Alimentazione vegana, sandwichL’alimentazione vegana è una variante dell’alimentazione vegetariana che bandisce dalla dieta, oltre a carne e pesce, anche uova, latte, formaggi e miele. Alla base di tale stile di vita c’è spesso una scelta etica, legata ad avere il minore impatto possibile sugli animali e l’ambiente, e una salutistica.

Da più parti è sostenuto, infatti, che scegliendo l’alimentazione vegana si assumono prodotti vegetali che evitano elevati livelli di grassi e colesterolo, e conseguenti rischi inferiori di contrarre malattie cardiovascolari, diabetiche e connesse all’obesità.

Anche l’alimentazione vegana ha la sua piramide

Ha una certa notorietà, ormai, la piramide dell’alimentazione vegana, attraverso cui il medico statunitense Mc Dougall consiglia ai vegani di assumere il 75% di carboidrati da frutta fresca, verdura, riso, mais, grano, pane e pasta, il 15% di proteine da cereali e legumi e il 10% di lipidi da fonti esclusivamente vegetali (di solito si ricavano da quelli animali).

Eppure sono in molti a sollevare dubbi sulla natura salutistica dell’alimentazione vegana. La questione è aperta soprattutto sulla vitamina b12, la cobalamina, connessa all’anemia perniciosa. Questa pericolosa patologia causa disturbi di tipo cognitivo, mancata memoria e deterioramento fisico, e l’alimentazione vegana non va in aiuto all’anemico, perchè la vitamina b12 è contenuta soprattutto nel fegato (ovino), vitello, oca, pollo, tacchino, sgombro, salmone e cozze, e in quantità molto inferiore in uova e latticini.

Se un vegano dovesse contrarre tale malattia, dunque, sarebbe costretto a ricorrere a integratori alimentari di natura vegetale, sconfessando l’impronta biologica della sua dieta, che virerebbe verso la chimica. L’alimentazione vegana è di fatto sconsigliabile anche in altri casi, cioè nei periodi delicati della gravidanza, allattamento, infanzia e terza età. Oltre che della vitamina b12, l’alimentazione vegana è carente anche di calciferolo, omega 3, zinco e ferro. I rischi di contrarre osteoporosi, neuropatie, ipotiroidismo e spina bifida nel feto aumentano di conseguenza.

Non vuoi rinunciare a determinati alimenti e neppure rischiare di contrarre patologie pericolose? Allora leggi i punti fermi dell’alimentazione sana.

I limiti della dieta vegana

 

Alimentazione vegana, la vegan pizza!Tutto ciò può essere affrontato aggiungendo integratori, ma ci chiediamo se sia il caso di rendere funzionale tale dieta con il compenso farmacologico. Che senso ha, infatti, scegliere una dieta per i principi salutistici se poi dobbiamo fare largo e abbondante uso di farmaci per sostenerla?

A ben vedere, solo gli aspetti filosofico-religiosi connessi alla dieta vegana appaiono insindacabili, perchè oltre all’aspetto salutistico, alcuni studi mettono in discussione anche quello etico: se tutta la popolazione mondiale fosse vegana, infatti, si dovrebbe coltivare fino al 65% in più del terreno coltivato oggi; minaccia alla biodiversità ed estinzione di alcune specie di flora e fauna diverebbero le storture attribuibili all’alimentazione vegana planetaria.

1 Commento

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  • DONATELLA

    alimentazuine vegana può scatenare la vascolite?

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