Curioso il titolo di questo articolo, vero? Mi auguro tu lo stia leggendo prima di Pasqua… se così non fosse nessun problema, tienilo buono per altri giorni dell’anno, perché lo spirito che mi accompagna è valido in qualsiasi momento…

Oggi non voglio soffermarmi sul clima che aleggia nella mente delle persone, pronte per il classico ponte pasquale per una piccola vacanza o per la tradizionale gita fuori porta del lunedì dell’angelo. Non voglio parlare di quanta bellezza possiamo osservare restando all’aperto, a contatto con la natura così viva in questa stagione dell’anno, oggi non voglio entrare in contatto con le persone che in questi giorni sono particolarmente solari, espansive e allegre.

Oggi entro in contatto con quanti soffrono, in qualsiasi periodo dell’anno, perché un pezzetto di questa sofferenza appartiene anche a me.

Io generalmente sono positivo, allegro e motivato tutto l’anno ma in questi giorni, al contrario della massa popolare, sento qualcosa di diverso, di distaccato dal mio essere, come se dentro il mio corpo ci fosse qualcun altro… oddio non sto impazzendo credimi! Ti parlo con sincerità e senza mezzi termini come è mia abitudine, ma recenti episodi lavorativi mi hanno indotto a riflettere sul mio status e la mente la fa da padrona.

Assai arduo controllare la propria mente, ce la sto mettendo tutta, tecniche di meditazione, respirazione, rilassamento, arti marziali, PNL ma niente sembra funzionare, allora lascio che i pensieri fluiscano libera-mente.

Chi dice che sia sbagliato pensare a qualcosa di brutto?

O meglio, bisogna definire innanzittutto: cosa è brutto? Il dolore, la morte, la paura, piangere è brutto, è sbagliato?

Certo è diverso dai sentimenti gioiosi, ne è l’esatto opposto, ma non è altro che l’altra faccia della medaglia, l’altra metà del Tai-ji, il simobolo dello Yin e dello Yang secondo il principio universale cinese. Le fasi si alternano nella vita ed è meglio così, a mio avviso: non si può essere sempre motivati, positivi al 100%, sorridenti, bisogna ogni tanto conoscere e sperimentare l’emozione opposta, perché fa parte della vita, così come lo è la morte.

Un aspetto a cui pensiamo solo quando ci tocca da vicino ma, dico io, per un cristiano non dovrebbe essere “naturale” pensarci ora visto che ricorre la morte di Cristo in croce?

Ciò che principalmente mi passa per la mente in questi ultimi giorni è proprio la morte.

Una serie di coincidenze (e se invece fossi io a cercarle?) in questa settimana pasquale, dalle notizie di barbarici omicidi alla lezione di Iaido (arte marziale giapponese sull’uso del katana, che mi ha portato spostaneamentete a parlare della morte), persino una poesia Haiku del giapponese Basho, sembrano puntare il dito sulla sofferenza che mi sta accompagnando in queste giornate.

Nulla in particolare è successo, non temere, ma la mia mente è comunque costellata da messaggi malinconici, tristi.

In questi giorni, dopo vani tentativi, l’unica cosa che mi rimane è ascoltare questi messaggi, cercando consapevolezza in ciò che il mio subconscio vuole trasmettere.

E così chiedo lumi alla passione per la scrittura, condividendo con i sempre più attenti e fidati lettori di Piuchepuoi qualcosa di molto intimo e personale, con l’augurio di non scalfire la loro gioia pasquale.

Sarà che da quest’anno mi sono avvicinato ancor di più alla filosofia zen e alla pratica cristiana (ad esempio è la prima volta che mi sono astenuto dal mangiar carne il venerdì, è un sacrificio da poco lo so ma è comunque un segnale per un divoratore di carne come me!), sarà lo sconforto dei prossimi impegni lavorativi, che limiteranno le attività marziali alle quali riservo maggior entusiasmo, non lo so…

So solo che a livello emotivo percepisco sensazioni particolari, non intendo negative, ma piuttosto inusuali per uno come me… e ne voglio prendere atto parlandone con te.

