Cosa sono i 7 chakra? Come mai se ne parla così tanto? Per capirlo dobbiamo fare un passo indietro, ed andare alle radici di questa antichissima dottrina.

La fisiologia sottile studia l’uomo dal punto di vista delle energie che lo caratterizzano, definendo una vera e propria anatomia energetica dell’essere umano. Se la scienza è titubante rispetto a un ambito di studio così delicato, non si può dire lo stesso per diversi orientamenti religiosi e spirituali. Conoscere i piani sottili dell’uomo, infatti, sarebbe una tappa fondamentale verso l’acquisizione di una maggior consapevolezza di sè fino all’Illuminazione.

7 chakra, disegnoGli antichi sapienti indù, oltre un millennio fa, trovarono nel corpo umano 7 chakra, ovvero 7 centri di forza, 7 “vortici energetici” principali dalle caratteristiche ben precise e definibili, collocati lungo il cosiddetto corpo energetico o astrale.

Tutto, nell’universo, è energia: anche il nostro organismo, dunque, può essere studiato come un’interazione di flussi energetici, il cui equilibrio è portatore di salute e benessere.

Socpri come riuscire ad aprire i chakra.

 

La dottrina dei 7 chakra

La dottrina dei 7 chakra, come anticipato, appartiene alla tradizione dell’induismo, ed è conosciuta in Occidente solo da pochi secoli. L’illustre studioso che ne parlò in modo approfondito a inizio 900 fu l’inglese Arthur Avalon, che condensò le conoscenze acquisite nel libro “il Potere del Serpente”.

La tradizione indù più diffusa parla di 7 chakra o cakra, che intrattengono un rapporto diretto con i plessi del corpo umano e le ghiandole endocrine. La parola “chakra”, che in sanscrito significa “ruota”, descrive proprio il movimento rotatorio dell’energia associata a questi centri, che secondo altri testi sono in numero anche maggiore di 7.

Per capire la dottrina dei 7 chakra bisogna comprendere le basi della fisiologia indù. Il prana, l’energia cosmica universale, attraversa l’uomo percorrendo una serie di canali energetici, i nadi, che innervano il corpo dai piedi sino alla sommità del capo.

L’energia più potente, kundalini, è una forza “dormiente” che giace alla base della colonna vertebrale, descritta con il nome suggestivo di “forza serpentina”. Grazie a tecniche yoga e di meditazione gli asceti indù pervengono al “risveglio” di kundalini, che destandosi risale la colonna vertebrale attivando uno dopo l’altro i 7 chakra, fino all’unione suprema con il Divino.

Il misticismo indù, dunque, parla di “apertura” dei chakra per ritrovare non solo la salute psicofisica, ma anche riscoprire quelle dimensioni spirituali sopite nell’uomo, che soltanto con un profondo lavoro su di sé è possibile risvegliare.

I 7 chakra ed il corpo umano

 

7 chakra coloriI 7 chakra hanno una precisa corrispondenza con i plessi e le ghiandole del corpo umano. Il primo, Muladhara, è anche noto come chakra della radice, e si trova in corrispondenza della base della colonna vertebrale, tra l’ano ed i genitali. Ad esso si associano il colore rosso, l’energia sessuale e tutta l’attività del plesso sacro.

Svadhisthana è il secondo chakra, collegato al plesso epatico e caratterizzato invece dal colore giallo. Risalendo lungo la colonna vertebrale incontriamo Manipura, il chakra dell’ombelico che coincide con l’area del plesso solare; poi ancora Anahata, il chakra del cuore, e quindi Vishuddha, situato in corrispondenza con la gola.

Gli ultimi 2 tra i 7 chakra sono i più “spirituali”: si tratta infatti di Ajna, il chakra della chiara visione, e di Sahasrara, il loto dai mille petali che solo i grandi asceti sono in grado di “aprire”.

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