Comprare mele al mercato e bere acqua di rubinetto sono visiti come indici di un’alimentazione naturale: ma è davvero tutto qui? La ricerca di un modo di nutrirci che sia più vicino a “Madre Terra”, e che allo stesso tempo ci faccia stare meglio e sentire meglio, copre tutti gli aspetti del nostro rapporto con il cibo e con la spesa di tutti i giorni. L’alimentazione naturale segue quelli che sono i bisogni dell’organismo e può reindirizzare le nostre scelte verso soluzioni positive.

La prima regola per migliorare il modo in cui mangiamo è sapere cosa stiamo mangiando. Leggere le etichette con cognizione di causa è fondamentale per scegliere cosa mangiare e cosa no.

Lunghe liste di ingredienti sono di solito il risultato di prodotti che derivano da un’intensiva lavorazione delle materie prime e da aggiunte di elementi esterni e spesso poco salutari, come conservanti, fonti di sale e zucchero eccessivi, grassi. Cominciamo con il cercare prodotti con etichette brevi ma chiare; questo discorso vale nell’ambito dell’alimentazione naturale ma anche di quella biologica; alimentazione biologica e salute ecco il nesso.

Alimentazione naturale: i principi fondamentali da seguire sempre per vivere meglio

i cibi preparati in casaSappiamo per esempio che il pane è, nella sua forma più essenziale, composto da acqua, farina, lievito e un pizzico di sale. Se nel pane confezionato leggiamo ingredienti fuori da questo gruppo ristretto domandiamoci a cosa servono questi “intrusi” e se vogliamo davvero che entrino nel nostro corpo.

Sfoltire la lista degli ingredienti ci aiuta a evitare molte sostanze poco sane ma dobbiamo anche tenere presente che esistono materie prime di diversa qualità. A prescindere dalla marca del prodotto, cerchiamo indicazioni di materie prime di buona qualità preferendo sempre l’integrale al raffinato.

Torniamo un attimo al nostro pane: una farina integrale contiene molte più fibre di una farina bianca e un apporto giusto di fibre riduce, tra le altre cose, il rischio di sgradevoli problemi intestinali e il ricorso a sostanze chimiche e di sintesi.

Stessa cosa vale per materie prime quali lo zucchero, l’olio, il burro: più il prodotto si allontana dall’ingrediente che lo genera meno nutrienti ci saranno e più conservanti e sostanze terze ci troveremo. Un ingrediente integrale, o poco lavorato, è in genere più sano e più valido dal punto di vista della nutrizione.

La ricerca di cibi che siano quanto più naturali possibili dovrebbe allontanarci non solo da conservanti e ingredienti in eccesso ma in generale dai prodotti confezionati. Si tratta di un passo successivo oltre la conoscenza degli ingredienti, e quindi degli alimenti che compriamo.

Poter controllare di persona con cosa sono fatti i cibi che mangiamo, ci aiuta a scegliere le materie prime più adatte a noi. Non dobbiamo essere pigri, e non dobbiamo accontentarci di quello che c’è sugli scaffali, perché nessuno può decidere cosa mangiamo tranne noi.

È vero, viviamo in una realtà che corre, e pensiamo di non avere tempo di fare a casa il pane, la pasta, i succhi di frutta, i biscotti, i dolci per la colazione, e così via. Ma decidere che non compreremo più, per esempio, biscotti industriali farciti di surrogati del burro, e cercheremo di impastare noi i biscotti per la merenda dei nostri figli, è un passo avanti verso uno stile di vita più naturale.

L’alimentazione naturale prevede di mangiare tutti gli alimenti, basta che siano di stagione e coltivati senza pesticidi

 

prodotti senza pesticidi, questa l'alimentazione naturaleMangiare naturale significa poi mangiare tutto. Se di un frutto mangiamo solo la polpa levando semi e buccia, perdiamo quantità importanti di sostanze che poi siamo costretti a integrare con pasticche e bustine. Non mangiamo per esempio i semi della mela o dell’uva, e non mangiamo la buccia dell’arancio; ma in queste parti poco nobili della frutta si nascondono per esempio la vitamina B17 e la vitamina E.

È chiaro come non sia sano mangiare una mela con la buccia trattata con pesticidi; e sostanze che ne ritardano la maturazione e da qui deriva un altro principio della nutrizione naturale: preferire il locale e il biologico.

Uscire dal supermercato e entrare nei mercati rionali, cercare chi vende i propri prodotti, e non chi mostra frutta e verdura tutta uguale e pulita. La frutta e la verdura “vera”, è quella brutta e sporca, magari con un bruco che pasteggia all’interno, vicino al seme.

Il cibo biologico è tendenzialmente più caro di quello tradizionale, ma in realtà basta concentrarci sui prodotti stagionali, ed evitare gli esotismi e le mode passeggere per non andare in bancarotta.

Quando facciamo la spesa poi dobbiamo optare per la varietà comprando un po’ di tutto senza concentrarci solo su ciò che è comodo e pratico; perché l’organismo abbia a disposizione tutti i nutrienti e non solo alcune famiglie. Volendo riassumere quanto detto finora per dare delle linee guida semplici: varietà, pazienza e conoscenza sono i tre pilastri fondamentali dell’alimentazione naturale.

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