Domanda:
 Ciao Massimiliano, trovo interessante tutto ciò che dici, ma non riesco a capacitarmi sul fatto che, pur avendo studiato tanto, pur avendo conseguito una laurea e pur avendo inviato curriculum ovunque, io sia ancora a casa senza lavoro, mentre sempre più spesso ad essere assunte sono persone senza esperienza e senza cultura. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi. Grazie. Marta

Innanzitutto grazie per questa domanda/sfogo, cara Marta. Rispondo volentieri anche perché è un quesito gettonatissimo, soprattutto in questo periodo di crisi. 
Prima, però, condivido con te questo racconto:

Un giorno due rospi caddero in un secchio di panna. Uno dei due disse all’altro: “Ahi ahi ahi, di qui non usciamo più”, chiuse gli occhi, affondò e annegò.
”Lo vedremo” disse l’altro rospo, e annaspò nel liquido cercando di stare a galla e di arrivare al bordo del secchio. 
Poco dopo i movimenti affannosi del rospo trasformarono la panna in burro, così riuscì a mettercisi in piedi sopra e a saltare fuori dal secchio.

La morale? Se vuoi dare un’impronta al cambiamento, devi continuare ad annaspare!

Il problema, come posso leggere dalla tua domanda, è incentrato sul fatto che gli ALTRI, pur senza esperienze e cultura, sono dove tu vorresti essere. Il tormento delle persone è paragonarsi agli altri piuttosto che saziare la loro personalità. Il primo “comandamento” che ti passo è: da una mente invasa da una grande pace, fluiscono grandi idee. La tua mente, purtroppo, è impregnata da scetticismo, frustrazione, collera, delusione, gelosia. Solo le idee possono essere la soluzione dei più grandi problemi dai quali ritieni di essere gravata. 
Di sicuro avrai sentito più volte questa frase: Ottieni sempre quello che crei.

Nota bene, io non ho scritto otterrai quello che desideri, bensì quello che CREI. C’è una grande differenza tra il desiderare e il creare. A tutti noi è stata data la possibilità di desiderare e siamo stati dotati del libero arbitrio, ossia la libertà di fare le nostre scelte.

Se non sei soddisfatta di quello che hai, puoi creare un’altra cosa.

E’ tua la decisione, sempre!

Sai, la maggior parte della gente è abituata a lamentarsi, lo fanno spinti da un’innocente invidia verso il prossimo. Se gli Altri hanno più di me è perché hanno giocato sporco. Se gli Altri ricoprono posizioni sociali più importanti della mia è perché sono corrotti. E così via dicendo. Ti rendi conto però che sono scuse belle e buone per avallare la nostra frustrazione? La vita è sempre un risultato dei nostri pensieri su di essa, compreso il tuo pensiero che sei a casa senza lavoro pur con una laurea nel cassetto. I tuoi pensieri oggi sono rivolti al passato, agli anni dedicati a studiare, allo sforzo e al sacrificio – tuo e della tua famiglia – fatto per raggiungere il traguardo della laurea, alle notti passate ricurva sui libri, ecc. Ma sei rimasta al giorno della laurea, sei prigioniera del passato, sei vittima del pessimismo. Il tuo presente ti vede vittima del fatto che sei senza lavoro. Eppure la verità è che non hai ancora deciso di lavorare. Tu hai semplicemente desiderato di entrare nel mondo del lavoro, di cambiare, ma in realtà l’aver inviato il tuo curriculum in giro non conferma il concetto che ti stai muovendo verso la direzione giusta. 
Pensi che queste intenzioni non significhino niente? Non hai ancora accettato il cambiamento. Non ti rendi conto del tuo potere.

Ricorda, la tua vita procede in conformità delle tue intenzioni.

Chiediti: “Quali sono le mie intenzioni?” Intendi continuare a focalizzare le tue energie su quello che sono capaci di fare gli altri o di annaspare sulla panna affinché si trasformi in burro? Vuoi continuare a roderti dentro riflettendo sulle ingiustizie degli uomini oppure vuoi rivoluzionare il tuo sistema? Vuoi continuare a trovare le scuse più assurde per giustificare lo stato in cui sei, oppure hai intenzione di domandarti onestamente dove vuoi arrivare?

L’idea della laurea – scusa se lo affermo – sta diventando un cancro nella società moderna. Le persone basano la loro vita in virtù della loro cultura, ma chi ti dice che quelle persone – senza esperienze e cultura – non ne abbiano più di te? Chi ti dice che quelle persone non abbiano studiato come e quanto te, ma non potendosi permettere la retta dell’Università hanno dovuto imparare da soli? Sai quanta gente senza laurea ha più cultura di un laureato?

Cara Marta, otterremo quello che creiamo solo quando desidereremo cambiare.

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