Decidere per i nostri figli di adottare un’alimentazione vegana è una scelta importante sotto diversi aspetti. Se infatti potrebbe essere moralmente “facile” passare a una dieta in cui vengano eliminati la carne, e il pesce, con tutti i loro derivati perché frutto di pratiche che molti ritengono una sorta di stupro alla natura e al naturale corso della vita degli esseri viventi, all’atto pratico, un’alimentazione vegetariana e ancora di più un’alimentazione vegana sono percorsi da non prendere alla leggera; soprattutto quando si deve garantire il benessere psicofisico e la crescita armonica di un bambino.

Come per ogni aspetto della vita, esistono diverse scuole di pensiero che osannano o condannano i più disparati stili di vita, per trovare un qualcosa che si avvicini alla verità occorre quindi essere innanzitutto informati.

Lo sbaglio che molti compiono però è informarsi troppo o troppo poco senza dare il giusto spazio alle diverse opinioni. L’eccesso di informazioni o la carenza di esse porta a scelte che hanno conseguenze, a volte, anche molto nocive. Cominciamo subito con il dire che, in linea di principio è possibile, e molte famiglie in tutto il mondo lo fanno, allevare un figlio secondo le regole dell’alimentazione vegana fin dallo svezzamento. E’ comunque possibile, anche senza accostarsi all’limentazione vegana, raggiungere il benessere con un’alimentazione sana.

L’alimentazione vegana nei bambini: come fronteggiare le carenze nutritive

la piramide alimentare nell'alimentazione veganaDel resto, le prime pappe che ogni pediatra consiglia sono quelle a base di frutta e verdura, o il brodo vegetale cui si aggiunge, con il passare dei mesi qualcosa di solito, come il semolino. In una dieta vegana a queste pappe non verrà mai aggiunto il famoso cucchiaino di parmigiano o il famoso formaggino.

Un bambino vegano non mangerà mai del formaggio e non berrà latte e biscotti la sera. Non ci saranno, una volta cresciuto, hamburger e bastoncini di pesce nel suo piatto. E il pensiero corre subito alle possibili carenze di nutrienti.

In una dieta priva di carne e derivati occorre essere consapevoli degli alimenti da cui l’organismo può ricavare innanzitutto calcio, ferro, vitamina B12 e vitamina D. Un bambino cresciuto vegano avrà ricche porzioni di vegetali a foglia verde e legumi, broccoli, fichi secchi, tofu e, in accordo sempre con le tappe dello svezzamento, latte di soia con aggiunta di vitamine, arachidi, frutta.

L’unico vero problema, se così si può definire, sorge con la vitamina B12, che i nostri antenati ingerivano con i cibi non sterilizzati, e che noi ricaviamo solitamente dai prodotti di origine animale. Una soluzione può essere il classico integratore alimentare.

L’apporto di vitamine per chi sceglie una dieta priva di carne e derivati

 

cibi e giusto apporto nutritivo con l'alimentazione veganaPer la vitamina D in realtà la soluzione è ancora più facile: esporre i bambini alla luce del sole. La vitamina D infatti viene sintetizzata dagli strati dell’epidermide a contatto con la luce solare. Non bisogna lasciare il bambino ad arrostire sotto il sole di mezzogiorno però, anche solo una ventina di minuti il pomeriggio bastano per dargli tutta la vitamina D che serve.

Per quanto riguarda la crescita di un bambino vegano adeguatamente seguito, i numeri parlano di una crescita un po’ più lenta rispetto ai bambini che mangiamo anche carne e latticini e un peso leggermente inferiore ma nessun deficit di apprendimento. La differenza di altezza viene poi compensata al raggiungimento dei venti anni, a riprova che si può vivere bene anche senza latte e fettine panate.

Altri studi si sono concentrati sul legame che c’è tra l’alimentazione e l’insorgenza di alcune patologie tra cui diabete, colesterolemia, cardiopatie, obesità. Anche qui i risultati sembrano dare ragione a chi cresce i propri figli secondo la dieta vegana in quanto i bambini vegani ingrassano meno e quindi sono meno esposti, da adulti, ai problemi legati al peso.

La scelta di una dieta vegetariana o vegana è, oltre che una questione di salute, anche una questione di morale ed è su questo punto che si scatenano, paradossalmente le discussioni più accese: chi è fortemente contrario all’alimentazione onnivora punta il dito contro il cibo spazzatura, le merendine con troppi zuccheri da una parte e contro gli allevamenti intensivi in cui gli animali sono gonfiati a forza di medicine per poi essere macellati senza troppe cerimonie dall’altro.

Chi invece è convinto che l’essere vegetariano o vegano sia, per i bambini almeno, un rischio per la salute, sfodera il libero arbitrio e si convince che l’essere vegano sia un’imposizione che non andrebbe perpetrata ai danni di creature che non possono decidere.

L’alimentazione vegana è una scelta che investe tutta la vita e, come ogni scelta, sono i genitori che in piena coscienza e sempre con la dovuta informazione possono e devono decidere cosa è giusto e cosa non lo è per i propri figli. Vivere senza carne e latticini di provenienza industriale si può e può essere una soluzione giusta se al centro di tutto teniamo a mente che ciò che facciamo, o ciò che dovremmo fare, è il bene dei nostri figli sia del loro corpo sia della loro mente.

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