I prodotti di bellezza vengono sperimentati principalmente su tre canali: i test in laboratorio, le sperimentazioni su persone volontarie e quelle sugli animali.

Tra il 2004 e il 2009 l’Unione Europea ha introdotto alcune normative per vietare il test dei prodotti di bellezza sugli animali.

L’entrata in vigore di queste leggi avverrà entro il 2013, ma non garantisce che sul mercato si potranno trovare esclusivamente cosmetici cruelty free, per due motivi: ogni Paese recepirà le direttive con tempistiche diverse e soprattutto perché il divieto è solo parziale.

Si riferisce, infatti, al prodotto finito e ai singoli ingredienti testati fuori UE (quindi i test sugli animali relativi a un solo ingrediente all’interno dell’Europa rimangono leciti).

Come vengono testati i prodotti di bellezzaGli esperimenti dei prodotti di bellezza sono effettuati sugli animali (cavie, topi, conigli, eccetera).

I test come quello identificato dalla sigla LD50, sperimentano il livello di tossicità delle sostanze chimiche attraverso una somministrazione crescente, fino a riscontrare effetti collaterali e morte.

Le sostanze possono essere instillate nei bulbi oculari (Draize Test Oculare), sulla cute lesa (Draize Test Cutaneo), in condizioni di esposizione ai raggi UVA e UVB (Test di fototossicità) e finalizzati a determinare la cancerogenicità (gli animali subiscono la somministrazione della sostanza poi vengono uccisi e sottoposti ad autopsie).

Ecco quali difetti possono risolvere i prodotti di bellezza.

I prodotti di bellezza finiti sono inoltre verificati attraverso test su gruppi di volontari.

Durante la sperimentazione, ogni soggetto ha a disposizione un medico che lo assiste per tutta l’indagine. I volontari provano i cosmetici che hanno già superato tutti i primi controlli di sicurezza e possono essere sottoposti a differenti test.

Il patch test è svolto su almeno venti volontari che per 48 ore si applicano una sorta di cerotto sulla pelle per verificare che al contatto con la sostanza non si verifichino irritazioni (eritemi, edemi…).

Lo stinging test seleziona gli individui con la cute più sensibile (applicando una soluzione di acido lattico nel solco naso labiale) per verificare eventuali reazioni al prodotto di bellezza finito.

I test di tollerabilità d’uso simulano un utilizzo normale del prodotto, che viene utilizzato dai tester per almeno quattro settimane sottoponendosi ad almeno tre controlli medici.

I test finali si svolgono in laboratorio per determinare la stabilità chimica e microbiologica.

 

Nel primo caso, i prodotti di bellezza vengono sperimentati in condizioni di temperatura e PH differenti, per riconoscerne eventuali alterazioni nel colore, nell’odore ecc. ad intervalli di tempo regolari.

La stabilità microbiologica è invece verificata attraverso un inquinamento artificiale, tramite l’inoculazione di microorganismi, controllando che il loro numero si riduca nel tempo.

Cosmetici sicuri, grazie ai test sui volontariI prodotti di bellezza attualmente in commercio garantiscono una buona tollerabilità, ma ogni individuo dovrebbe avere la possibilità di comprendere gli ingredienti presenti nella confezione e verificare in prima persona le qualità del cosmetico.

Ogni imballaggio deve riportare in maniera chiara l’origine del prodotto, i componenti utilizzati ed eventuali loghi che indicano i tipi di test cui il prodotto è stato sottoposto.

Sono sempre più richiesti i prodotti di bellezza a INCI verde, cioè quelli che nella lista di ingredienti contengono solo sostanze naturali, escludendo quindi l’uso di siliconi, coloranti artificiali, stabilizzanti chimici e conservanti sintetici.

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