La dottrina dei 7 chakra è molto antica e risale alla tradizione spirituale dell’induismo. Queste conoscenze, elaborate e perfezionate da antichi sadhu e praticanti di meditazione, definiscono i chakra  7 centri di forza, 7 vortici o “ruote” collocate lungo il corpo umano, la cui attività influenza in modo determinante la salute ed il manifestarsi di facoltà spirituali ignote ai più.

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7 chakra e meditazione

Chakra, o ruote…

I chakra, 7 secondo i principali testi della tradizione,  sono rappresentati come fiori di loto a ciascuno dei quali corrisponde un colore, una vibrazione sonora specifica ed un simbolo. L’aspetto energetico dei chakra è stato studiato in passato soprattutto da mistici ed asceti, le cui descrizioni sono ricche di simboli molto affascinanti e complessi.

Il termine chakra significa letteralmente “ruota”, e si richiama non solo alla forma circolare degli antichi scudi da guerra, ma anche all’aspetto energetico dei centri, che ricorderebbe un cono o una spirale per quei sapienti in grado di vedere il corpo energetico.

Più di recente, quando la conoscenza dei chakra è entrata in Occidente, qualche scienziato ha cercato di provare, con strumenti moderni, la reale esistenza di questi centri di forza e soprattutto l’incidenza dell’attività dei chakra sullo stato di salute dell’organismo.

I chakra, 7 nuclei di forza

 

Carl Gustav Jung, il noto psichiatra svizzero allievo di Freud, ha dedicato diverse pagine allo studio del simbolismo dei chakra, concentrandosi sulle valenze archetipiche dei diversi simboli.

Molto accurati sono gli studi dell’argentino Livio Vinardi, scienziato di fama ma anche ricercatore spirituale in collegamento con la Quarta Via di Gurdjieff. Vinardi si è dedicato allo studio dei campi energetici dell’essere umano, partendo dall’assunto che ogni cosa, nell’universo, è energia, e dalla corrispondenza tra materia ed energia già definita dal mistico armeno George  I. Gurdjieff.

chakra 7 jungNella visione di Vinardi l’uomo è interamente immerso nel suo campo energetico (bioplasmico), la cui attività è misurabile tramite speciali macchinari da lui sviluppati. Secondo tale visione, che ritroviamo anche ad altre latitudini, la malattia corrisponde a uno squilibrio del campo energetico, che è possibile però riportare a norma tramite opportune pratiche spirituali.

Lo studio dei chakra ha un’importanza centrale nella visione di Vinardi: essi, infatti, sono definiti vortici e studiati come veri e propri centri di forza, centri di energia la cui collocazione è individuata sul cosiddetto “corpo astrale” dell’uomo.

Il lavoro sui chakra, secondo Vinardi, consentirebbe di eliminare e risanare tutti quei blocchi energetici che limitano la nostra vita, causando malesseri e malattie di ogni genere.

Tra i pionieri del lavoro scientifico sui chakra c’è anche il matematico tedesco Arnold Keyserling, che per primo ne calcolò le frequenze studiando anche le corrispondenze con la scala musicale.

Ma l’ascendente occidentale è molto più antico: già nel 1696, infatti, un tale Johann Georg Gichtel, discepolo del mistico tedesco Bohme, parlò di alcuni centri di forza molto simili ai chakra, 7 di numero proprio come vuole la tradizione.

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