che un’altra, iniziamo distinguendo tra latte in polvere e latte liquido.

La differenza è solo nella forma: il latte in polvere comporta un procedimento di preparazione che il latte liquido bypassa. Solitamente, essendo più comodo, il latte liquido tende a costare un po’ di più di quello in polvere, ma le proprietà sono esattamente le stesse.

La scelta del latte artificiale: come orientarsi e quale preferire tra i tanti in commercio

 

latte artificiale o naturale per il neonato?In generale, per scegliere un latte buono non bisogna affidarsi né al nome del produttore né alla quantità di pubblicità che vediamo in TV e sui giornali. Essendo, infatti, il latte artificiale disciplinato da ferree normative che controllano la sua formulazione, non è logicamente possibile che esistano differenze nette tra un latte e l’altro.

Quello che potrebbe cambiare è il gusto. Non è neanche scientificamente provato che non si possa cambiare latte: sarà il bambino a informarci se gradisce o meno la nuova marca rispetto alla precedente.

Alcuni latti artificiali, poi, sbandierano la presenza di sostanze simili a quelle che si trovano nel latte materno, ma di nuovo gli studi non hanno ancora trovato differenze positive tra questi latti, e quelli sprovvisti di queste aggiunte.

Distinte le due forme, occorre scegliere il tipo di latte artificiale adatto al momento specifico della crescita del bambino. La composizione del latte materno cambia nel tempo, adattandosi alle esigenze del corpo del bambino.

Allo stesso modo, il latte artificiale è distinto in due grandi gruppi: il latte 1 e il latte 2. Il cosiddetto latte 1, è quello da somministrare nei primi sei mesi di vita; dal sesto mese in poi si passerà al latte 2. Una cosa importante da sottolineare è che il latte 1 è adatto a tutti i bambini, e che sarebbe bene evitare di passare a latti speciali senza gli opportuni controlli.

Situazioni eccezionali sono per esempio i bambini nati prematuri. Per questi sono presenti in commercio latti 1 speciali, pensati per essere assorbiti facilmente anche da sistemi digestivi non del tutto formati. Una situazione particolare, che però non dipende dal bambino, è in caso si voglia seguire un’alimentazione vegana.

Va tenuto presente che il latte artificiale è prodotto a partire dal latte vaccino. È quindi opportuno scegliere latti artificiali prodotti con soia e riso per l’alimentazione del neonato.

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