Trovare l'Angelo CustodeL’ Angelo Custode, guardato da un punto di vista prettamente teologico, è quella figura che ci accompagna fin dai nostri primi respiri fino alla morte nel nostro percorso di vita, consigliandoci, anche se molte volte non riusciamo a percepire la sua voce, e proteggendoci in tutte le situazioni.

Per trovare il nostro personale Angelo Custode, però, dobbiamo andare oltre la sfera religiosa, per penetrare in una decisamente più psicologica e sicuramente meno legata ad aspetti particolari di un determinato culto o dogma, in quanto tale figura è immersa in quella dimensione che lo psicologo analitico svizzero Jung chiamava inconscio collettivo. 

L’Angelo Custode e la via psichica al suo ritrovamento

Abituati fin dalla nascita dalla nostra cultura a prendere per veri solamente gli impulsi provenienti dall’esterno legati ai nostri cinque sensi percettivi, il nostro cervello viene così formato al fine di non recepire o non prendere per reali altri tipi di percezione, tra le quali può rientrare la cosiddetta voce degli angeli.

Così, per riuscire a riscoprire il contatto con il nostro Angelo Custode, il compito diviene molto arduo, in quanto dobbiamo, in prima istanza, superare delle barriere che non riusciamo nemmeno a vedere di fronte ai nostri stessi occhi. Però, gli insegnamenti provenuti dall’oriente due secoli fa possono venirci in aiuto in tale missione.

Innanzitutto, bisogna eliminare tali barriere e l’unico modo per farlo, esattamente come insegna la psicanalisi, bisogna risalire alla loro origine, tornando ad un livello psichico di semi coscienza, dove i cosiddetti meccanismi di difesa possono essere elusi, superati e, addirittura in casi estremi, completamente riprogrammati.

Ovviamente non vi stiamo chiedendo una seduta onerosa da uno psicanalista, il quale poi di fronte alla vostra richiesta di riscoprire il vostro Angelo Custode vi potrebbe guardare anche un po’ male, ma di trovare un momento nella vostra giornata dove il normale tran-tran quotidiano può essere, almeno per qualche minuto, zittito ed estraniato dalle vostre percezioni.

Trovando così un momento di totale tranquillità, potete iniziare un personale percorso di introspezione, dove la meditazione in stile orientale può essere considerato un ottimo percorso di ritorno alle vostre origini, ovvero ritorno al vostro inconscio collettivo, dove tra l’altro è custodita la chiave per poter comunicare con il vostro Angelo Custode.

Il ritorno alle nostre origini

La via dell'Angelo CustodeAttraverso la meditazione infatti avviene un qualcosa di molto particolare che alcuni psicologi analitici chiamano singolarità unificatrice, ovvero quella condizione mentale dove le concezioni di vero/falso, reale/irrealegiusto/sbagliato vengono come spente o silenziate.

Si torna così ad una dimensione molto simile ai nostri primi due anni di vita, quando la coscienza di Sé ancora non esiste nella nostra formazione cerebrale e dove possiamo avere percezione di cose che poi ci viene insegnato di dimenticare e tra di esse vi è proprio la rappresentazione del nostro Angelo Custode.

Tale rappresentazione, non dobbiamo farci ingannare, non rappresenta la vera essenza del nostro guardiano, ma il principio del sentiero attraverso il quale possiamo giungere a riscoprirlo. Immaginate infatti tale rappresentazione come se fosse il codice sorgente attraverso il quale è possibile comunicare con il nostro Angelo Custode.

Non illudetevi: trovare tale rappresentazione è possibile solamente quando siamo convinti della nostra volontà nel ritrovarla e, soprattutto, quando siamo disposti a mettere da parte tutte le nostre convinzioni preconfezionate, le nostre paure represse e soprattutto il timore del giudizio altrui.

Infatti, temere di essere giudicati dei creduloni è una delle più grosse ed impenetrabili barriere che ci dividono dalla rappresentazione del nostro Angelo Custode e dalla sua essenza stessa. Perché trovare il nostro spirito guida, dovete capire, è un sentiero molto lungo ed irto, dove dobbiamo assolutamente capire che ciò che ci è stato insegnato non è la verità, ma solo uno dei suoi tanti risvolti.

Trovare l’Angelo Custode è infatti il ritorno alla nostra natura primigenea, la quale è completamente priva di plagi da parte della società e rappresenta l’essenza dell’uomo originario, il quale viveva in armonia con sé stesso e il mondo che lo circondava.

 

1 Commento

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  • Ellis Richards

    La tabella, elaborata dai testi dell’angelologo Haziel, è suddivisa in 12 parti per facilitare la ricerca in base alla vostra data di nascita. Ogni Angelo Custode (secondo la tradizione cabalistica ebraica) ha la propria dimora in cinque gradi dello zodiaco, a partire dal grado zero del Segno dell’Ariete: da questi cinque gradi/giorno l’Angelo Custode esercita la propria influenza sulla vita quotidiana delle persone nate durante i cinque giorni della sua Reggenza. Noi possiamo invocarlo affinché il nostro organismo funzioni normalmente e la nostra vita quotidiana risulti nel suo complesso soddisfacente.

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