1 Luglio 2011

Ultimo giorno di vacanze, stasera si riparte e si torna alla quotidianità, all’afa estiva del mio paesello nella bassa bresciana, e so già che rimpiangerò gli splendidi attimi trascorsi in questa meravigliosa località del Gargano.

Peschici, piccolo paese di una Puglia baciata dal sole e accarezzata dal vento da mattina a sera, in cui tra vini e sapori, tra spiagge e pastori, è impossibile non invaghirsi di uno stile di vita rilassato, calmo, come le acque del mare.

Ho scritto queste poche righe sul quadernetto per appunti che immancabilmente mi porto appresso quando mi allontano da casa, questa volta per due settimane, senza computer, senza internet e senza alcun libro da leggere o articolo da scrivere.

Curioso il titolo di questo mio primo articolo post-vacanziero, vero?

Non voglio perdermi in rime poetiche che elogiano la bellezza delle mie vacanze, chi non le adora di certo non s’allontanerebbe da casa (per di più 800 km come ho fatto io in automobile!)

Oggi voglio mostrarti le (mie) vacanze sotto un punto di vista nuovo, per certi versi criticabile per carità ma resta comunque il mio.

Oggi mi sento di scrivere ciò che voglio in questo spazio web perché come sempre il mio obiettivo è di lasciare un ricordo indelebile di quanto sono cresciuto, dell’esperienza che ho maturato in un intenso lasso di tempo trascorso in riva al mare. Chissà, magari può essere fonte di insegnamento anche per altre persone…

Il grande insegnamento che ho ricevuto io è stato: rilassarsi è bello, ma bisogna guadagnarselo!

E’ gradevole passeggiare lungo le vie del centro di un paese che pare un presepio a picco sul male, è altrettanto piacevole immergersi nelle limpide acque o gustarsi pesci alla griglia, carni alla brace, taralli e ostie ripiene, ma ciò che veramente ha reso speciale e unica questa capatina nel sud Italia è stata… la mosca!

No, non sono impazzito ;-) Sono il solito Stefano, positivo, solare, ricco di energie e motivazioni, ma ti confesso che i primi giorni sono stati per me un travaglio, uno scombussolamento interiore senza precedenti (intendo durante le ferie) che mi ha reso nevrotico, stressato, quasi irriconoscibile agli occhi di mia moglie e mia figlia.

Non mi andava bene nulla, si mangiava troppo tardi e ci si alzava  troppo presto, si perdeva tempo nei negozi, i giochi per nostri figlia erano troppo pericolosi e inoltre non potevo stare al sole per via un fastidioso eritema che mi colpì sin dal primo giorno.

Anche qualcos’altro mi stava infastidendo, forse più dell’eritema, qualcosa che riempiva il cielo della stanza in cui cercavamo di dormire.. così ho iniziato – seppur controvoglia – un nuovo e originale passatempo: ammazzare le mosche! 

Proprio così, armato di asciugamano mi aggiravo nella stanza colpendo a destra e a manca questo povero e indifeso insetto alato, pur di schiacciare in santa pace un pisolino. Il più delle volte sono riuscito a tramortirle e portarle all’aria aperta ma certe volte scaricavo troppo energia sul malcapitato compagno e… sssciak!

Questo non significa esser diventato un serial killer di insetti, anzi, li rispetto ed eviterò di ripetere questi gesti che ti confesso mi sono serviti, molto. Mi sono liberato probabilmente di alcune tensioni accumulate durante l’anno, dovute all’eccessivo carico di lavoro nell’ultimo periodo, agli incessanti (seppur piacevoli) impegni tra famiglia e arti marziali, tra  scadenze on-line e faccende off-line da sbrigare.

Non so esattamente perché so solo che mi sono magicamente liberato dallo “stress”. So solo che mentre mi focalizzavo sul momento precedente il colpo fatale (o semifatale) mi sentivo bene, benissimo, quasi in stato estatico, una sorta di meditazione consapevole che solo lo zen è riuscito a darmi sinora. E ad ogni obiettivo raggiunto (=bersaglio colpito), una gradevole sensazione mi avvolgeva a livello psico-fisico.

Credo fermamente che la filosofia zen e la pratica meditativa si possano riscontrare, vedere, sentire, udire, in qualsiasi attività quotidiana, e scoprire di essere “QUI e ORA” con se stessi al 100% è una sensazione fantastica, indescrivibile.

Quella parte di emozioni negative che raramente emergono nella mia vita degli ultimi anni sono riapparse improvvisamente in vacanza, roba da matti! In una cornice splendida, con le due persone che amo di più al mondo e avvolto in clima fantastico non riuscivo a trovare la serenità.

Io, che ho pure scritto “il Siero della Felicità” ed ebook sullo stare-bene, in procinto di pubblicarne un altro su come evitare lo stress lavorativo! Ero praticamente spaesato, sembrava che il mio corpo fosse lì e la mia mente da tutt’altra parte. 

Qualcuno poteva spiegarmi come evitare lo stress vacanziero???

Pochi giorni dopo – e molte mosche dopo – ecco la risposta tanto attesa: lo Zen e l’arte di ammazzare le mosche.

E voilà, il gioco è fatto: niente più eritemi, tanti pisolini pomeridiani rigeneranti, serate al parco giochi divertentissime per la mia bimba (e per il suo papà :-), nuove amicizie, gite fuori porta, tanti bagnetti, tante risate, mangiate, passeggiate serene e romantiche al chiaro di luna.

Lo splendido quadretto che mi ero immaginato prima di partire  finalmente si materializzò…

 

 

 

 

 

 

 

Peschici è stata la cornice di una bellissima esperienza, indimenticabile come sempre ma soprattutto consapevole, merito di un piccolo insetto che mi ha regalato una grande gioia, la gioia di ritrovare me stesso e godermi la vita in modo completo, pieno, sereno, meraviglioso, non solo nei periodi di vacanza e…

… per chi non le avesse ancora fatte, BUONE VACANZE!!!
Stefano

P.S.: se vai in appartamento portati una paletta per le mosche ;-)

 

 

2 Commenti

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  • Umberto

    Ahah Stefano grazie per la tua folcloristica testimonianza.
    Guarda io abito nel pavese e sono costantemente a contatto con insetti molto più fastidiosi delle mosche, le zanzare!
    Si appiccicano alle zanzariere come ventose e appena apri per chiudere le persiane entrano a flotte; non sono insetti, ma vere e proprie squadriglie da combattimento armate fino ai denti.
    E sai qual è il metodo più geniale per ammazzarle?
    La “racchetta elettrica” dei cinesi!!
    Incredibile ma vero, una racchetta da tennis in miniatura con corrente tra i suoi fili; costerà meno di 5 euro ed è una macchina di morte infallibile :-)
    Buon lavoro.

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    • stefano bresciani

      Grazie a te Umberto, sempre preziosi i tuoi commenti ;-)
      Anche dalle mie parti imperversano le zanzare (bassa bresciana) e come ho risolto il problema? 2 disinfestazioni estive che impediscono al fastidiosissimo insetto di fermarsi nell’area di casa mia, senza ricorrere a forme bizzarre di violenza (quasi) gratuita. Così io e miei vicini (che hanno seguito il mio esempio) possiamo cenare ogni sera d’estate all’aperto ;-)
      ciao e buona settimana!

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