Il 25 novembre è la giornata mondiale contro la violenza alle donne.

Forse molte persone non lo sanno, ma esistono varie iniziative sia in Italia sia all’estero per ricordare un triste episodio in cui la dignità di tre sorelle dominicane è stata calpestata, la loro stessa vita è stata seppellita dal desiderio maschile di sopraffazione.

Come primo, doveroso passo, ti invito a informarti nel web e capire innanzitutto perché si celebra questa importante giornata dedicata a TUTTE LE DONNE.

Proprio a tutte le donne dedico questo articolo, ringraziando in particolare quelle che sinora hanno iniziato a dire “basta violenza!”, sentendo un’impellente esigenza di fare qualcosa per cambiare lo status quo femminile.

Fare qualcosa significa informarsi, sensibilizzarsi al problema non solo quando si legge un fatto di cronaca o si ascolta basiti l’ultima violenza sessuale al TG. Fare qualcosa significa prepararsi, frequentando ad esempio uno dei corsi studiati appositamente per le donne.

Domenica 20 Novembre è terminato l’ennesimo corso di antiaggressione femminile (prima di tre tappe) che da tre anni promuovo nel mio paesello della bassa bresciana, accanto allo splendido collaboratore nonché amico Simone, che ringrazio in qualità di uomo che ha molto a cuore il problema violenza.

Violenza in senso ampio del termine, da quella verbale a quella fisica, passando per il “mobbing” e lo “stalking” tristemente di moda anche nel nostro Paese. Tristemente perché io per primo desidero un paradiso sulla Terra, in cui la pace regna sovrana e l’uomo non sente alcuna necessità di invadere l’altrui libertà… commettendo abusi, soprusi e tante altre “brutte” cose; ma la realtà NON è questa purtroppo!

Ogni tanto è bene uscire – a partire dal sottoscritto – dall’idilliaco concetto di amore universale, di fidarsi ciecamente l’un altro e vivere serenamente come fratelli. Le guerre non sono così lontane: sono nel vicolo sotto casa, sul posto di lavoro, il più delle volte tra le mura domestiche e il primo, fondamentale aspetto che ogni persona (in primis le donne) dovrebbe “allenare”, è quello della

CONSAPEVOLEZZA

Essere consapevole significa essere preparata, non intendo tecnicamente, ma allenata sotto il profilo mentale, pronta all’eventualità che un giorno (io ti auguro di no con tutto il cuore) “potrebbe capitare anche te”…

Di questi tempi, ma sappiamo benissimo che è così da sempre, è bene tenere alto il proprio livello di attenzione a tutto (e tutti) ciò che ci circonda, iniziando dai posti abitualmente frequentati ed evitare di andare ad esempio da sole in luoghi non conosciuti, soprattutto nelle ore serali e notturne.

La prima fase del seminario DifesaDonna che promuovo è interamente dedicata alla prevenzione, ai consigli generali per la sicurezza che ogni donna dovrebbe seguire, senza allarmismi ma imparare a uscire di casa “preparata” ti fa vivere ugualmente serena con la consapevolezza di essere più forte, solo se unita a un altro fattore basilare, il secondo piccolo-grande segreto chiamato

AUTOSTIMA

L’autostima è qualcosa di molto personale: è un termine all’apparenza complesso ma semplicemente consiste in una valutazione di se stessi. Rapportato all’universo femminile è la stima che ciascuna ha di sé, ad esempio, riguardo al “posso farcela in caso di pericolo?”.

Questo è un interrogativo che ogni donna dovrebbe porsi,  per capire l’immagine che ha di se e di quanto si sente sicura, di quanta fiducia ha nel suo potenziale difensivo.

Nel metodo di antiaggressione che contribuiamo a diffondere l’autostima è uno dei fattori chiave, che viene alimentato gradualmente in modo da attingere alla propria forza interiore per superare le difficoltà, sia nell’ambito sicurezza sia nella vita quotidiana.

Quanto è presente il tuo istinto di sopravvivenza? Sapresti ascoltarlo e seguirlo in caso di pericolo? Quanta stima hai di te stessa?

