Vedi anche: Anthony Robbins e la Pnl e I libri di Anthony Robbins
Anthony Robbins era un bambino senza troppe possibilità.
Nato nel 1960 a Glendora, in California la sua vita non è stata facile,
anzi, è costellata di insuccessi e fallimenti continui.
In uno dei suoi racconti narra di quando una volta, durante il giorno del
Ringraziamento, si trovava a casa con i suoi. Naturalmente per loro era
un giorno normale, non c'era niente da festeggiare e nessun tacchino sulla
tavola.
Ma improvvisamente..qualcuno bussò alla porta. Era un uomo alto con un vestito
sgualcito e con alcuni pacchi nelle mani: un tacchino, il ripieno, torte,
patate dolci, cibi in scatola, tutto per la festa.
“Questo”, disse, “è da parte di qualcuno
che sa che avete bisogno e vuole che sappiate di essere amati e assistiti”.
Quel giorno, il piccolo Anthony Robbins, giurò a
se stesso che un giorno avrebbe avuto abbastanza da poter dare qualcosa
in cambio agli altri.
Era una promessa solenne, importante, eppure non fu
semplice.
Egli stesso racconta delle sue difficoltà a parlare in pubblico,
a relazionarsi. Egli stesso racconta del suo problema obesità che
lo ha accompagnato durante molti dei suoi anni, delle immense difficoltà
economiche.
Racconta come in quegli anni la sua maggiore preoccupazione fosse che i
pezzi della sua vecchia Volkswagen del 1960 rimanessero insieme per tutto
il tragitto che lo portava fino al lavoro.
Ricorda di quando seduto nel suo appartamentino da scapolo di quaranta
metri quadri scarsi, piangeva ascoltando le parole di una vecchia canzone
di Neil Diamond, che diceva: “Io sono, dissi a nessuno. E nessuno
mi ascoltava, nemmeno la sedia. Sono, gridai, sono. E ??sono perduto e non
so nemmeno perchè mi sento tanto solo”.
La sua sensazione in quel tempo, dice, era quella che la sua vita non contasse
e che gli avvenimenti esterni lo controllassero.
Ma ricorda anche il momento in cui la sua vita cambiò, il momento
in cui si disse letteralmente: “Basta! So di valere molto più
di quanto non abbia dimostrato finora, sia mentalmente, sia emotivamente
e fisicamente”.
Da quel momento, da quella decisione, la sua vita cambiò
per sempre.
In meno di 30 giorni perse 14 Kg e mantenne il suo peso perchè non
si era semplicemente messo a dieta, ma aveva cambiato il suo modo
di pensare.
Sviluppò la fiducia necessaria per affrontare i momenti difficili
e raggiungere gli obiettivi che si era proposto e che aveva sognato.
In questo processo di crescita attrasse la donna dei suoi desideri, la sposò,
diventò padre e in meno di un anno passò dal vivere con lo
stretto necessario a più di un milione di dollari netti, traslocando
dal suo vecchio appartamento alla casa dei suoi sogni: un castello di 930mq
con vista sull'Oceano Pacifico.
Ma fu tutto così semplice? rapido? indolore?
Possibile che quella semplice (ma potente) decisione gli
permise di risolvere di colpo tutti i suoi problemi? Per sempre?
Certo che no, sarebbe impossibile.
Infatti, proprio nel momento del massimo splendore, Anthony
Robbins cadde e toccò il fondo.
La biografia racconta che dopo che Tony ebbe raggiunto il successo, i suoi
amici cominciarono a risentirsene: non gradivano che avesse più successo
di loro e di conseguenza, Robbin??s cominciò a dubitare di se stesso. La solitudine
e, col tempo, la depressione, portarono Anthony Robbins sull’orlo del fallimento
totale: passava le sue giornate a guardare le “soap-opera” cercando di fuggire
dalla realtà. Smise di credere in se stesso, in pochi mesi divenne
depresso e senza speranza.
Le sofferenze lo portarono a chiudersi in se.
Fu solo quando un amico (un vero amico) lo andò a trovare che cominciò a
voltare pagina. Per raggiungere la felicità, Tony decise
che sarebbe diventato nuovamente appassionato ed entusiasta
verso la vita.
Egli capì che se avesse affrontato sempre la vita con quegli stati
mentali, allora avrebbe potuto far emergere il meglio di se stesso.
Gli è stato chiesto di definirsi, chi è oggi Anthony
Robbins?
Questa è stata la sua risposta:
“Non sono un guru, sono un coach. I media mi definiscono “allenatore
dello stato di massimo rendimento”. Aiuto le persone a raggiungere gli obiettivi,
a scoprirsi talenti e risorse innate. Non sono io a cambiare la loro vita,
sono loro a cambiarsela.”
La realtà è che oggi Anthony Robbins è
probabilmente il formatore più conosciuto e di successo al mondo:
ha lavorato con centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo, con
Presidenti di società e di paesi, con sportivi, madri, manager, atleti
professionisti, dottori, psichiatri, venditori, manager e gente comune,
cercando di offrire i modelli necessari a provocare cambiamenti
veloci e duraturi.
E questa, probabilmente, è la frase che meglio disegna la sua filosofia,
più di mille altre parole:
"Io non mi preoccupo
di mantenere la qualità della mia vita
perchè ogni giorno lavoro per migliorarla.
Mi sforzo continuamente di imparare
e di fare nuove e importanti distinzioni
sul modo di aggiungere valore alla mia vita
e a quella degli altri.
Questo mi dà la sicurezza di poter sempre imparare
di potermi sempre sviluppare
e crescere."
Anthony Robbins
Vedi anche: Anthony Robbins e la Pnl e I libri di Anthony Robbins