i sette chakra, la guida completaLa struttura energetica dell’uomo è puntellata da numerosi centri sottili o luoghi di concentrazione dell’energia, che sono in numero di sette se consideriamo soltanto quelli maggiori.

Stiamo parlando dei sette chakra, definiti anche come “vortici” o piccoli cervelli. La parola चक्र, in sanscrito, significa infatti “ruota” o “cerchio”, ad indicare il tipo di movimento caratteristico di questi nuclei energetici.

Vuoi una spiegazione dettagliata sui chakra? Andiamo per ordine, inizia dal primo; ecco dove è posizionato il primo chakra.

La dottrina dei sette chakra

La dottrina dei chakras appartiene alla tradizione dell’induismo, che ne ha sviluppato tutte le implicazioni in un buon numero di testi, oltre ad una vasta gamma di pratiche psicofisiche.

Secondo la fisiologia indù il corpo energetico dell’uomo ha come fulcro questi sette punti, allineati lungo la colonna vertebrale lungo la quale scorre il prana, l’energia universale.

Ogni chakra è associato con un colore specifico, diverse funzioni, un aspetto della coscienza ed altre caratteristiche come divinità del pantheon induista, elementi (tattva) o forme geometriche (yantra).

Per comprendere a fondo la dottrina dei chakra è necessario dare uno sguardo ai principali trattati in materia, oppure agli studi molto approfonditi di maestri contemporanei e divulgatori.

 

Maestri spirituali, chakra e libri sui chakra

 

i sette chakra e i maestri spiritualiArthur Avalon, studioso inglese che approfondì per primo il tantra in Occidente, sostenne che la funzione dei chakra non è solo quella di controllare la rispettiva regione del corpo fisico (con la sua configurazione di arterie, nervi, gangli, plessi ecc.), ma anche quella di (ri)vitalizzare tale regione, riequilibrando ed energizzando il corpo astrale dell’uomo. Ecco perchè, secondo alcune scuole induiste, aprire i chakra è condizione sine qua non per realizzare il “risveglio” spirituale.

Georges Gurdjieff, mistico armeno vissuto fino a metà ‘900, preferiva parlare di “centri” e sosteneva che ciascuno di questi centri va pensato come un vero e proprio cervello, perchè luogo di concentrazione di forze specifiche.

Rudolf Steiner, fondatore dell’antroposofia, definì i chakra “organi di percezione dell’anima”, una via attraverso la quale scoprire verità profonde sull’uomo e l’universo.

O.M. Aivanhov, mistico bulgaro dall’approccio sincretistico, invita a diffidare da chi propone vie facili ed immediate per lavorare sui chakra e kundalini. È indispensabile infatti, a suo dire, un periodo di opportuno studio di sé, un lungo tirocinio di autosservazione prima di utilizzare tecniche psicofisiche complesse.

Anche lo psichiatra svizzero C.G.Jung studiò a lungo i chakra, effettuando una lettura di tipo archetipico e vedendo in essi le tappe di un percorso spirituale verso l’individuazione.

Tutti i più grandi maestri spirituali del ‘900 si sono espressi sui chakra ed il lavoro con i chakra, e sarebbe piuttosto lungo elencarli. Piuttosto, suggeriamo di consultare una serie di opere che sono pietre miliari per chiarezza ed esaustività sull’argomento.

Eccone alcune:

O. M. Aivanhov  – “Centri e corpi sottili – aura, plesso solare, centro hara, chakra”

Arthur Avalon – “il Potere del Serpente”

Anodea Judith – “Il libro dei Chakra”

Osho – “Chakra, la forza della vita”

Massimo Scaligero – “Tecniche della Concentrazione Interiore”

 

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