Il terzo ed ultimo segreto, legato al pensiero e all’introspezione, è quello dettato dalla

AUTOCOSCIENZA

Nell’antica filosofia occidentale e nella meditazione orientale l’autocoscienza è alla base di numerose e profonde riflessioni. Grandi pensatori quali Platone e Aristotele hanno dato enfasi all’approdare a se stessi prima ancor d’iniziare l’indagine della verità: l’autocoscienza è un presupposto della conoscenza.

La conoscenza è la consapevolezza e la comprensione di fatti, verità o informazioni ottenute mediante l’esperienza diretta, l’apprendimento o tramite il lavoro d’introspezione.

Tradotto nell’era moderna, riveste fondamentale importanza il guardare dentro te stessa per capire che ruolo vuoi giocare nella realtà che ti circonda: sei una vittima o sei una guerriera, preferisci essere così come sei o vorresti sentirti più forte? Ora che inizi a guardare meglio dentro di te, che risposta stai cercando?

L’unico modo per trovare la risposta giusta è formulare la domanda giusta, ovvero: dove sei (punto di partenza) e dove vuoi andare (punto di arrivo)? La risposta è già nella domanda. Quando una domanda è accompagnata da paura, ansia, panico, frustrazione o altre emozioni simili, non si può trovare una buona risposta.

Davanti a situazioni difficili o particolarmente dolorose, come una violenza fisica, puoi anche chiederti “perché dovrebbe succedere proprio a me?” Ma questa domanda non ti darà mai una risposta utile. Porti la domanda giusta, positiva, ti aiuta invece a trovare la soluzione migliore. Porti domande positive e consapevoli ti aiuta a trovare coscienza di te stessa.

La domanda giusta è quindi “può succedere anche a me?” E quando rispondi “sì, ne sono consapevole!” significa che sei sulla buona strada, sulla strada che ti permette di superare i tuoi limiti (più mentali che fisici), sviluppando così nuove e preziose qualità.

Qualcuna potrà pensare che tutto ciò può essere tranquillamente affidato a un corso di autodifesa o di arti marziali, o peggio ancora a un buon amico… ma l’unico vero Maestro, come dicono in Oriente, è quello dentro di sé: nutrirlo, ascoltarlo e seguirlo è la chiave di volta per poter dire

Riassumendo ciò che consiglio a ogni donna è: per raggiungere un buon livello di AUTODIFESA occorre partire dalla considerazione di sé (AUTOSTIMA) e migliorare la propria immagine mediante la conoscenza di sé (AUTOCOSCIENZA).

Un sentito GRAZIE a tutte le donne che hanno letto questo articolo, oltre alle bravissime partecipanti ai nostri seminari: Eleononora, Lidia, Daniela, Annalisa Gioia, Francesca, Giulia, Jessica, Silvia, Barbara, Marialuisa, Stefania, Mara, Eliana, Noemi, Silvia, Simona, Roberta, Mara, Giovanna, Stefania, Francesca, Romina, Roberta, Alessandra, Silvia, Valentina, Daniela, Mariuccia, Gemma, Emma, Francesca e Silvia.

Donne che hanno iniziato a guardare meglio dentro se stesse…

Buona riflessione,
Stefano Bresciani & Simone Lorenzi

2 Commenti

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  • Umberto

    Ottimo articolo scritto da un (o due?) uomo e commentato per primo :-) da un altro uomo.
    Che dire Stefano, fortunatamente non tutti gli uomini sono uguali…
    Purtroppo però ne esistono anche di violenti, di codardi che non riuscendo ad avere il controllo di se stessi e della propria vita, credono di poter controllare (in tutti i sensi) una donna, abusandone a loro piacimento.
    Le donne sono meravigliose, dalla prima all’ultima, e vanno amate, ascoltate e coccolate, mai picchiate o molestate (sia fisicamente sia psicologicamente).
    Ancora complimenti Stefano, appoggio totalmente la tua (vostra) iniziativa a favore delle donne.

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    • stefano bresciani

      Grazie Umberto, i tuoi commenti rincuorano sempre!

      Centinaia di persone hanno letto questo articolo ma nessuno fa sentire la sua voce.. peccato, sono piccole ma buone occasioni a mio avviso per conoscersi, sapere se il “nostro” messaggio è arrivato al mittente, a te di certo è arrivato anche se ovviamente non sei donna :-)

      Dici bene, le donne sono tutte meravigliose! grazie ancora da Stefano e Simone.

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