Il chakra del cuore è localizzato, nel sistema dei chakra, in corrispondenza del plesso cardiaco, proprio dietro lo sterno. Il suo nome in lingua sanscrita è anahata chakra, e richiama il suono sacro anahahata shabda che per gli indù è prodotto senza alcun contatto o sfregamento.

Il simbolo del chakra del cuore

Il chakra del cuore viene rappresentato come un loto dai 12 petali, sui quali si trovano incise 12 lettere sanscrite, mentre al centro compare la figura (yantra) del Sigillo di Salomone, formata da due triangoli sovrapposti.

chakra del cuore amoreRicordiamo che ogni chakra partendo dal basso ha i suoi petali, che aumentano man mano che si risale verso l’ultimo “vortice”. il settimo.

I triangoli, all’interno del simbolo, rappresentano Shiva e Shakti, il principio maschile e quello femminile, nel loro stato di armonia e bilanciamento. All’interno del triangolo, in grigio, è un altro triangolo d’oro con al centro un lingam e talvolta un’immagine di Shiva. Ishvara, il “Signore Supremo”, compare sul bordo del Sigillo, assieme alla Kakini Shakti.

Il chakra del cuore è in rapporto diretto con l’organo di senso pelle, l’organo d’azione tatto o mano, l’elemento aria, il fallo ed il sistema circolatorio.

Il chakra del cuore, porta dell’amore

 

Anahata chakra, il chakra del cuore, è considerato tradizionalmente il chakra dell’amore, del sentire emozionale più intenso e puro. Non è un caso se, nel linguaggio comune, diciamo di avere il “cuore aperto” quando ci sentiamo in forte risonanza emotiva con qualcuno o qualcosa.

Associato al timo, al cuore e ai polmoni, il chakra del cuore è generalmente rappresentato con il colore rosso, verde, grigio oppure oro, a seconda delle tradizioni o delle varianti nell’utilizzo del simbolo.

Il chakra del cuore, come sosteneva Carl Jung, è un chakra fondamentale per la trasformazione interiore, poichè ci orienta da un sentire egoico ad un sentire più profondo, extraindividuale, porta d’accesso ai centri o chakra superiori.

Le qualità sottili associate a questo chakra riguardano principalmente la sfera dell’emozionalità: dunque altruismo, bontà, accoglienza, amorevolezza, umanità, compassione.

Compassione, appunto, quella che i buddhisti chiamano mettā e che considerano un’emozione “superiore”, perchè benevolenza disinteressata e non condizionata, totalmente autentica.

cuore chakraSecondo il teosofo Charles Leadbeater l’apertura di questo chakra consentirebbe di entrare in simpatia anche con alcune entità del piano astrale, acquistando dunque una sorta di “chiaroveggenza emozionale”.

L’associazione del chakra del cuore ad animali come la gazzella o l’antilope rimanda alla leggerezza del passo di questi mammiferi, evocando il piano sottile delle energie psichiche e l’elemento aria, che tutto penetra.

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