Alimentazione vegana, la piramide veganUno dei dubbi maggiori che circolano sull’alimentazione vegana riguarda l’assimilazione della vitamina B12. Si tratta di una sostanza molto importante per il nostro organismo, perché è deputata alla divisone delle cellule e alla formazione del sangue, ed è particolarmente necessaria durante la gravidanza e la prima infanzia.

Normalmente è presente nelle carni e nei prodotti caseari, quindi i vegetariani possono risolvere la carenza di questa vitamina con un bel bicchiere di latte. Ci sono più problemi, invece, con l’alimentazione vegana, perché la vitamina B12 è carente in frutta, verdura, cereali e legumi; è chiaro quindi che la salute sta in quello che mangiamo.

Alimentazione vegana: senza la vitamina B12, patologie preoccupanti

Dato che alcuni batteri del nostro tratto intestinale producono vitamina B12, in quantità però non sufficiente a prevenire certe malattie, si è sostenuto in passato che ai vegani bastava lavarsi male le mani, in modo da innalzare la carica batterica e il livello di vitamina B12.

Ma è chiaro, per chi predilige l’alimentazione vegana, che conviene trovare metodi più scientifici di ottenere il fabbisogno di questa importante vitamina, perché le disfunzioni alle quali si va incontro sono gravi: problemi al sistema nervoso e al sangue, con una sintomatologia che prevede stanchezza, pallore, lingua pruriginosa, mal di testa, depressione, scarsa attenzione e alterata percezione del dolore.

Chi ha adotta l’alimentazione vegana da poco tempo e dopo lunghi periodi “onnivori”, comunque, ha nel suo organismo riserve di vitamina B12 sufficenti per venti-trent’anni. Per chi ha scelto l’alimentazione vegana da molto tempo, invece, è necessario rintracciare fonti alternative di vitamina B12; di seguito riportiamo alcune opzioni possibili.

Le fonti per trovare la vitamina B12

 

Alimentazione vegana: B12 dagli integratoriSpinaci: la vitamina B12 può essere presente in piante a coltivazione organica. Purtroppo, assimilando tale sostanza dal terreno,  il risultato è che ne contengono davvero una modesta quantità. L’alimentazione vegana in questo caso dovrebbe provvedere un consumo giornaliero di oltre venti tazze di spinaci, quindi meglio considerare questa una fonte di B12 da integrare ad altre.

Vegetali marini: il miso, il tempeh e altre alghe possono contenere un livello soddisfacente di vitamina B12, ma nell’alimentazione vegana queste alghe sono sottoposte a dei procedimenti che possono impoverirle.

Soia: il latte di soia e i germogli di soia, utilizzati nell’alimentazione vegana in preparati per sostituire la carne, possono essere arrichiti con la suddetta vitamina. Occhio però alle etichette, la presenza della vitamina dev’essere indicata.

Cereali fortificti: i cereali Grape-Nuts contengono vitamina B12, e ne è sufficente mezza tazza.

Integratori: due cucchiai di integratore Red Star, e il fabbisogno giornaliero di vitamina B12 è garantito; il  modo più semplice di introdurre la vitmina B12 nell’alimentazione vegana.

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