Sofia siede sul letto, con le gambe ad angolo retto, le spalle al muro,
il viso rivolto a questo grande specchio dentro il quale, guardando sé stessa guardarsi negli occhi, rivede lunghi capelli ricoprire e circondare un viso dall’espressione immobile.
Gli occhi fermi, inespressivi, come non le capita mai, in completo silenzio. Lei che di solito cambia
completamente le proprie espressioni e non smette di parlare nemmeno per un minuto.
Indossa una camicia maschile a righe bianche e blu un paio di jeans con la vita bassa..
In uno dei due polsi porta un orologio firmato Laura Biagiotti; una volta mentendo con un’amica, disse che era stato lui a regalarglielo; non lo era, ma lei così lo considerava, perciò, ora, lo indossa come un simbolo del loro amore.
Tiene le mani appoggiate appena sulle ginocchia, lievemente, come se non volesse rendere quella posizione definitiva, come non avesse peso, come aspettando che qualcosa succeda.
Ma sono passati giorni e giorni,e nulla è ancora accaduto.
Dallo specchio vede alle sue spalle le sue foto, che ha scelto e appeso in base allo stato d’animo.
Solo lei lo sa, ma in ognuno di quei momenti, era a lui che pensava, soltanto a lui, come sempre, come ora.
Quelle pieghe agli angoli della bocca testimoniano il disappunto di un giorno che avevano litigato da poco. C’e anche la fotocopia a grandezza naturale, sì proprio la fotocopia di una camicia di lui, ( gli aveva detto che avrebbe impiegato più tempo a stirare), intanto metteva in atto il suo “folle piano”.
Che gioia era farsi venire queste idee travolgenti! Che godimento metterle in pratica!
Si rivede ridere nella copisteria, mentre chiede alla signora che la serve, se c’è una macchina abbastanza grande da poter contenere quella enorme camicia di lui, così meravigliosamente grande.
Si rivede con la faccia da monella, vestita con i jeans e il giubbotto che le davano l’illusione di essere notata di meno, mentre osservava il suo piano prendere corpo.
Si risente spiegare con orgoglio, sì! Con orgoglio e possesso che lui è alto alto, anzi altissimo!
E anche possente; dice : “una bestia” con l’amica che le fa da complice che le vuole tanto bene da stare lì con lei a trent’anni a fare le facce buffe dentro a una copisteria a metà pomeriggio di una calda estate.
La foto era riuscita , anzi era riuscita talmente bene che alcune impiegate erano venute a guardarla ed una aveva osservato che sembrava quasi un’opera pop.
Così realistica non se l’era aspettata nemmeno lei, ed appena l’aveva vista, aveva deciso di appenderla nella sua stanza., al posto della foto di lui, che però non avrebbe mai e poi mai potuto esporre. Da allora troneggia sul suo letto , in una cornice su misura.
Quando lui l’aveva vista le aveva dato della pazza, ma mentre lo diceva la teneva abbracciata con il braccio destro a circondarle le spalle, stringendo un po’ come sempre quando era emozionato; vestito con un sorriso così grande e tenero che ancora sente gli occhi inumidirsi di calore, nel ricordo.
Lei guarda quell’immagine a lungo e con affetto, ogni sera prima di dormire.
Pensa :dovrei toglierla! Ma è un pensiero di quelli che le potrebbe essere suggerito da altri e le fa tanto male solo averlo formulato. Non può e non potrà mai liberarsi di tutte quelle tracce di lui delle
quali si è così avidamente circondata nel corso degli anni.
Una storia clandestina , quando finisce , ha di bello che non lascia tracce, le aveva detto una che lei conosce e che non le stà poi tanto simpatica. Ma poi si era detta: E chi se ne frega! Forte del fatto che il suo era un grande amore , che più grande non si può.
