Alimentazione vegana e saluteL’alimentazione vegana si distingue da quella vegetariana per il bandire l’assunzione non solo di carne e pesce, ma anche di uova, latte, miele, formaggi e ogni tipo di derivato animale.

E’ dunque una dieta abbastanza rigida, tanto che i vegani sono attentissimi a guardare le etichette dei prodotti per scovare strutto, grassi animali e simili, scegliendo spesso di comprare gli alimenti base e pensare a cucinarli da se.

Non appartengo certo alla parrocchia di chi definisce l’alimentazione vegana adatta ai “mangiatori di erba”, eppure mi chiedo se sia corretto scegliere una dieta a seguito di un trauma o di una scelta di responsabilità quasi sempre fatta in un contesto terrorizzante (quando si è testimoni di una macellazione o di forme di allevamento intensive) e sostenerne l’efficacia per la salute rispetto all’alimentazione tradizionale.

Conosci già tutte le peculiarità dell’alimentazione vegana? Allora impara quale è la giusta alimentazione in gravidanza.

Alimentazione vegana: pro e contro

I pregi che vedo sono certamente legati al rispetto della vita e delle risorse e a posizioni non violente, ma che l’alimentazione vegana migliori la salute rispetto alle diete tradizionali non trova riscontro in ogni ricerca. Ci sono importanti distinguo da fare.

Intanto, sarà bene eliminare dal campo i casi particolari, ai quali non è consigliabile una dieta vegana: donne in gravidanza, infanti e anziani farebbero meglio a cibarsi secondo i dettami della dieta mediterranea e in accordo con consigli del nutrizionista.

Dopodichè segno volentieri un punto a favore dell’alimentazione vegana mettendola in correlazione con il cancro e le cardiopatie: livelli inferiori di glicemia e colesterolo nei vegani sono riscontrabili in numerosi studi, anche in quelli che troppo frettolosamente segnalano un tasso di mortalità dei vegani per altre patologie equivalente al tasso di mortalità dei “carnivori” causato dal colesterolo.

Il Dr Walsh e la Società Scientifica Vegana

 

E’ noto uno studio del Dr. Sthepen Walsh, relatore al congresso sul vegetarianesimo, che L'alimentazione vegana è anticancroindica la carenza della vitamina b12 nella dieta vegana come responsabile di malattie nervose e anemia, ma tale studio è stato impugnato per sostenere che se la dieta vegana fa calare del 50% i casi di cancro e malattie cardiovascolari aumenta del 40% il rischio di contrarre gravi anemie, per cui il risultato sarebbe nullo.

A parte che da questo ragionamento rimane un 10% tutto a favore della dieta vegana, e questo non è trascurabile, ma c’è da ascoltare l’altra campana, quella che proviene da alcuni medici di professione iscritti alla Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana.

Essi parlano di dieta di sostituzione: sostituire l’apporto proteico della carne con legumi e cereali, aggiungendo vitamina C per una migliore assimilazione di calcio e ferro.

Mi pare, quindi, che il bilancio sulla salute dell’alimentazione vegana sia tutto sommato positivo, se non altro perché i vegani sembrano in generale più attenti al benessere.
Alcuni illustri medici parlano anche di svezzamento vegano: dopo i sei mesi, senza rinunciare al latte, si può cucinare e triturare frutta e verdura, eliminando omogeneizzati di carne e frutta. Ma perché privare, in nome dell’alimentazione vegana, un neonato del brivido della prima scaglia di parmigiano?

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