Sentiamo spesso parlare di apertura dei chakra, di chakra chiusi o di tecniche di ogni genere per risvegliare il nostro potenziale aprendo i “petali” di questi centri di forza.

Ma cosa significa veramente aprire i chakra? Si tratta di qualcosa alla nostra portata, o di tecniche esclusive e segrete riservate soltanto ai praticanti avanzati di meditazione o yoga?

Aprire i chakra: ecco cosa significa

il chakra si apre come un fioreGli studiosi di induismo ed i seri praticanti di meditazione o yoga sono molto cauti quando parlano di chakra, kundalini e tecniche di risveglio, poichè conoscono bene l’incredibile potenziale racchiuso in queste pratiche dalla storia millenaria.

Un potenziale non solo costruttivo, ma anche eventualmente distruttivo, perchè legato ad energie primordiali molto difficili da contenere.

Negli ultimi decenni, anche in ambito accademico e scientifico qualche mosca bianca ha cercato di approfondire lo studio dei chakra, per fare chiarezza sui potenziali racchiusi in questa antichissima dottrina.

Dalla psicologia alla scienza

 

Dopo Arthur Avalon, il divulgatore della dottrina dei chakra e del tantrismo in Occidente, fu Carl Gustav Jung, a studiare il significato dei chakra in relazione con l’inconscio collettivo ed il progresso spirituale dell’uomo. Nella lettura junghiana, il risveglio di kundalini e la conseguente apertura dei chakra coincidono con l’attivazione delle potenze dell’inconscio, l’apertura al sovra-personale ed al numinoso, quindi più in generale alla sfera della spiritualità nei suoi massimi gradi.

Aprire i chakra, secondo Jung, significava dunque passare da un’esistenza ego-centrica ad esperienze di tipo extrapersonale, aprendosi allo smisurato serbatoio del Sè con tutti i rischi che ciò comporta, ovvero il pericolo di essere travolti dalle istanze e dai contenuti più ombrosi ed inquietanti dell’inconscio.

Psicologia junghiana a parte, esistono numerosi studi che mettono in relazione l’apertura dei chakra con il campo energetico dell’uomo, la salute e la felicità. Cercando, a volte, di “misurare” e provare scientificamente quanto è attestato dalla vista sottile degli spiritualisti.

chakra aprireLa biopsicoenergetica di Livio Vinardi, ad esempio, studia i chakras come vortici energetici nel campo astrale dell’uomo, una sorta di campo corpuscolare che è il naturale prolungamento (sul piano sottile) del nostro corpo fisico. Aprire i chakra, secondo Vinardi, significa depurare il nostro corpo sottile dalle “scorie” e dagli squilibri energetici, ritrovando quell’armonia portatrice di salute e benessere a 360°, ma anche foriera di esperienze extrasensoriali e spirituali.

Anche lo psichiatra John Pierrakos ha sottolineato, con la sua mappa dei chakra, l’importanza di un funzionamento armonioso dei “vortici” energetici, mancando la quale si manifestano una serie di disfunzioni a livello muscolare, caratteriale o psichico.

In tale direzione sono fondamentali gli studi di Hiroshi Motoyama, scienziato giapponese che ha studiato nel dettaglio il funzionamento dei chakra. Aprire i chakra, nella visione di Motoyama, significa consentire alla kundalini di scorrere lungo la sushumna grazie ad una pratica costante di asanas yoga e mudra, esattamente come indicano le antiche prescrizioni indù.

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