Vai verso l’ AMORE oppure scappi dall’ AMORE?

Ora cerco di rendere più comprensibile la domanda: “Vai verso l’amore cosi come dici di volere e come pensi di volere, oppure in modo del tutto inconsapevole scappi dall’amore?”
La stessa domanda potrei fartela per tutti i settori della tua vita. Per esempio:
Vai verso il benessere fisico come pensi di volere oppure inconsapevolmente scappi dal benessere fisico? Può sembrare strano ma nulla accade senza che la nostra parte inconscia non voglia che accada. Ed ora posso anche chiederti: Vai verso la ricchezza o scappi dalla ricchezza? O più semplicemente, vai verso l’indipendenza economica (cosa che sicuramente desideri) oppure scappi dall’indipendenza economica? Come a livello assolutamente inconsapevole fanno moltissime persone, la maggioranza sicuramente. Sembra strano ma è cosi!

La tua Anima desidera qualcosa ma la tua mente no. Cosa avviene dunque nel tuo mondo interiore? Mancanza di chiarezza, caos, contrasto, lotta, conflitto, difesa, discrepanza, alti e bassi, determinazione e poi dubbio. La mente pensa di avere chiarito tutto, di avere preso la sua decisione, ma a livello profondo e quindi inconscio le due forze si contrastano vicendevolmente.

Ma allora verrebbe da porsi un’altra domanda: “Perché gli esseri umani, cosi intelligenti, con tutte le scoperte che hanno fatto, non sanno rendersi felici? Non sanno ottenere ciò che desiderano? Perché la maggior parte delle persone è cosi brava a farsi del male, a soffrire, a subire situazioni poco gradevoli? La verità è che siamo stati educati alla rinuncia, alla sofferenza, al sacrificio. La nostra cultura ci ha insegnato il senso di colpa, ci hanno detto che rimboccarsi le maniche e sudare è una buona cosa, ci hanno detto che non si può avere quello che si vuole, ci hanno detto che non si può sempre fare quello che piace, ci hanno detto che la vita è sacrificio, ci hanno detto che bisogna stringere i denti, e noi vi abbiamo creduto e generazione dopo generazione abbiamo tramandato attraverso il nostro DNA le credenze ereditate. Abbiamo imparato molto bene a soffrire e a rinunciare a ciò che desideriamo e non siamo più in grado di renderci felici senza sentirci in colpa, o addirittura senza sentirci cattivi se ci permettiamo anche solo di desiderare di goderci la vita. Eppure goderci la vita è un nostro diritto di nascita e noi siamo qui per imparare a farlo di nuovo.
Perché essere “semplicemente felici” sembra tanto difficile?

Negli Stati Uniti hanno fatto alcuni esperimenti per comprendere il comportamento di alcuni animali quindi anche i comportamenti dell’uomo. In un piccolo acquario sono stati messi alcuni pesci rossi. Questi pesci, per un certo periodo di tempo si sono abituati ad usufruire di uno spazio piuttosto limitato. Dopo un certo periodo di tempo i pesci rossi sono stati traslocati in un acquario molto più ampio. I pesci nonostante potessero usufruire di uno spazio notevolmente maggiore continuavano ad occupare un piccolo spazio simile ai metri-cubi di acqua che occupavano nell’acquario precedente. Si erano abituati a rimanere ristretti e quindi non erano più in grado di utilizzare uno spazio più grande.
E’ stato fatto un esperimento con alcuni cani. Premetto che sono animalista e non amo questo genere di esperimenti, ma ne parlo ora per dimostrare cosa significa abituarsi a rinunciare. Ogni cane viveva in una gabbia nella quale c’era una lastra di vetro che separava lo spazio dove abitava il cane con una ciotola di cibo appetitosa. Il cane nel tentativo di raggiungere la ciotola di cibo si scontrava con la lastra di vetro ovviamente senza raggiungere ciò che desiderava. Questo episodio continuava a ripetersi, il cane ci provava e poi ci riprovava, e poi ci riprovava di nuovo ed ogni volta sbatteva il muso sulla lastra di vetro. Dopo un po’ di tempo il cane smise di provarci, guardava con la coda dell’occhio la ciotola desiderata ma smetteva di andare verso il cibo. Dopo un ulteriore tempo, il cane conviveva con l’idea che a pochi metri da lui c’era una desiderabile ciotola di cibo, ma la ignorava. Passato altro tempo è stata tolta la lastra di vetro ed il cane era libero. Poteva andare a prendersi la sua appetitosa ciotola di cibo quando voleva, non c’erano più ostacoli. Eppure il cane non ci andava e rinunciava al cibo, ignorava la ciotola che tempo prima aveva cosi tanto desiderato. Aveva imparato a rinunciare.

