Camminare è il movimento motorio per eccellenza, a mio avviso quello che ti permette di acquisire una sicurezza “fisica”, favorendo di conseguenza anche una certa sicurezza a livello “mentale”.

Il movimento lo conosci già, ovviamente, solo che il più delle volte non te ne rendi conto, non analizzi criticamente la tua postura che, mi spiace dirlo, il più delle volte nelle persone è sbagliata. Compreso il sottoscritto…

… eh già! Mi ci metto anch’io, sai quante volte mia moglie (da brava fisioterapista) mi ha richiamato sull’aspetto posturale e prima di lei mio padre (“dritto con la schiena a tavola”!) e quanto volte ho avuto la tentazione di mandarli a quel paese?

Ma devo ammetterlo, hanno ragione loro, noi mentre camminiamo e molto spesso anche quando rimaniamo fermi in piedi, non ci accorgiamo delle posture che assumiamo, poco funzionali anzi dannose per il nostro corpo, così pure per la nostra immagine, la nosta bellezza esteriore.

Il linguaggio del corpo è importante, soprattutto nella comunicazione, attraverso il messaggio che lanciamo all’interlocutore di turno e in generale al mondo esterno.

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ESERCIZIO 1

Prova questo semplice esercizio, puoi chiamare qualcuno a osservarti mentre cammini, o se preferisci farlo da solo/a trova uno specchio e cammina avanti e indietro verso di esso, come fai di solito.

Correggi subito le attitudini sbagliate che noti allo specchio, indice di insicurezza, apatia, svogliatezza, scarsa determinazione (ad esempio: spalle ricurve, testa bassa, braccia penzolanti, schiena curva, ecc.)

La postura e l’azione di camminare esprimono noi stessi, il nostro vissuto, il nostro essere.

Una persona sicura di sé cammina correttamente, col petto in fuori (senza esagerare e meglio se leggermente verso l’alto). Personalmente associo quest’immagine alla postura di Fabio Cannavaro, soprattutto durante i mondiali di calcio vinti nel 2006. Un uomo fiero, sicuro di sé!

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ESERCIZIO 2

La camminata zen, detta “Kin-hin” è una pratica del filone buddhista che consente di meditare camminando.

La peculiarità di questo esercizio, che ho avuto la fortuna di sperimentare nel dojo di casa mia con il celebre monaco Adolfo Soho Brunelli, consiste nell’acquisire consapevolezza in un’azione quotidiana alla quale diamo poca importanza. Le fasi da seguire sono:

  1. parti (sempre) con il piede destro: inspira mentre sollevi il piede, espira mentre lo appoggio (se lo desideri inserisci l’azione della scorsa settimana – RESPIRARE – unendo così le due azioni)
  2. avanza mezzo passo per volta, in base al tuo ritmo respiratorio
  3. anche se ti trovi da solo a camminare, non dimenticare che sei un tutt’uno con gli altri e con tutto l’universo
  4. procedi in modo armonioso cercando di lasciare uno spazio uguale tra un mezzo passo e il successivo
  5. nella tradizione buddhista zen è prassi fare sei passi consecutivi
  6. tieni la schiena dritta, le spalle rilassate e le mani nella posizione di “Sasshu” (vedi figura)
  7. estendi le vertebre cervicali, fai rientrare il mento leggermente verso il petto
  8. tieni lo sguardo sempre inclinato a 45° davanti a te, rivolto quasi verso il basso
  9. se arrivi a un angolo della stanza o del posto in cui ti trovi, gira lentamente con il piede sinistro esterno, poi voltati unendo i piedi
  10. al passo successivo riparti con il piede destro

.. e così via.

Kin-hin è semplicemente una meditazione in movimento che, nel rispetto del famoso  principio “qui e ora”, ti permette di vivere pienamente l’istante in cui cammini, un’azione che dovrebbe essere posta al centro di qualsiasi nostro atteggiamento nell’arco della giornata-

Ogni mezzo passo rappresenta il godere attimo per attimo, senza frenesia, lo scorrere dell’acqua che alimenta il fiume della nostra vita, in cui ci muoviamo senza sosta (anche mentre dormiamo, perché i nostri pensieri si “muovono” in continuazione).

Ora che hai letto questo secondo articolo prova gli esercizi proposti (quante volte vuoi e per i prossimi 7 giorni): cammina con consapevolezza, lentamente, ma con maggior fierezza, determinazione, col petto leggermente in fuori e verso l’alto.

Ti sembrerà di essere un’altra persona!

Alla prossima azione di “mens sana in corpore sano”,
Stefano

1 Commento

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  • Euplio

    Un saluto a Stefano Bresciani a cui vanno anche i miei complimenti per l’articolo scritto con professionalità e, cosa molto importante, con un linguaggio semplice e quindi comprensibile a tutti.
    Sono totalmente daccordo con quello che è scritto nell’articolo.
    Un sano e corretto movimento da sempre una valida mano di aiuto in qualsiasi stato di malattia, come per esempio nella nella prevenzione e cura della patologia delle vene varicose. Infatti anche in questo caso eseguire una bella passeggiata è utile per calmare parecchi di quei sintomi, che sono legati a questa patologia, come il sintomo delle gambe stanche e pesanti, i gonfiori ed i bruciori.
    Questo perché il giusto movimento agirà andando a migliorare la fluidità del sangue e darà più elasticità alle pareti delle vene.
    Se qualcuno volesse approfondire questo argomento ho scritto a riguardo un articolo sul mio blog e può trovarlo al seguente indizizzo: http://www.curavarici.it/rimedi-vene-varicose/rimedi-vene-varicose-prevenzione/.
    Un saluto
    Euplio Rascunà

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