C’erano dei problemi molto grossi è vero e l’invidia degli altri non poteva che tentare di avvelenare la loro felicità così evidente. Ma probabilmente quell’accenno alle possibili tracce, le si era radicato dentro, perché da allora aveva incominciato ad appropriarsi di pezzettini tangibili di lui: una penna, un bottone,un ricordo di una cena assieme…
Ancora ha lo sguardo fisso, ancora fa male il pensiero del vuoto che ora si è creato nella sua vita. E perché poi farsi del male da sola quando ci pensa più che a sufficienza lui per tutti!
Il vuoto… aveva creato una poesia al proposito, lui era stato bravo: le aveva lasciato in ereditÃ
l’ispirazione per esternare le disperate emozioni che aveva dentro.
Ne aveva scritte altre di poesie… parole che stringevano il cuore, sensazioni scaturite dalla sua anima delirante.
Il vuoto… e lui, lui che ora, pensa … forse sta facendo l’amore con lei.
Un enorme e assordante bang! Nel cervello…
le immagini si dissolvono e, come da una fitta nebbia rivede le scene di quella che lei chiamava con orgoglio: la nostra bellissima storia d’amore, in macchina , quante!
Si rivede nella sua casa, a 500 metri dal mare…vede mani grandi grandi a raccogliere i suoi seni; sente il calore mentre si rivede distesa, la testa rovesciata all’indietro, la bocca sempre dischiusa come in un’eterna sensazione di assoluta beatitudine. Lo sente morderle il viso là dove la mascella diventa collo, la pelle così sottile.. l’estasi così grande in un gesto così eccessivo ed imprevisto..
Lo rivede guardarla come la realizzazione suprema dei suoi desideri; prenderla e portarla in alto e poi con lei, per mano, buttarsi giù a capofitto da altezze inebrianti. Si risente urlare ed invocare il nome di lui, il suo “tutto” in un rito ricorrente che sà lo fa impazzire ma che sgorga comunque spontaneo alla sua bocca, nel momento supremo.
Poi il buio… lui che tenta di farla rinvenire, lei che si aggrappa al suo immenso corpo in un disperato tentativo di ricevere ancora amore. Lui che si lasci andare, ma mai del tutto.
Lui che ora lascia andare lei!
Lei che si era sempre sentita così unica e preziosa e che ha cominciato a vedere il mondo con gli occhi di lui e ora stenta a trovare interesse in sé stessa.
Abbassa le palpebre con tenerezza fino ad oscurare la scena…
Il raggio di sole che filtra dalla finestra e sul suo viso al buio, la riporta in macchina vicino al mare.
Il profilo di lui al suo fianco, ogni tanto le accarezza la gamba con la mano e lì la lascia per un pò con affettuosa noncuranza. E’ una mano grande. E’ una mano calda. La stessa mano che in un repentino cambio di scena si posa sul viso, sul corpo .E quelle parole meravigliose che ora trafiggono come pugnali: Non ti lascerò mai piccola!
Quante promesse , quanti giuramenti In questa storia così potente per la quale lei ha vissuto e vive ancora.”Io sono il tuo uomo e tu sei la mia donna”!
Quanti momenti scolpiti nella memoria!
E ora come smettere di crederci?
Ha aperto gli occhi, ora, Sofia.
Ha mosso le mani dalle ginocchia verso l’alto a ravvivarsi i capelli.
Ha ritrovato la sintonia con la sua immagine allo specchio.
Sente adesso la musica dolce riempire la stanza.
Si alza in piedi e ravviva senza che ce ne sia bisogno la piega dei jeans, sistema la cintura intorno alla vita stretta, rigira con una mano l’anello di lui che porta al dito medio della mano sinistra.
Si toglie dalla bocca la medaglia a forma di ciucciotto che le aveva regalato per il suo compleanno, un regalo così significativo per mettere in risalto la sua indole da eterna bambina.
Ci sono amori che richiedono gioia, lacrime e sudore, e lei per questo è pronta a lottare.
