Tremonti: imprese oppresse,«eccessivi i controlli fiscali»

I controlli fiscali alle imprese sono «eccessivi, con costi come tempo perso, stress, e occasioni di corruzione. Un’oppressione fiscale che dobbiamo interrompere»: sono parole del ministro italiano dell’Economia, Giulio Tremonti, pronunciate durante un’audizione alla commissione Finanze della Camera sul decreto che riguarda le assemblee societarie.

Poi il ministro ha parlato di una «proposta», che «dev’essere equilibrata, non può essere del tipo della 626 (la legge sulla sicurezza sul lavoro, ndr), ma potremmo immaginare una qualche tipo di “concentrazione”, salve le esigenze di controllo erariale, e ridurre il continuo controllo sulle imprese: ne va via uno, e dopo un po’ arriva il vigile urbano. Ci abbiamo già iniziato a lavorare».

Continua il ministro, comunque, il governo, durante la crisi, ha fatto «la politica migliore dal lato dell’etica e della morale pubblica»: i debiti «sono saliti a velocità impressionante in tutto il mondo occidentale e anche in Asia. A velocità enormemente superiore alla velocità di crescita del debito italiano. Potevamo fare diversamente? Certo, potevamo non dare le medicine o le pensioni. Noi abbiamo garantito tutti i diritti “quesiti” a fronte di un deterioramento del Pil; abbiamo conservato i diritti per la gente al massimo grado possibile. Ma abbiamo fatto la politica migliore dal lato dell’etica e della morale pubblica. Non abbiamo fatto spesa per sostenere i consumi ed è stata una scelta felice. Sarebbe stato sbagliato. E per fortuna non c’è stato bisogno di usare soldi dei cittadini per salvare banche fallite».

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