
Che si conosca oppure no il nome di Ella Fitzgerald lei è
stata una vera icona ed immensa interprete di Jazz vocale.
Il suo stile è caratterizzato da una totale educazione della sua voce, di
un perfetto controllo sulla emissione aerea e del movimento del diaframma
nel pieno rispetto dei tempi e delle dinamiche, una pronuncia perfetta ed
un calore e una grazia nel proporsi all’ascoltatore tali ammaliare chiunque,
per non tacer del suo particolarissimo timbro avvolgente
e sensuale.
In questa opera, il cui titolo lascia ben intendere il contenuto, tutte le
doti canore della star possono essere facilmente percepite grazie al silenzio
in cui può finalmente esibirsi, tolto l’illuminato accompagnamento del geniale
Pass.
È stupefacente osservare come alcuni brani noti quali: You’re Blasé,
Lush Life o A Foggi Day reinterpretati da Ella acquistino
nuovo valore e trovino, nonostante la quieta virtù con cui vengono esposti,
coinvolgimento non più epidermico, come siamo abituati ad avere, ma intimo
ed intellettuale.
La chitarra di Joe Pass pare stendere un soffice tappeto
vellutato dai tenui colori pastello ai piedi della Fitzgerald, crea continuamente
nuove rarefatte atmosfere in cui la voce di Ella può risplendere in tutto
il suo fulgore.
Joe Pass è uno dei chitarristi più creativi, benché non proprio fra i più
originali, che io abbia mai ascoltato.
Egli è sensibile al punto da risultare imprescindibile da questo capolavoro.
Insieme i due hanno dato vita ad una performance artistica di livello
assoluto, magari non intuibile al primo ascolto, ma apprezzabile
nel tempo, al punto da divenire irrinunciabile per i veri appassionati di
musica in generale e di Jazz in particolare.
Take Love Easy fa suonare bene qualsiasi impianto: con i
vecchi rack si apprezzano le doti di realismo di questa incisione; in vera
alta fedeltà la qualità dell’ascolto cresce al punto sbalordire chiunque;
mentre con i sistemi più impegnativi i due artisti si materializzano letteralmente
nella stanza.
Una esperienza addirittura scioccante l’ho potuta avere alle prese con un
monotriodo dalla bassa potenza e massima qualità.
In ogni caso il presente XRCD gratifica il suo acquirente donandogli il volto
di Ella: la si può “vedere” sorridere, muovere le labbra e la testa.
Ai massimi livelli sono la dinamica ed il dettaglio in... credibilmente naturali.
Antonio Scanferlato
antonioscanferlato@piuchepuoi.it