Ha ricordato quella promessa che si erano fatti in un pomeriggio in cui l’amore era così traboccante: Non ci lasceremo mai!!
Ancora crede nel loro noi due, persino malgrado lui.
Ci sono AMORI così inevitabili da non poter permettere all’amato di riamare a sua volta.
No! Dice sorridendosi allo specchio finalmente con convinzione; non è ancora tempo di dire : Fine!
E piena di speranza accende il cellulare.
Â
Segnala agli amici
20 maggio 2009 alle 12:27
SAlve a tutti,questo più che un articolo è una riflessione di una ragazza che sta per prendere delle decisioni importanti per la sua vita. E giusto o sbagliato amare un un uomo già impegnato?
Vivere la storia o mettere la parola : Fine?
Questi sono i dubbi che tante donne , in una relazione del genere, si pongono.
La protagonista di questa storia, dopo una profonda riflessione, collegandosi anche alle intense emozioni che quest’uomo le dà , decide che non è ancora il momento per chiudere.
E voi cosa ne pensate?
Aspetto con piacere i vostri commenti.
Un grande saluto. Rossella
21 maggio 2009 alle 16:39
e se l’uomo già impegnato, già sposato, fosse l’uomo della mia vita?
7 giugno 2009 alle 14:07
Chi vuol rispondere?
20 giugno 2009 alle 14:28
Se pensi sia l uomo della tua vita amalo senza aspettarti niente in cambio..amalo e rispetta le sue scelte..sii sua alleata sempre..insomma fai in modo di essere unica ai suoi occhi..l’ amore vero vince sempre..lo so con certezza.
baci patrizia
17 marzo 2010 alle 02:36
E’ mia convinzione che bisogna osservare e seguire le nostre emozioni : se questo rapporto offre una maggioranza di positive sensazioni,esso può continuare per provare di essere un rapporto costruttivo. Qualora il malessere prevalga,a prescindere dalla situazione impegnata dell’altro,scemerà da solo o sarà bene allentare la presa e guardarlo, pian piano, dall’ottica del sano egoismo.
Si l’amore vince . Ma per amore vincente io intendo sempre quello che sa creare un VERO rapporto affettivo profondo. Umanamente profondo .
Ciao a tutti. Gaby
8 settembre 2010 alle 11:31
Ma questo è amore? Conosco sulla mia pelle questa storia, e non c’è amore per chi la vive, solo autopunizione. Non è arrivato il momento della parola fine, perchè Sofia ha ancora bisogno di nutrire la bambina che è dentro di sè con questo amore che non le chiede responsabilità da donna adulta. Mi sembra che lei giochi a fare la grande e si racconti che questo è un amore per cui lottare. In realtà direi che si sta solo autopunendo di qualcosa, e di grande c’è solo la sua sofferenza. La parola fine arriverà quando queste emozioni non le basteranno più, e cercandone altre magari ritroverà sè stessa: a poco a poco smetterà di vedere il mondo con gli occhi di lui, e cercando di guardarlo coi propri occhi incontrerà nuovamente ciò che la emozionava prima, anche senza di lui. Quando si accorgerà che l’amore soffoca nel chiuso di una macchina e chiede aria per volare, quando non riuscirà più a sopportare l’idea di lui con un’altra donna, quando innaffierà il proprio albero, i rami secchi cadranno da soli.
9 aprile 2012 alle 16:51
Io penso che chi decide di vivere una storia clandestina non si rende conto del logorio nel quale si sta infilando. Non è un problema di convenzioni sociali ma soprattutto di autostima. La clandestinità enfatizza in positivo sensazioni che sarebbero normali in una coppia ed anzi forse nella loro normalità costruttive di un amore. L’amore clandestino è un cappio da tenere lento; quando si chiede qualcosa di più stringe il collo e soffoca, morendo nel più squallido dei modi.
Pensateci donne.
Vale la pena una situazione del genere piuttosto che combattere veramente senza palliativi contro la solitudine?
Un abbraccio