Intonava così la splendida voce di Mina in una famosa canzone di qualche tempo fa’, e di recente i fatti della vita mi hanno portato a ragionare su cose che prima non prendevo neanche in considerazione.

Ed è così che, dall’oggi al domani, mi ricoverano in ospedale per dei forti dolori addominali e scopro, dopo l’intervento chirurgico, di aver rischiato di morire!

Il momento più brutto è stato il risveglio dall’anestesia dopo l’operazione. Hanno atteso che mi riprendessi completamente direttamente in sala operatoria, tutto lo staff è stato splendido, ma la sensazione che ricordo è quella di chi sta per andarsene. Sentivo chiamare il mio nome e le parole “respira, respira, respira da solo…” alternate alla maschera d’ossigeno; era come se fossi altrove e mi stessero richiamando alla vita!

Mi sono ritrovato a perdere tutto ciò che normalmente diamo per scontato, passando i giorni con tanti piccoli grandi obiettivi da raggiungere: poter bere, assaporare una caramella, passare da 9 a 3 flebo al giorno, non avere più tubi attaccati al mio corpo e potermi alzare dal letto in autonomia, riuscire a dormire per più di 5 ore a notte, mangiare dopo 10 giorni di digiuno, riabbracciare le mie bimbe. Pensa che una notte non ho preso sonno per il pensiero che il giorno dopo mi potessero permettere di assaggiare un ghiacciolo al limone.

Sapere che avrei potuto non esserci più, mi ha portato a pensare a quante cose stavo rimandando ed a quante altre avrei voluto ancora realizzare.

Sai, mi riconosco un grande pregio: so utilizzare i momenti negativi a mio vantaggio!

Mi hanno dimesso da pochi giorni ed ancora sono ben lontano dall’essere in forma, ma questo evento negativo mi ha insegnato due cose preziose.

La prima è essere veloce nel decidere ma ancor più nell’agire, la vita è breve e quel che conta è ciò che sei riuscito a realizzare. Non mi piace vivere di rimpianti ed ho deciso insieme a mia moglie di stilare un elenco di tutto quello che vogliamo fare ed iniziare ad agire per realizzarlo. Abbiamo inserito cose semplici come viaggi ed esperienze che vogliamo vivere, ho messo obiettivi lavorativi, cose da fare insieme alle mie bimbe, insomma, tutto ciò che ad oggi mi farebbe essere sereno se mi chiedessi: “e se domani…”.

La seconda è apprezzare le cose semplici che ho già, diamo spesso per scontato queste cose, eppure, mi sono trovato a non poter bere o mangiare, a non essere autonomo nell’alzarmi dal letto, ed anche a rischiare la vita stessa. Ad oggi apprezzo di più tutte queste piccole cose, credimi quando ti dico che hanno tutte un sapore diverso, riesco a godermele pienamente nella loro semplicità, ma non c’è bisogno di arrivare al punto dove sono giunto io per poterlo fare, renditene conto da subito: ciò che hai oggi potresti perderlo domani. Allora non essere avaro delle tue cose, godine a pieno, assaporale come se fosse l’ultima volta. La prima cosa che ho potuto assaggiare, ancor prima di bere, è stata una gomma da masticare alla menta, sapessi che sapore che aveva, era la più buona che avessi mai masticato, mi gustavo ogni singolo momento di quell’attimo.

Ed allora, voglio far sì che questa mia esperienza possa essere utile anche a te concentrando entrambi i punti in uno unico: non dare mai nulla per scontato, goditi fino in fondo ciò che hai oggi, ed agisci in fretta per realizzare tutto quello che desideri perché la vita è breve.

4 Commenti

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  • Marcello

    Auguri di una pronta guarigione…
    Grazie per le tue parole che ci inducono a essere grati quando la nostra salute è buona e tendiamo a procrastinare i nostri obiettivi verso un domani senza scadenza…Un abbraccio..

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  • Roberta Cannone Ashan

    Grazie a Te per l’ umilta’ con cui aprendoTi con coraggio, hai condiviso le
    umane fragilita’ ( che Tutti ci accomunano) con noi. Ti saluto, con affetto.
    ” La vera solitudine e’ essere lontani da se’ stessi, da Dio”.

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  • Roberta Cannone Ashan

    Scusami Alessandro, volevo dirTi, questa e’ stata sicuramente una Lezione
    importante, nulla avviene per caso, ma le soluzioni che proponi sono molto
    relative al carpe diem, non rimandare viaggi, attivita’ ecc.. con la Famiglia
    (attaccamenti?). Puo’ essere che la Tua Anima volesse comunicarTi anche
    qualcos’ altro sulla Vita e sulla Trascendenza? E se domani Ti occupassi
    non solo della Vita esteriore, pur importante, ma anche dello stato attuale
    della Tua Coscienza? Non e’ un sermone, io non sono nessuno, ma forse
    questo commento leggermente impopolare ma senza giudizio ne critica
    vuol solo portare a riflettere.

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    • alessandro vella

      Ciao Roberta,
      Ti ringrazio per la Tua risposta per nulla impopolare. Mi da l’opportunità di aggiungere altro. In realtà, non avevo inserito una parte proprio perché ognuno di noi ha le proprie credenze. Prima che mi succedesse il tutto, avevo già avviato un percorso di ricerca spirituale proprio perché era la parte che più avevo trascurato negli anni. Dico sempre che non c’è nulla di casuale nella casualità, ed infatti, durante i giorni trascorsi in ospedale, mi è capitato un sacerdote di quelli che io reputo “rari” in quanto a capacità di dialogo e confronto. Mi ha dedicato circa 30 minuti in cui ha aperto la mia anima, creando un collegamento tra ciò che ho scelto di fare come lavoro (aiutare gli altri a crescere) e la mia spiritualità. Veramente grazie di cuore a questa persona che in modo molto diretto mi ha chiarito diverse cose, favorendo il mio cammino di crescita.

      Credimi Roberta, ne ho attraversate molte di situazioni e sono ben conscio di ciò che ho fatto di bene e di male. Così come non sono ipocrita e dico che amo anche la materialità, mi piace soprattutto viaggiare perché arricchisce me e la mia famiglia. So guardare al di là delle cose e proprio per questo riesco a trarne insegnamento.

      Hai ragione quando dici che la mia Anima stava comunicando con me, mi diceva di ritornare ad essere me stesso, di seguire ciò che so essere giusto senza pensarci troppo su. Dall’altra mi ricordava che il mio cammino spirituale deve essere percorso con più decisione e coerenza.

      Grazie ancora, Roberta.

      Ti mando un grande abbraccio.

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