E così, tra una mail e l’altra, mi soffermo a leggere con attenzione quella di ieri, inviatami dal parroco del mio paese, un uomo veramente in gamba e al passo coi tempi (tra le varie iniziative invia una newsletter alle famiglie lenesi commentando la parola del Signore in base al periodo dell’anno). Mi scrive così:

Dopo averlo crocifisso, «si divisero le sue vesti, tirandole a sorte». Poi, seduti, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo posero il motivo scritto della sua condanna: «Costui è Gesù, il re dei Giudei». Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.

Quelli che passavano di lì lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Tu, che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe di lui dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! È il re d’Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui. Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: “Sono Figlio di Dio”!». Anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo.

A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?»

Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano: «Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!». Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito.

(Matteo 27,46)

Nel Vangelo di Matteo «Elì, Elì, lemà sabactàni?» è l’unica frase di Gesù pronunciata in croce. Ne viene riportato anche il testo ebraico. E’ l’inizio del salmo 22. Ma è infinitamente di più. Come sconfinato e non misurabile è il dolore e il peccato dell’uomo, che vive così il distacco da Dio. Gesù entra in questa distanza abissale e la fa interamente sua. Abbraccia ogni dubbio, ogni separazione, ogni angoscia, ogni sofferenza.

E’ l’amore più grande, quello che non avremmo mai potuto immaginare.

Aspetto un tuo gentile commento di comprensione, mi auguro tu non abbia frainteso le mie parole e, ciononostante…

 

5 Commenti

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  • stefano bresciani

    @Anna e Rosa
    Gentilissime, non ho parole per ringraziarvi e per condividere lo stato di serenità che mi accompagna ora. Oggi ho scritto due nuovi articoli per superare i momenti “bassi”, in particolare attingendo linfa vitale dall’amore!

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  • Rosa

    ciao Stefano, le nostre vite sono fatte di alti e di bassi, l’importante, dico io, è superare i bassi per raggiungere quella serenità che amiamo! A volte bisogna focalizzare l’attenzione altrove, laddove i pensieri brutti si appannano, ma molto spesso non riusciamo! credo sia solo questione di tempo, a volte basta solo una notte, il classico “dormirci su”! Sarebbe meraviglioso gioire tutti i giorni, ma anche se ci riuscissimo una buona parte dell’anno non sarebbe male!

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  • Anna

    Caro Stefano,ho letto il tuo articolo e sento le tue stesse sensazioni,vuoti,bisogni.Sarà come dici tu un momento difficile a livello lavorativo oppure semplicemente il bisogno di crescita e ricerca interiore che alcune persone sentono in certi momenti.
    Di certo è che a volte non siamo felici, ho fatto tante esperienze per soddisfare il mio bisogno di crescita ma le piu intensi sono stati quelle che ho vissuto come dice Gesu,spogliandomi di tutte le cose che noi tutti i giorni mettiamo nella nostra testa. Soldi..lavoro..famiglia..amici..impegmi.ci distraggono dalla vera missione,Vivere..mi torna in mente la frase del Vangelo dove Gesu dice “gli uccelli nn si affannano per cercare il cibo,eppure il Padre nn gli fa mancare niente” Ecco,cosi mi piacerebbe vivere,con fiducia.
    Il grido sulla croce Dio Mio Dio Mio perchè mi hai abbandonato!!è il grido che noi uomini diciamo ogni volta che non ci affidiamo al suo amore..ogni volta che non abbiamo fiducia.
    Sento ora una morsa in petto..paura, perchè semplicemente sto facendo resistenza a cio che vorrei io che fosse,contro quello che veramente è questo momento.
    Buona giornata..vissuta per quello che è..tutta Ciao e grazie Anna

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  • stefania finardi

    Ciao Stefano. Hai ragione non si può sempre gioire, essere felici ed emettere pensieri positivi dalla mattina alla sera. Siamo esseri umani e non potremmo nemmeno sapere cos’è la felicità se non conoscessimo il dolore. Quindi goditi questo momento di estraniazione, di non gioiosità e vivilo fino in fondo. Poi, lascialo andare e ricorda che: la Pasqua non è morte, non c’è alcuna morte, semmai trasformazione. La Pasqua è rinascita.
    Buona rinascita!
    Stefania

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    • stefano bresciani

      Grazie Stefania della comprensione, parole sacrosante le tue! Durante il giorno di ieri (Pasqua) l’entusiasmo piano piano è ritornato, la natura mi ha mandato segnali di rinascita e lo Stefano che tutti conoscono sta di nuovo sbocciando :-)

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