Ieri.
Le Borse europee salgono in apertura di seduta dei mercati e procedono con il tentativo di rimbalzo dopo i buoni risultati di Wall Street e il rally delle commodities.
Per Tokyo invece non bastano i guadagni sui titoli minerari a sostenersi e cedono sotto il peso delle perdite dei titoli energetici e sulle proccupazioni legate al dopo terremoto
Secondo i dati diffusi nella notte, il prodotto interno lordo giapponese mostra nel primo trimestre una contrazione congiunturale di 0,9% e una caduta annua di 3,7%, deludendo le aspettative dei mercati finanziari che ne ipotizzavano una frenata pari rispettivamente 0,5% e 2,0%. Si prospetta così secondo gli analisti per Tokyo, terza economia mondiale, una nuova recessione.
L’indice Nikkei ha così chiuso in calo dello 0,43%. Tutte e nove le principali società energetiche del paese hanno chiuso in ribasso dopo che il premier Naoto Kan ha chiesto una discussione per deregolamentare il settore. A piazza Affari comunque l’indice Ftse Mib stamani segna in apertura un +0,44% e l’All Share un +0,41%. Londra e Parigi guadagnano un po’ di più.
Fiat (+0,95% a 6,93 euro) dopo la chiusura dell’accordo sul debito tra Chrysler e le banche. E’ stata infatti raggiunta un’intesa e il debito di circa 7,5 miliardi con i Governi americano e canadese sarà integralmente rimborsato la prossima settimana, presumibilmente il 24 maggio.

Saranno ufficializzati oggi i dati con l’avvio dell’operazione di rifinanziamento ma servirà ancora qualche giorno affinché i soldi possano effettivamente passare di mano. Secondo le ultime indiscrezioni, il piano prevede il lancio di un bond da 3,5 miliardi di dollari e una linea di credito da 2,5 miliardi (spread di 450/475bps sul tasso Libor, superiore alle indiscrezioni di 400/425bps), ai quali si aggiungeranno gli 1,3 miliardi cash da Fiat per l’aumento della sua quota nel gruppo Usa.
L’operazione autorizza il Lingotto a salire al 46% del produttore di auto statunitense dall’attuale 30%. Chrysler deve ancora 5,9 miliardi al Tesoro americano e 1,6 miliardi ai Governi canadese e dell’Ontario. Il rifinanziamento dovrebbe prevedere tassi d’interesse di circa l’8%-8,25% sui bond e del 6% sulla linea di credito contro il 12% di interessi degli attuali prestiti governativi.
Marchionne, che ha chiuso ieri a Chicago il roadshow con gli investitori avviato all’inizio del mese, ha ripetutamente definito “eccessivi” gli interessi sui prestiti ottenuti con il “salvataggio” all’inizio del 2009. Lo scorso anno Chrysler ha pagato 1,2 miliardi di dollari di interessi, praticamente tre milioni al giorno.
Alcune indiscrezioni affermano che i costi di rifinanziamento leggermente superiori alle attese ma non modificano significativamente il valore dell’operazione, precisando che Fiat sarebbe in trattative per il rifinanziamento di linee di credito in scadenza nel 2012 per un miliardo di euro con l’intenzione di alzarne il valore a 1,5 miliardi, aumentando ulteriormente la liquidità disponibile che a fine marzo era di 13,1 miliardi di euro.
In conclusione grazie a questa operazione capitanata dall’ A.D di Fiat-Chrysler Sergio Marchionne,secondo esperti,porterà per i bond obbligazionari rendimenti compresi tra 8%/8,25%.

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