Quando ho cominciato ad amarmi davvero…

  • …ho capito com’è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri, pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta, anche se quella persona ero io. Oggi so che questo si chiama RISPETTO PER SE STESSI
  • … ho smesso di desiderare un’altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda è un invito a crescere. Oggi so che questo si chiama MATURITA’
  • …ho smesso di privarmi del mio tempo libero e di concepire grandiosi progetti per il futuro. Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento, ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi. Oggi so che questo si chiama SINCERITA’
  • …ho smesso di voler avere sempre ragione. E così ho commesso meno errori. Oggi mi sono reso conto che questo si chiama SEMPLICITA’
  • …mi sono rifiutato di vivere nel passato e di preoccuparmi del mio futuro. Ora vivo di più nel momento presente, in cui TUTTO ha un luogo. E’ la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo PERFEZIONE
  • …mi sono reso conto che il mio pensiero può rendermi miserabile e malato. Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del mio cuore, l’intelletto è diventato un compagno importante. Oggi a questa unione do il nome di SAGGEZZA DEL CUORE.

Bellissime queste parole, estratte (e tradotte) dal discorso che fece il famoso Charlie Chaplin, in occasione del suo 70° compleanno!

Bellissime queste parole, estratte dalla chiusura del seminario di ieri, domenica 20 Febbraio, in occasione della mia “iniziazione” al 2° livello Reiki. Mai parola fu più azzeccata sinora: iniziazione.

L’inizio di un cammino nel tempio interiore della consapevolezza, del rispetto, della maturità, della sincerità con la propria anima, il proprio essere. Un cammino che mi ha portato a scrivere oggi la semplice testimonianza di un uomo che sta nutrendo dentro sé un amore incondizionato, puro, che sfugge alle leggi della comprensione e razionalità umana. Una vibrazione impalpabile, intensa, che mi attanaglia sin dalle prime ore del mattino come un vortice impetuoso che emana energia, come acqua che scorre lungo il corpo e irrompe come un fiume impetuoso nel mio cuore, irrorandolo di gioia.

Il nutrimento ricevuto in due meravigliose giornate vissute accanto, o meglio insieme, a meravigliose persone, è qualcosa che va al di là della normale trasmissione di gesti mistici, insegnamenti o mantra (formule vocali): è qualcosa che supera anche l’esperienza emozionale, poiché entra direttamente nella parte divina, nella parte più profonda di me, nel mio spirito.

Chi non ha mai provato tali sensazioni potrà trovar difficile la comprensione di ciò che ho scritto sinora, quindi cercherò di esprimere in parole povere (ma molto ricche per me!) ciò che ho sentito grazie a questa iniziazione. Non voglio spiegarti il Reiki, è mia abitudine non parlarne mai con gli altri perché non ce n’è assoluto bisogno, ma se per pura curiosità o fascino (com’è stato nel mio caso e di mia moglie nel 2005) senti il desiderio di avvicinarti a Lui, non devi far altro che CHIEDERE.

Di informazioni e maestri ce ne sono in giro a centinaia, a migliaia, basta sapere quale informazione cerchi, il segnale che ti spinge a seguire un maestro, una scuola o un certo tipo di insegnamento, io sono capitato nelle mani giuste (per me), quando ho incontrato i miei due Maestri Antonio e Daniela. Un banale grazie è riduttivo, sono certo che non hanno alcun bisogno di sentirsi dire quanto sono grato loro, quanto ho apprezzato ciò che hanno fatto sinora per me e ciò che faranno in futuro, così come sono convinto che sappiano già, leggendo queste righe, dove voglio arrivare…

… proprio da nessuna parte!!! Ho però finalmente compreso che nella vita bisogna giustamente porsi degli obiettivi, trovare le motivazioni, cercando di dare sempre il meglio di sé… ma ho anche compreso che giustamente si può anche fallire, sofffrire, dire “non ce la faccio!”  oppure di “ho paura!”

Chi ci giudica? Chi ci condanna? Chi ha il potere di influenzare le scelte della nostra vita? Solo noi stessi!

