Eccoci giunti all’ultima lezione estratta dal libro del XIV Dalai Lama “La strada che porta al vero” a cura di Jeffrey Hopkins (ediz. Oscar Mondadori, 2009).

Dopo aver appreso i fondamenti etici (e mi auguro averli messi in pratica!) per la liberazione individuale, costituiti essenzialmente dalla pazienza e dal non fare del male agli altri, vediamo oggi come coltivare l’arte di aiutare gli altri.

In questo ultimo articolo della serie “come superare la sofferenza fisica e mentale…” voglio condividere sulla base di ciò che ho concretamente ottenuto, i 7 benefici di questa “pratica spirituale“:

  • ascoltare le persone con molta più attenzione e rispetto di idee
  • interessarsi maggiormente alla vita di amici e parenti
  • offrire il proprio tempo ed energie anche a chi non si conosce
  • trasmettere positività e serenità nell’affrontare eventuali ostacoli
  • gioire sinceramente per i successi e i piccoli traguardi altrui
  • chiedere con reale interesse alle persone “come stai?”
  • augurare ogni bene anche anche a chi fa del male degli altri

Evitare di FARE del male agli altri, come per qualsiasi altra cosa, è una pratica passiva, mentre chi vuole essere attivo e utile nella sua vita, sa benissimo che deve FARE. Aiutare gli altri, per l’appunto.

Praticando con perseveranza la pazienza si può coltivare più facilmente un’altra virtù, la compassione. La vera compassione è facile da provare per i propri familiari e gli amici intimi,  ma il compito è assai arduo quando entrano in gioco persone sconosciute o semisconosciute, peggio ancora quando si tratta di coloro che consideriamo nostri “nemici”.

In realtà sono proprio i cosìdetti “nemici” che ci offrono grandi opportunità di miglioramento:

Per chi pratica l’amore e la compassione, un nemico è uno dei maestri più importanti. Senza un nemico non puoi praticare la tolleranza, e senza la tolleranza non puoi costruire una base solida per la compassione. Per praticare la compassione bisogna dunque avere un nemico (Shantideva, yogi e studioso indiano)

Secondo gli insegnamenti di Shantideva, devi prima di tutto capire che ogni essere umano aspira alla felicità e vuol fuggire dalla sofferenza, come te e come me. Rifletti più spesso che non sei l’unico individuo su questa Terra che ha questo bisogno e che il lottare da soli al massimo può portare  al tuo piacere, alla tua soddisfazione. Per quanto importante tu sia, sei sempre un singolo e tutti hanno egual diritto ad ottenere la felicità, tutti apparteniamo alla stessa famiglia.

Dobbiamo nutrire un concetto più profondo di umanità, di appartenza a uno stesso gruppo, di interessarci alla globalità e non solo a noi stessi circoscrivendo le necessità del nucleo familiare.  Le differenze di religione, ideologia, razza, sesso, del sistema economico e politico, dovrebbero coinvolgerci maggiormente… più da vicino!

Offrendo al prossimo – fisicamente vicino o lontano che sia – la nostra gentilezza, amore e rispetto, anche gli altri tenderanno a comportarsi allo stesso modo.  Se ne parla spesso ultimamente con la legge di attrazione, con le rivoluzionarie scoperte della fisica quantistica anche se è da millenni che tali principi funzionano proprio perché costituiscono le radici di qualunque religione e filosofia di vita. E allora? Non dovrebbe essere facile mettere tutto ciò in pratica?!?

Puoi iniziare da subito a cambiare le cose, l’unica cosa che devi chiederti è se vuoi veramente trovare la pace mentale di cui tanto si parla ma che purtroppo pochi riescono a ottenere, forse perché non si impegnano abbastanza, forse perché si bloccano al primo ostacolo, alla prima delusione.  Non lo so… però possiamo provare ad aiutarli nel trovare il modo migliore per loro.

Io intanto continuo a imparare dai miei “nemici”, continuo ad aiutare non solo i miei amici perché così facendo a loro volta mi aiutano a migliorare, contribuendo nel nostro piccolo alla crescita spirituale dell’intera umanità!

Ed ecco (se lo desideri ovviamente :-) come Tu puoi miglioraregrazie all’arte di aiutare:

  1. mettiti seduto in silenzio e poniti in uno stato calmo e lucido
  2. davanti a te, sulla destra, prova a immaginare un altro te stesso
  3. davanti a te, sulla sinista, prova a immaginare un gruppo di poveri, di esseri sofferenti che non hanno alcun rapporto con te (né amici né nemici)
  4. osserva queste due immagini dal tuo punto di vista contraddistinto dalla calma e pensa “entrambi vogliono la felicità e vogliono liberarsi della sofferenza. Entrambi hanno il diritto di raggiungere questi obiettivi!”
  5. rifletti su quanto sei disposto a fare sacrifici temporanei per un bene di cui godrai in un futuro più lontano (ad esempio lavorare di più per avere uno stipendio più alto), e pensa invece al beneficio dei molti esseri sofferenti alla tua sinistra che  potrebbero ricevere dal tuo aiuto (ora). Osserva come la tua mente si volge naturalmente verso l’immagine di sinistra…

Termino questa serie di articoli in chiusura a questo splendido mese di Gennaio, con un semplice e sentito augurio rivolto a tutti i lettori e gli autori di PiuChePuoi: Buon Mese  Nuovo* !
Stefano

(*) N.B.: devi sapere che il nuovo mese – Febbraio – etimologicamente significa “purificare“, un mese decisamente in linea con lo spirito di questo portale. Pensa che nell’antichità questo mese indicava un momento di passaggio dal periodo oscuro invernale alla rinascita universale col sopraggiungere della primavera. Era un vero e proprio processo di rinnovamento in cui venivano fatti riti purificatori.

0 Commenti

Lascia un commento

Lascia il tuo commento

Lascia un commento