Qualcuno volle sparargli!
Ma lui non ci fece caso, sapeva che nella vita poteva esserci qualche proiettile.
Fu bravo ad evitare il colpo, tutto qui. Ma come fece?
Facile: se lo aspettava! Perché sapeva che i proiettili fanno parte della
vita.
Semplicemente lui non era là quando il grilletto fu premuto, benché quel piombo
fosse per lui.
Ma allora chi voleva ucciderlo?
Beh, intanto volevano sparargli, magari solo per vederlo cadere o saperlo
spaventato, perché in seguito venne accertato che il sicario non aveva una
gran mira ed era tremante dalla tensione e dalla stanchezza, le pistole vere
sono pericolose e pesano un accidenti!
Così fu la sua povera finestra a soccombere. Per qualche istante il bonario
sole primaverile illuse la piazza che il vile vetro fosse in realtà diamante,
tanto scintillavano i suoi frantumi roteanti e cadenti.
Ma nessun sangue.
Un pazzo! si disse. E così dissero i giornali riservandosi qualche dubbio.
Ma la gente, si sa, non ha dubbi perché tutto conosce, specialmente di ciò
che ignora.
Così un male strisciante, inatteso, serpeggiante e venefico prese a sbocconcellare
la vita di colui che fu bersaglio mancato e mancante di motivazioni tali da
giustificare il tiratore...
Ma si sa: la gente... per loro aveva qualcosa da nascondere. Non era chiaro
come mai proprio a lui era diretto quel proiettile che neanche lo colse e
perché... se lo aspettava? Solo perché sapeva che nella vita poteva anche
esserci qualche proiettile, oh bella, ma tutti sanno questo, al giorno d’oggi.
I suoi cari lo rassicuravano carezzandolo e sforzando sorrisi, ma con gli
occhi lo scrutavano alla ricerca di un difetto nel suo sguardo o nelle movenze
che ne rivelassero un varco da cui poter scoprire la sua colpa.
Perché, diamine! nessuno spara a qualcuno se in qualche modo non lo merita.
Quante certezze. E quali sospetti.
Ben presto crebbe il numero di persone capaci di spiegare o certamente desiderare
il proiettile per lui.
E lui... strana reazione lui. Poco alla volta cominciò a crescere e fiorire.
Man mano che la gente lo allontanava dalle proprie coscienze egli rideva sempre
più felice e leggero. Quando fu lasciato definitivamente solo la sua anima
fu fatta di luce ed egli capì l’importanza di morire.
Egli seppe che morire nel cuore di qualcun altro può significare rinascere
nel proprio, per sempre.
Qualcuno, però, questo non lo capì mai.
Antonio Scanferlato
antonioscanferlato@piuchepuoi.it