E lo strumento che anima ogni fase della nostra vita, che ci accoglie sin dalla nascita e ci accompagna sino al momento della morte, si chiama CUORE. Il pulsante simbolo dell’amore, un amore puro che si nutre sin da piccolo dell’affetto dei genitori, che cresce incontrando amici e amiche, simpatie e antipatie, che un giorno speriamo trovi completamento nell’incontro con l’anima gemella…

Aaaahhhhhh, che gioia quando crediamo di aver incontrato la persona giusta! Quando ci sentiamo amati, rispettati e pienamente in sintonia con un’altra persona! Io sono uno di questi, credo fortemente di aver incontrato la persona giusta – mia moglie Francesca che amo tantissimo – e di aver dato luce insieme a lei a una piccola divinità che col crescere si staccherà dal grembo e dovrà “iniziare” a camminare da sola (non intendo in senso fisico, quello lo sa già fare da diversi mesi!).

Gioia ancor più grande quando capiamo quanto amore abbiamo dentro, in primis per noi stessi, ed è importante saperlo perché ci permette di comprendere quanto amore possiamo dare agli altri, senza pretendere di averne in cambio, senza chiedere chissà cosa, senza voler essere ripagati con la stessa moneta. Tanto abbiamo il nostro amore che ci nutre, ci da forza, e la gente attono a noi lo percepisce!

Come disse Charlie Chaplin, ho iniziato anch’io ad amarmi davvero quando ho cavalcato l’onda del rispetto per me stesso, quando ho smesso di desiderare un’altra vita (trovando così la vita che desideravo), quando ho sposato il modo di vivere nel presente (il principio “qui e ora” alla base dello Zen e in un insegnamento trasmessomi nel seminario) che mi ha aperto gli occhi sulla perfezione!

Una perfezione che ho trovato nei tratti imperfetti del mio carattere, nelle debolezze o paure del mio vissuto, che mi sono apparse più che mai come opportunità di ulteriore crescita, autoanalisi e riflessione. Mi hanno dato la forza per spingermi ancor più in profondità e per questo rivolgo un sentito GRAZIE a chi ha condiviso con me alcuni “particolari attimi” della giornata di ieri.

Ora che ho raccolto nuove energie dal cuore, dopo un periodo di calma e stabilità, sono pronto per nuove entusiasmanti esperienze, nuove occasioni per mettermi in gioco e mostrare agli altri ciò che sono (senza alcun bisogno di dimostrare!)

Parafrasando un aforisma del maestro e filosofo indiano Juddu Krishnamurti, mi permetto di chiudere questo articolo con il significato che da oggi do alla parola AMORE:

“L’amore non è un mezzo per raggiungere un fine. E’ insieme il mezzo e il fine”
Stefano

6 Commenti

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  • cinzia

    Non ho parole Stefano, ma ho le lacrime agli occhi!!
    Grazie per farmi iniziare una giornata nel migliore dei modi. Ciao Cinzis

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    • stefano bresciani

      Grazie Cinzia, dato che mi hai scritto “in diretta” ti auguro direttamente una BUONISSIMA GIORNATA!!!

  • marina

    Beh…stavolta mi hai fatto davvero commuovere. Lo ammetto.
    Marina

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  • Umberto

    Si si ora è più chiaro :-)

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  • Umberto

    Bellissime parole Stefano, sono un inno alla vita e non possono non essere condivise da tutti.
    Amarsi per amare e piacersi per piacere, si parte sempre da noi stessi per poi poter dare agli altri con totale disinteresse.
    Secondo me è comunque giusto coltivare anche progetti per il futuro, piccoli o grandi che siano, perché ci aiutano a crescere e a capire meglio chi siamo: vivere solo ed esclusivamente il presente procurandosi gioia e divertimento – come dice Charlie Chaplin – è molto bello ma anche piuttosto utopistico.

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    • stefano bresciani

      Ben detto Umberto, grazie per il prezioso appunto/spunto sul presente.
      Amo molto pianificare il futuro però non cerco di viverlo ora continuando a pensarci o (come disse C.Chaplin) preoccuparmene.
      Sono d’accordo con te che i progetti vanno coltivati, in coerenza col grande disegno o mission della nostra vita, ma non dobbiamo innaffiarli tutti i giorni… io per primo ho rischiato di farli maturare troppo in fretta, ed è per questo che preferisco nutrire quotidianamente il presente (con gioia), focalizzandomi di tanto in tanto sul futuro. Sono certo di essermi spiegato meglio ;)

      un caro saluto,
      Stefano

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