Questo è ciò che avviene anche agli esseri umani.
LE PERSONE IMPARANO A RINUNCIARE

Imparano a rinunciare ad avere un AMORE felice, imparano a rinunciare al benessere fisico, imparano a rinunciare alla ricchezza o addirittura all’indipendenza economica. Si sacrificano mostrando a se stessi ed agli altri quanto sono bravi ad avere rinunciato.

Molte persone dicono di desiderare l’ AMORE ma in realtà ne hanno paura
e per evitare di rimanere di nuovo delusi o feriti magari inconsapevolmente scappano dall’ amore. La rinuncia dell’amore ha origini nell’infanzia. Non sono state le esperienze da adulto a deludere o a ferire. Quelle esperienze sono lo specchio di delusioni o ferite provate da bambino. In seguito a particolari episodi nei quali il bambino o la bambina si è sentito trascurato o non capito o non meritevole d’amore da parte della mamma o dei genitori, nella mente del bambino si è creato i programma “io non merito l’amore, io merito di soffrire” e da adulto ha sperimentato relazioni che inconsciamente confermavano il programma ricevuto da bambino o da bambina. Se poi i genitori hanno avuto un rapporto conflittuale, oggi l’uomo o la donna da una parte desidera l’ amore mentre dall’altra parte ha paura di un rapporto importante per ciò che ha vissuto attraverso il rapporto conflittuale dei suoi genitori. Risistemare gli equilibri famigliari è un grandissimo passo verso l’indipendenza affettiva e verso l’apertura del proprio cuore. Per voltare pagina ed iniziare a credere in una nuova storia affettiva per se stessi.

Attraverso il perdono, la comprensione, la gratitudine, una nuova fiducia in se stessi, lasciando andare il passato, e rimettendo ogni cosa nel giusto spazio è possibile iniziare a cambiare gli eventi presenti e futuri nel tuo cuore e nella tua vita affettiva.

10 Commenti

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  • fra

    Cara Monica, anche io ho trovato il tuo articolo molto interessante. Sono una donna di 31 anni.Mi trovo in una situazione di ambiguità da sempre. Mi piace un ragazzo, mi innamoro( nel senso che credo di innamorarmi) e poi devo sempre far finire tutto.Sono io che li lascio. Si tratta sempre di storie particolari, una storia a distanza, una storia con un uomo più grande di me ma se vado indietro negli anni ricordo di aver avuto la mia prima infatuazione ad 11 anni per un ragazzino più grande di me di 1 anno. Ero davvero innamorata, persa, impazzivo per la sua bellezza. Così, con la complicità di alcuni amichetti, ho deciso di dichiararmi e alla fine ci siamo “fidanzati”,ovviamente nella modalità bambini: della serie non gli permettevo neanche di darmi un bacio. Cosa è successo? Quando sto ragazzino veniva a trovarmi nei caldi pomeriggi estivi, mentre ero giù al cortile, lo vedevo arrivare in lontananza e cominciavo a nascondermi, il cuore a mille, non mi facevo trovare. Era come se lo odiassi improvvisamente, mi dava fastidio il fatto che venisse a trovarmi perchè era il mio fidanzatino.Insomma,una situazione che non riuscivo a gestire. Come mai a distanza di 20 anni riproduco lo stesso film? Cosa dovrei pensare? Le strade diventano 2: dar ragione al fatto di andar via, perchè essere fidanzata non fa per me, o pensare di dover vincere questo mio atteggiamento?

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  • monica giovine

    Ciao cara Ly,
    il conflitto fra conscio ed inconscio è molto ma davvero molto comune in fatto di relazioni affettive.
    Molte persone dicono di volere l’amore, pensano di desiderare la persona giusta, e non mentono, questo è il loro desiderio.
    Ma l’inconscio, o l’Anima, o un’altra parte della loro coscienza più ampia e più profonda non vuole, ha paura. Quindi si trova a sabotare ogni possibilità di nuova relazione. Ma come? Verrebbe da dire, non è quello che lei o lui voleva trovare l’amore? Ed invece la persona in questione dice di non incontrare mai nessuno che va bene oppure va inconsciamente a sabotare la situazione dicendo poi: “c’è stato un problema, abbiamo litigato, lui o lei non era come mi aspettavo ecc…”
    Il nostro inconscio pone delle trappole ma non perchè voglia mettersi contro il nostro desiderio, siamo sempre noi, anzi, l’ INCONSCIO E’ LA PARTE VERA DI NOI! Però per evitare di sabotare i nostri desideri di felicità è necessario collaborare con l’incoscio ferito e guarirlo dai suoi conflitti interiori che derivano da sofferenze antiche, le quali lo hanno programmato per evitare nuove sofferenze.
    Hai bisogno di fare dei lavori di indipendenza emotiva e ristrutturare i tuoi copioni inconsci affettivi, con la PNL o l’ EFT o altre tecniche favolose. Ottimo è il life coaching finalizzato ai problemi di relazioni affettive, chiamato anche love coaching.
    Un caro saluto!

