In cerca di risposte ai dubbi più comuni per mantenere un’alimentazione sana, ci domandiamo spesso quante volte sia giusto e sano mangiare. Esistono diverse correnti di pensiero che si appoggiano a studi differenti, e più di qualche mito da sfatare riguardo il numero dei pasti che dobbiamo consumare in un giorno, le porzioni e gli effetti sul metabolismo di un ciclo di pasti o di un altro. Ma la via per un’alimentazione sana passa innanzitutto per una conoscenza più approfondita del nostro corpo e dei segnali che riceviamo da esso.

Fin da piccoli ci viene impartito un certo ordine per mangiare cominciando con una sana colazione, un pranzo di medie dimensioni e una cena leggera con due piccoli spuntini. Questo ciclo da 5 pasti è comunemente seguito dalla scuola in poi ma è davvero l’unico modello possibile o sano per non ingrassare e mantenerci in buona salute? Partiamo con il dire da dove viene la fame.

Come tutto ciò che ci succede, lo stimolo della fame parte dalla testa e viene innescato quando specifici neuroni del cervello notano un calo nei livelli energetici del corpo. Questi neuroni avviano le reazioni necessarie poi a farci brontolare lo stomaco e che ci spingono a cercare cibo per riportare l’equilibrio nel nostro corpo.

E’ fondamentale ricercare un modo di alimentarsi sano per raggiungere il benessere fisico, ma come muoversi nei meandri di un tema così articolato e che prevede moltissimi tipi di alimentazione diversi? Un regime a cui molti in questo periodo si stanno accostando è quello vegano; ma l’alimentazione vegana è indicata nei bambini?

Alimentazione sana: la prima regola è di mangiare solo quando si ha fame

come e cosa mangiare per un'alimentazione sanaLa prima regola da seguire, semplice e diretta, è quindi mangiare quando sentiamo la fame e non quando pensiamo di dover mangiare. Per riconoscere la vera fame ascoltiamo il nostro corpo: un principio di mal di testa, una sensazione di irritabilità che non ci abbandona, la mancanza di concentrazione sono tra i sintomi più comuni che la fame è vera e va soddisfatta senza però cedere al panico.

Consideriamo poi che, in termini di ore, l’autonomia del corpo è mediamente compresa tra 3 e 5 ore, quindi, sentire lo stimolo della fame a determinate ore del giorno non deve sorprenderci.

Da questi principi talmente facili da essere dimenticati molte volte, derivano tutte le nostre considerazioni successive. Esiste tutta una serie di esperti che ritengono che mangiare poco ma spesso sia la soluzione ottimale e un sistema per mantenere alto il ritmo del metabolismo.

Un metabolismo sempre attivo brucia di più e di conseguenza dovrebbe aiutarci a consumare di più e a dimagrire, se il nostro scopo è la perdita di peso, o mantenere una condiziona fisica ottimale. L’idea di cinque pasti al giorno può funzionare a patto che questi cinque pasti, nel loro complesso, non superino il nostro fabbisogno calorico e di nutrienti totale. La frequenza dei pasti che dovrebbe aiutarci a dimagrire può produrre l’effetto opposto se non teniamo d’occhio il piatto.

Tre o cinque pasti al giorno, la diatriba che ci accompagna da sempre

 

quante volte al giorno mangiare per una sana alimentazioneDalla parte opposta a questa corrente si pone chi è convinto che invece il numero ottimale di pasti per un corpo sano sia tre.

Con tre pasti contro cinque si riduce, in linea teorica, la quantità di cibo ma non bisogna perdere di vista quanto effettivamente mangiamo in questi tre pasti e non dobbiamo neanche trascurare l’apporto di tutti i nutrienti necessari a una vita sana.

Mangiare di rado ma mangiare cose ricche di sale, zuccheri e grassi saturi non fa bene, anche se poi non tocchiamo nulla per 5/6 ore.

Su un piano più strettamente psicologico, l’idea di mangiare solo tre volte al giorno può innescare un meccanismo che ci porta a mangiare troppo in quei tre pasti che concediamo, vanificando gli eventuali benefici per l’organismo che cerchiamo di ottenere.

Pensare che, finita la colazione, non potremo toccare nulla fino all’ora di pranzo e vivere questa situazione come una costrizione rischia di minare il rapporto generale che abbiamo con il cibo e ci porta a ingozzarci ben oltre il necessario, con tutti i sensi di colpa che ne derivano.

Se siamo abituati a mangiucchiare di continuo e questa abitudine ci ha portato a un aumento di peso, è giusto e sano cercare di cambiare le nostre abitudini alimentari, ma il passaggio repentino a una dieta composta da soli tre pasti, magari anche striminziti, può essere difficile e sarebbe quindi meglio procedere per tappe.

La prima cosa da fare è passare per un periodo di riduzione graduale delle porzioni, per poi eliminare alcuni pasti se è quello che vogliamo, fino a raggiungere una condizione di equilibrio e benessere psicofisico.

In questo percorso scopriremo magari che ci servono 4 pasti al giorno o ce ne servono 6, composti come spuntini, portando altre variazioni tra chi si schiera per i 3 pasti e chi spinge per i 5. Un’alimentazione sana non è, e non può essere, frutto di una formula matematica ma di un ascolto continuo del corpo accettando in toto anche i suoi, i nostri, difetti.

1 Commento

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  • Peppe

    Complimenti!!!! Credo che questi consigli siano sani ed equilibrati. Grazie

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