Non so se conosci “Angrybirds” ma se hai un Iphone o un problema, te lo consiglio vivamente.

Si tratta di un applicazione della Apple: è un intrattenimento.

Eh va bene….è un gioco.

Ho 34 anni, ma sono nata con la tecnologia dei giochi e dei computer e non ne posso fare a meno. A 6 anni giocavo a Mario Bros sulla mia Commodore 64.  A 8 anni mi deliziò a passare delle ore (e delle nottate) sul mio Atari 520ST (a colore!!!!) con Dungeons & Dragons e PacMan. Poi, sul tappeto del salotto dei miei, non poteva mancare la straordinaria Nintendo con Zelda! A 11 anni mi fu regalato la Sega Mega Drive con il suo gioco di punta: Sonic! E chi se lo scorda del Game Boy? Dovrei averne uno ancora da qualche parte! Tetris mi portò lontana da tante ore di studio….per portarmi alla fatidica PLAYSTATION (la 1, la 2 e ovviamente ora la 3). Tomb Raider, Final Fantasy, Gran Turismo. Alien Trilogy, Tekken e ti ricordi di Riven su PC?

Ah quanti ricordi…..

E non parlo (e non me ne fare parlare ti prego) di tutti i giochi sulla PS3, la WII e la XBOX….ultimamente  sono diventata un cowboy nel Far West che cacciava orsi (e si faceva mangiare delle linci) cercando a tutti i costi di liberare la mia famiglia e di dimostrare al mondo intero che avevo cambiato vita (Ho perso tutto socio, la mia moglie, i bambini, la bottega…..tanto peggio. Non mangio, non dormo, non mi lavo e non me ne frega un cazzo!). Ho bazzicato nella vecchia Los Angeles degli anni 50 su una Cord 800 Delux  per trovare un killer che lasciava indizi con il rossetto sul corpo delle donne che uccideva….Ho dovuto uscire dal Vault 101 armata da un fucile a piombo e recarmi su un pianeta devastata da una guerra atomica ascoltando Billie Holiday cantare “Crazy he calls me “ e facendomi spazio fra i superstiti nucleari alla ricerca di mio padre, seguendo le indicazioni di un tizio chiamato TreCani (Ahuuuuuuuuuu). Mi sono ritrovata in bel mezzo di un tracciato del DNA a percorre le strade impolverata della Terra Santa fino a Roma, saltando con il “volo dell’aquila” dalla Cappella Sistina, dal Ponte vecchio, dall’Ospedale degli Innocenti, e della Basilicata di San Marco incrociando Leonardo da Vinci, Machiavelli, Caterina Sforza e Lorenzo de Medici, rubando soldi e pugnalando Templari.  Ho infuocato le Torri dei Borgia per poi “entrare nell’abisso dove non sono mai piu tornata”….Mi sono persa nello spazio con un sacco di necromorfi che mi volevano come piatto principale, ho rubato macchine e pagato puttane, ho baratto a carte, ho fatto il mafioso,  ho invocato G-Force ed Esper, ho pescato, ho visitato Atlantide ….ma solo Angrybirds mi ha insegnato qualcosa.

Qualcosa di molto importante.

L’ho aveva gia scoperto James Paul indagando sulla psicologia dei videogiochi: “Indaga, ipotizza, reindaga, verifica”.

In Angrybirds devi catapultare dei preziosi uccellini sulle barricate dei maialini verdi che hanno appena rubato le tue uova (maledetti!). L’idea è di distruggere completamente questi mostriciattoli verdi, ma spesso volentieri si nascondono dietro muri, pietre, vetri che sarà tua premura distruggere con l’ausilio degli uccellini che stai scaraventando contro (con grande veemenza). Ogni uccello ha una abilità speciale: alcuni sono esplosivi, altri hanno un effetto “bomba a grappolo”, altri ancora accelerano in volo e così via. Combinando la traiettoria degli uccelli e le loro abilità speciali bisogna mirare ai punti nevralgici delle strutture per uccidere tutti i maiali e causare il massimo danno utilizzando meno uccelli-proiettili possibile. Ovviamente, non hai molti uccellini a disposizioni, quindi, prima di lanciarle, devi progettare mentalmente la tua tattica. Mi capita spesso di immaginarmi mentalmente i danni che ogni uccellino farà prima di lanciarlo.  Fino ad annientare completamente, uccellino dopo uccellino, tutte le barricate e i mostri nascondendosi. Ma mi capita ancora piu spesso che una volta lanciati tutti, sento il riso sarcastico dei mostri rimasti che mi indica che ho fallito. Allora riprovo, riprovo e riprovo, ma fallisco sempre.

Ed è allora che mi ricordo una cosa essenziale: non puoi ottenere un risultato diverso se continui a fare le stesse cose.

Quindi provo con un’altra tattica, quella che non avrei MAI pensato che avrebbe funzionato…..e invece funziona.

Provare a fare le cose diversamente, e a pensarla diversamente, questo è la soluzione. Se il problema è giunto a te, vuole dire che per primo hai pensato in maniera errata (e dunque è arrivato il problema). Dunque è efficiente pensare di risolvere il problema stesso in maniera diversa di come fu creato originariamente.

Indaga, ipotizza, reindaga, verifica.

Se non funziona, cambia ancora.

E se non funziona ancora….scarica Angrybirds….che tanto, tutto passa.

Ogni bene!

Astrid Morganne

Ps. “La consapevolezza porta sicurezza” (Fallout 3)

3 Commenti

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  • enrico milesi

    sono anch’io uno dei tanti che continua a sbattere la testa e non solo per metafora,ma anche fisicamente,nonostante la nn più fresca età,sono pure pluritrauma,ma x quanto riguarda i quattrini non ho avuto “aperture” :-(

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  • Antonio

    certe volte penso a quanto sia strano il fatto che le persone continuino a battere sempre contro lo stesso muro e non pensano mai di aggirarlo, anche se sono dei giocatori di vecchia data; sarà perché pensano che la vita è diversa dai giochi ?

    p.s. non è per fare il precisino ma Angrybirds è sviluppato da Rovio (non da Apple) e per altro è una genialata in termini di marketing perché (almeno fino a qualche mese fa) i soli utenti per cui non era gratis erano proprio quelli apple, per gli utenti android è sempre stato gratis.

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  • Umberto

    Vero Astrid, facendo le stesse cose si ottengono gli stessi risultati, è così semplice.
    Eppure il 90% delle persone preferisce fare sempre le stesse cose, si lamenta, dice di voler cambiare, dice che la vita è uno schifo, e via dicendo.
    Poi però quando si tratta davvero di passare all’azione rimane lì, immobile, non osa fare nemmeno 1 passo avanti per paura di doverne fare 2 indietro.
    Per questo motivo il progresso è per pochi, non tutti sono disposti ad assumersi la responsabilità di cambiare la propria vita e di risolvere i problemi.
    La soluzione c’è sempre, basta trovarla, e la si trova aprendo la mente ad orizzonti diversi.

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