Alimentazione naturale, ecco i cibi di stagioneSi fa un gran parlare di alimentazione naturale, ampliando il significato dell’espressione spesso a sproposito, incuranti di fare una riflessione seria su cosa realmente voglia dire mangiare sano.

Sicuramente la grandi multinazionali dell’alimentare non possono vantarsi di proporre al consumatore – nonostante sfoggino spesso etichette e diciture eloquenti e addirittura packaging di materiale riciclato – qualcosa che abbia a che fare con l’alimentazione naturale.

Colture e allevamenti intensivi, derivazioni ogm, procedimenti chimici, conservanti e altri procedimenti industriali di cottura, disidratazione e liofilizzazione escludono un’enorme categoria di alimenti, che purtroppo spadroneggia nei nostri frigoriferi e le nostre cambuse.

Alimentazione naturale per una nuova cultura del cibo

Si può far rientrare nell’alimentazione naturale, dunque, i prodotti freschi non confenzonati, venduti sulle bancarelle dei mercatini storici e rionali: frutta, verdura, legumi, farine, uova, carne, pesce, prodotti caseari. Partendo da questi alimenti ogni piatto è possibile, ed un ulteriore elemento di naturalità sarebbe anche quello di prepare in casa pasta, pane, biscotti e dolci.

Alimentazione naturale significa anche assecondare la stagionalità dei prodotti: siamo in autunno e se le temperature si abbassano, le giornate si accorciano e gli stili di vita rispetto all’estate cambiano, muta anche il nostro corpo, i tempi di lavoro e di riposo, il metabolismo e la varietà di prodotti di cui nutrirsi. Cibi da godersi in questa stagione sono i melograni, le castagne, i cachi, la zucca, i funghi, il radicchio, l’uva e le nocciole.

L’importanza dei cibi biologici e km zero

 

Alimentazione naturale, polli allevati a terraUn ulteriore livello, l’alimentazione naturale lo raggiunge quando si parla di alimentazione biologica. Essere certi che i prodotti freschi e naturali siano stati coltivati correttamente (ad esempio i polli coltivati a terra, o l’assenza di diserbanti e pesticidi) e conoscere la provenienza dei prodotti è un ulterire garanzia di cibo sano, giusto ed equo, e con il concetto di equità che ci suggerisce un ulteriore ragionamento.

Si dovrebbe cercare di favorire i cibi chilometro zero, perché non avrebbe senso cercare di perseguire un’alimentazione naturale andando a scapito dell’ambiente e generando diseconomie, sprechi energetici, scompensi nella salute delle persone e dei cittadini. E anche il grado di sfruttamento di terreni e animali meriterebbe una monitoraggio.

Infine, cibarsi in modo naturale di certo non prevede diete ferree. In natura nessun cibo è off limits, nessuna riduzione di zuccheri, lipidi o proteine è ricercata scientemente o ossessivamente. Variare spesso il cibo servendolo nelle giuste quantità e assecondando le oscillazione di fame e sazietà è un ultimo, non meno prezioso aspetto legato all’alimentazione naturale.

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