Mûlâdhâra chakra è il primo chakra, partendo dal basso, nel sistema dei chakras o ruote, cardine della fisiologia sottile induista. Il primo chakra, come tutti gli altri, è localizzato in una posizione precisa lungo la colonna vertebrale, in corrispondenza di sushumna (il canale energetico o nadi più importante).

A Mûlâdhâra si associano gli istinti vitali nella loro natura più arcaica, collegati più genericamente all’area delle pelvi. Conosci già posizione e significato del primo chakra? Allora leggi tutto sui colori dei chakra; ecco quali sono.

Mûlâdhâra, il chakra della base

il primo chakra muladharaSappiamo che i chakras non sono concepiti come gli organi fisici, ma come centri o “cervelli” sottili posizionati sul corpo eterico dell’uomo, in diretta corrispondenza con aree specifiche del corpo fisico.

Mûlâdhâra, il primo chakra, è il chakra della vita poichè si colloca alla base della colonna vertebrale, tra l’organo genitale e l’ano. E’ questa la zona dei cosiddetti “bassi istinti”, ovvero gli istinti legati alla sopravvivenza, alla nutrizione, alla riproduzione.

Mula, la radice, è non soltanto la base della vita, il radicamento nella volontà di vita, ma anche il sostegno, il fondamento della nostra coscienza. L’energia di Mûlâdhâra è la più grossolana nel sistema dei chakra, ma al contempo il lavoro su questo centro è assolutamente fondamentale.

Qui, secondo gli indù, giace infatti l’energia kundalini, quella potentissima energia primordiale “addormentata” come un serpente avvolto nelle sue spire alla base della colonna vertebrale.

Significato del primo chakra

 

kundalini e il primo chakraCarl Gustav Jung, il celebre psicanalista svizzero allievo di Freud, studiò molto approfonditamente il sistema dei chakra ed il kundalini yoga, cercando di cogliere le sue valenze simboliche ed archetipiche. Mûlâdhâra, secondo Jung, rappresenta l’inizio del sentiero spirituale, la tappa in cui l’uomo totalmente immerso nel mondano intraprende quel percorso di ascesa finalizzato alla dissoluzione dell’ego, quindi dal momento ego-centrico della coscienza al momento totale del Sè.

Se il percorso iniziatico è da intendersi come una tappa ascensiva, di liberazione, esso non può prescindere da un buon radicamento nella vita ordinaria, da un certo grado di integrazione. E lo stesso Jung, infatti, ci teneva a vivere secondo le usanze dell’uomo comune, nonostante coltivasse le aspirazioni di un Uomo Superiore.

In psicologia potremmo dire che se un uomo non ha trovato il proprio centro, se non si è integrato e ha sanato i propri conflitti principali, non può intraprendere un vero percorso spirituale senza il forte rischio di smarrirsi.

Quando Mûlâdhâra, il primo chakra, è bloccato si sente venir meno l’energia, si è dominati dalla stanchezza e dall’apatia. Il lavoro su Mûlâdhâra, dunque, è una riappropriazione delle proprie energie vitali, per ritrovare la fiducia in se stessi ed il radicamento nell’esistenza.

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