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  • Ly

    Monica ho trovato questo articolo per caso e sono rimasta sbalordita perchè proprio oggi dopo che ho saputo una notizia mi sono chiesta se alla fine sono io a non volere l’amore… mi dico sempre che voglio incontrare la persona giusta e poi quando capita una nuova conoscenza all’inizio mi fa piacere ma poi scappo…. Ora dimmi cosa dovrei fare per risolvere questo conflitto tra Anima e mente?! Grazie tante

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    • fraf

      ciao Ly, anche io ho questo problema ma nn so fino a che punto pensare che sia io quella che scappa o se ho ragione a pensare che quel tipo non faccia per me. Vivo in un eterno conflitto.

  • monica giovine

    Grazie Ivana per le tue belle parole.
    Certo, i 3 step sono proprio in ordine come li descrivi tu, il perdono, la comprensione del messaggio o dell’esperienza e quindi la gratitudine. Questo rende la vita sicuramente gioiosa, libera dai nodi e “leggera” come è giusto che sia la vita di tutti. Grazie, un abbraccio!

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  • Ivana

    Complimenti per l’articolo. Quanto è vero tutto quello che dici. Il perdono,compressione e gratitudine si acquisisce una nuova fiducia in se stessi. Ecco la ricetta per ricominciare una nuova vita. Più bella..più ricca e più felice! Ivana

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  • monica giovine

    Grazie Marcello!

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  • marcello

    grande . vero. giusto. se posso… sei fantastica

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  • monica giovine

    Ciao Umberto,
    hai centrato in pieno! Il vero problema è la nostra cultura che esalta l’umiltà, la rinuncia, il sacrificio e soprattutto il senso di colpa se non si mettono in atto umiltà, rinuncia, sacrificio.
    Per questo tante persone NON OSANO essere felici, vivere un amore meraviglioso e mantenerlo nel tempo (soprattutto conservarlo), non osano avere un’abbondanza economica maggiore rispetto alla vita che fanno e che hanno sempre fatto.
    La nostra cultura giudica “brava persona” chi si sacrifica e rinuncia, e giudica “egoista” chi pensa a se stesso, a stare bene, a fare ciò che desidera nella vita. Per cambiare le cose è indispensabile scrolarsi di dosso questi rettaggi culturali e ANDARE OLTRE!
    Abbiamo confuso l’amore per se stessi (assolutamente giusto) con l’egoismo che invece è tutt’altra cosa, direi piuttosto che si trova dalla parte di chi ha delle aspettative, non dalla parte di chi non soddisfa le aspettative.
    Le persone non osano amare, non osano essere felici. Siamo qui apposta per diffondere il messaggio “OSARE OSARE OSARE”, tutti meritano di essere felci e di avere ciò che sognano.

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  • Umberto

    Stupendo articolo Monica e concordo al 100% con quanto dici.
    Ho appena commentato un altro articolo il cui titolo era “Perchè quando seduci una donna ti comporti diversamente da quando guadagni i soldi?” e riporto qui il mio pensiero, che poi è identico al tuo.
    Nella nostra società ci hanno sempre insegnato che non possiamo avere tutto, che dobbiamo per forza rinunciare a qualcosa, che è peccato mortale possedere ogni cosa se poi altre persone vivono di stenti; ci hanno inculcato fin da bambini questo inutile e dannoso senso di colpa.
    Nel mio commento dissi semplicemente che la stessa società ci ha anche trasmesso il messaggio che non avere una donna (parlo per noi uomini) significa essere sfigato, gay, prete, o comunque avere dei gravi problemi mentali.
    Quindi l’uomo cosa fa? Ci prova con centomila donne fino a quando non trova quella che dice di si; fa questo per soddisfare le proprie esigenze naturali, ma lo fa anche per non farsi etichettare dagli altri con termini “negativi” come quelli scritti sopra.
    Lo stesso discorso vale per i soldi; la società ci ha sempre detto che i soldi sono sporchi, che se hai tanti soldi le altre persone ti odieranno e si allontaneranno da te, che sei un delinquente, che li hai fatti disonestamente o alle spalle di qualcuno, e via dicendo.
    Allora cosa fa l’uomo?
    Semplice, per non sentirsi così o per evitare che gli altri pensino cose simili di lui, non si impegna per arricchirsi e fa ciò che fa la maggior parte delle persone, ovvero sgobba tutta la vita fino alla pensione per un misero stipendio.
    Potrebbe diventare ricco, trovare la donna giusta, sentirsi bene fisicamente, essere felice e avere più tempo libero per fare ciò che ama, ma vede queste cose come se fossero un peccato, qualcosa di non normale o innaturale, ed ecco che rinuncia, ed ecco che scappa.
    Non c’è peggior cosa di vivere la vita che qualcun altro vuole per noi.

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