Alimentazione biologica, agricoltur controllataIl dibattito sui reali benefici dell’alimentazione biologica è molto sentito in Italia, dato che il nostro Paese vanta un giro d’affari di oltre tre miliardi di euro annui sul biologico ed è il sesto consumatore mondiale di prodotti bio.

Anche in tempi di crisi, comunque, l’alimentazione biologica piace agli italiani: a fronte di un calo dei consumi dei prodotti alimentari del 3% nel 2012, l’acquisto dei prodotti biologici è aumentato del 7,3%, con incrementi crescenti soprattutto per dolci (più 22.9%) e bevande analcoliche (più 16,5%).

Mangiare biologico è certamente una buona abitudine, ma ci sono altri regimi alimentari che sono discussi sulla loro effettiva “bontà”, come per esempio l’alimentazione vegana, ecco quali problemi può provocare.

Alimentazione biologica, benefici e critiche

I benefici percepiti dell’alimentazione biologica hanno a che fare con il fatto che i metodi agricoli e di allevamento utilizzati rispettano l’intero ecosistema agricolo, la naturale fertilità dei campi e riducono l’impatto sui consumi energetici e sull’ambiente. Inoltre, c’è anche una forte componente salutista, legata al fatto che l’alimentazione biologica predilige prodotti non ogm e coltivati senza pesticidi o solventi chimici.

Prima di valutare se i benefici percepiti sulla salute sono effettivi, vale la pena esporre la critica più importante che si muove al biologico. E’ quasi un limite di fondo, legato al fatto che senza l’uso di prodotti chimici di sintesi, fertilizzanti e simili, la resa dell’agricoltura biologica sarebbe inferiore del 20-45% rispetto a quella tradizionale.

Per ottenere gli odierni fabbisogni produttivi con i metodi biologici, dunque, servirebbe una quantità di terreno lavorabile maggiore, su scala planetria, del 25-65% rispetto alla superficie necessaria oggi, con conseguenze negative sulla biodiversità e l’habitat di flora e fauna.

Se sulla sostenibilità di tale modello produttivo il dubbio c’è, sulle ripercussioni favorevoli dell’alimentazione biologica sulla salute c’è poco da discutere. I cicli produttivi tradizionali, infatti, impoveriscono gli alimenti di proteine (tramite i concimi azotati) e di vitamine (concimi fosfatici). Esiste una ricerca condotta dall’istituto franco-tedesco Shuphan sull’alimentazione biologica.

Rispetto a quella tradizionale, i dati nutrizionali parlano chiaro: nei cibi biologici c’è un +18% di proteine, +13% di potassio, +10% di calcio +29% di ferro, +49% di magnesio. Anche fosforo e zuccheri sono presenti in quantità maggiori, mentre i nitrati sono inferiori del 69%. In più, il ciclo produttivo dei prodotti biologici vanta più controlli della media, e anche questa è una sicurezza in più.

Quando il biologico scopre la vigna

 

Alimentazione biologica, la cantina CentopassiL’alimentazione biologica è dunque più sana, e in tutti i comparti c’è un grande fermento per comunicare al consumatore tale valore aggiunto.

L’ultima iniziativa è legata al marchio Vino Libero, che sta radunando produzioni vitivinicole doc e dop che non utilizzano solfiti in vigna.

Per introdurre l’ultimo dei benefici del biologico, infine, citiamo l’etichetta Centopassi, anima vitivinicola delle cooperative che sotto l’insegna di Libera Terra, coltivano le terre confiscate alla mafia in Sicilia. In questi casi, i pregi dell’alimentazione biologica investono la sfera sociale e della legalità.

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