Perchè molte persone iniziano a fare qualcosa e poi si “perdono” per strada e invece pochi arrivano al traguardo prefissato?
Sicuramente anche tu hai avuto modo di constatare che ciò succede tutti i giorni in tutti i settori della vita.
Moltissime persone iniziano uno sport, ma solo in pochi continueranno a praticarlo con costanza. Molte persone ogni anno si iscrivono all’Università, a un corso, una scuola e pochissimi arrivano fino alla fine.
Molti iniziano un hobby, un lavoro, una relazione…. ma quanti possono dire “ce l’ho fatta?”
Normalmente la percentuale è 80/20.
L’80% delle persone molla il colpo, il 20% raggiunge l’obiettivo. Questa teoria risale a Pareto…. ma oggi andremo un po’ più in là di questa testata teoria.

Esiste un metodo chiamato Human Design che analizza da anni le persone, con un sistema efficace.

Senza scendere in dettagli tecnici che potete trovare sia nei vari siti che attraverso operatori certificati, vi illustro a grandi linee il perchè molti si fermano prima del traguardo.
Human Design suddivide in base a determinate caratteristiche, le persone in 4 gruppi.
Manifestatore  circa l’8% della popolazione
Proiettore circa il 15% della popolazione
Riflettori circa l’1 % della popolazione
Generatori circa 76% della popolazione
E’ ovvio che ogni persona è diversa dalle altre e proprio per questo ci tengo a precisare che quanto segue è un profilo generico, ogni persona ha sicuramente il suo vissuto e in ogni caso la lettura del proprio disegno è una lettura molto dettagliata che consiglio di richiedere a chi è del settore.

Ogni profilo (manifestatore, proiettore, riflettore, generatore) ha delle caratteristiche di base, oggi parleremo proprio dei generatori, la grande maggioranza delle persone infatti rientra in questo profilo.

I generatori sono delle persone fantastiche, con delle caratteristiche davvero importanti ma spesso non conoscendo il proprio profilo non utilizzano al meglio le proprie risorse.
La risorsa principale dei generatori è il loro sapere. E’ qualcosa che va oltre all’intelligenza, all’aver studiato o meno, alle conoscenze tecniche. Il generatore ha dentro di se la capacità di rispondere in modo esatto a tutte le domande, se poste nel modo corretto.
Tale risposta solitamente è sottoforma di suono gutturale (ahah..mmmhhhh, uhuh….)
Quante volte vi capita in un giorno di sentire o emettere tali suoni? Forse non ci fate nemmeno più caso…. Basta però fermarsi un attimo ad osservare e noterete che è una cosa molto diffusa. Per esempio durante una conversazione al telefono.
La capacità di saper ascoltare i suoi suoni gutturali e di agire di conseguenza è alla base del successo dei generatori.
E’ necessario porre la domanda in modo che la risposta sia un “si” o un “no” o meglio, dei suoni gutturali che per la persona indicano “si, è qualcosa che mi piace, che va bene per me” oppore “no, non mi piace, non va bene per me”.
Qualche esempio:
Vuoi giocare a pallacanestro? Se la risposta è negativa e la persona per non deludere le aspettative altrui (per esempio i genitori o amici) deciderà di provare a giocare ugualmente si troverà molto stressato davanti ai primi insuccessi o problemi. Questo sarà il motivo per cui dopo qualche difficoltà tenderà a lasciare perdere, vivendo poi la frustrazione di non avercela fatta.
Se la risposta invece è positiva, la persona inizierà a giocare e davanti alle difficoltà accetterà i consigli, troverà modi e metodi per superare gli ostacoli e avrà ottimi risultati.
I generatori sono grandi sportivi, se riescono a trovare lo sport giusto per loro.

Vuoi pasta o riso? Ecco una domanda che mette in crisi i generatori…la risposta sarà dettata dal cervello ma non dalla “pancia” dove risiede il centro della risposta dei generatori. Le domande aperte (come stai? che pizza vuoi? dove andiamo? che cos’ha?) rimangono dei punti di domanda a cui spesso il generatore risponde per evitare di fare brutta figura o deludere.  Succede spesso che la risposta sia “non so” questa indecisione è dovuta al fatto che il centro della risposta dei generatori funziona un po’ come un computer, bisogna dargli dati precisi altrimenti non troverà una risposta.

Imparare a riconoscere i propri suoni gutturali ( o sensazioni di “pancia”) è fondamentale per capire cosa è meglio per se stessi, basta farsi aiutare per qualche giorno da chi ci sta accanto, chiedendogli di farci delle domande precise e ascoltare se stessi mentre si sta rispondendo. Capita  che il centro della risposta dia una determinata risposta e poi la mente la cambi con qualcosa di più conveniente.

Più il generatore sceglierà cosa fare ascoltando se stesso, più avrà successo e supererà le difficoltà, vivrà in modo meno frustrante e troverà un equilibrio.

Provare per credere….
E tu, vuoi provare ad ascoltare te stesso per scegliere le cose migliori per te?

0 Commenti

Lascia un commento

Lascia il tuo commento

Lascia un commento