sette chakra ecco la guidaLa dottrina dei sette chakra, o chakras (anche cakras) è molto antica. La troviamo negli scritti di mistici ed asceti induisti, molto interessati a comprendere e descrivere la fisiologia sottile dell’uomo.

I sette chakra sono definiti come “vortici”, “ruote”, “centri”, ma anche come veri e propri cervelli, luoghi di forza.

Non si tratta di strutture fisiche, ma di veri e propri centri di energia localizzati sul corpo sottile dell’uomo, quello che alcuni definiscono astrale o anche aura.

Sette chakra: ecco la dottrina

L’etimologia di chakra, parola derivata dal sanscrito, rimanda all’idea di ruota, e al movimento rotatorio che caratterizzerebbe questi centri energetici. Oggi abbiamo molti disegni e rappresentazioni del corpo umano con i chakra, alcuni molto antichi e legati a scuole esoteriche indù.

In questi disegni appare evidente una corrispondenza tra i chakra, nel numero di 7 (anche se in alcune tradizioni sono molti di più) ed aree specifiche del corpo umano. Questa corrispondenza rappresenta una vera e propria connessione tra il funzionamento dei chakra e gli organi e le ghiandole corrispondenti sul piano fisico.

Molto interessante è anche il modo in cui vengono descritti i sette chakra: ogni chakra ha infatti un numero definito di “petali” (poi vedremo perchè), una sillaba germinale, una rappresentazione iconografica precisa, il rapporto con un colore specifico, con una o più divinità del pantheon induista, con una funzione del corpo.

Chakra: dalla teoria alla pratica

 

Per comprendere la dottrina dei sette chakra bisogna capire perchè agli induisti stava tanto a cuore conoscerla. I chakras sono descritti con dei petali proprio perchè, come fiori, sarebbero in grado di “aprirsi”. Aprirsi a cosa?

Nella fisiologia indù il corpo è attraversato da una serie di canali energetici, le nadi, attraverso i quali scorre l’energia universale, Prana. Al centro della colonna vertebrale passa Sushumna, una delle nadi principali. Al centro di Sushumna, a sua volta, scorre il canale Brahmanadi, fondamentale perchè può essere attraversato dalla Kundalini.

Kundalini, descritta come un serpente in stato dormiente, è per gli indù l’energia della creazione, una potenza latente nell’uomo in grado di riportare la nostra consapevolezza ad un livello cosmico, universale.

Il risveglio di kundalini, realizzato con tecniche di yoga e meditazione, sarebbe in grado di “aprire” i chakras come petali attivandoli dal basso verso l’alto, fino all’Unione suprema con il Brahman o principio divino.

In sintesi, ecco i 7 chakra con le caratteristiche principali:

la guida completa ai sette chakraMūlādhāra, il primo, è anche noto come chakra della radice per la sua corrispondenza con l’area perineale del corpo. Associato al colore rosso, all’energia sessuale nella sua forma più grezza, alla forza della materia, al senso dell’odorato;

Svādhiṣṭhāna, secondo chakra, è connesso ai genitali ed al plesso epatico, alle funzioni sessuali nella loro commistione con l’emotività. Suo colore è l’arancione, mentre il chakra si collega al senso del gusto ed all’elemento acqua;

Maṇipura, terzo chakra, si colloca in corrispondenza dell’ombelico e del plesso solare. E’ il chakra dal colore giallo, in diretta relazione con l’elemento fuoco ed il senso della vista. Manipura è anche il chakra del radicamento, della centratura su se stessi;

Anāhata, chakra del cuore, è il quarto partendo dal basso. Associato al colore verde (ma anche ad altri colori), è legato alla sensibilità ed all’amore, all’elemento aria ed al senso del tatto;

Risalendo ancora la sushumna troviamo viśuddha, il chakra della gola, il cui funzionamento si collega con la parola, la comunicazione e l’espressività sui generis. Oltre, ci sono i due chakra più spirituali: ājñā, il sesto, che alcuni testi collegano all’apertura del Terzo Occhio e al possesso di facoltà extrasensoriali, e sahasrāra, definito “chakra dai mille petali” e rappresentato come un fiore che sboccia al passaggio di kundalini.

Ricchissima di implicazioni, la dottrina dei chakras si presta a paralleli con la psicologia e le religioni orientali ed occidentali, ed è stata anche studiata con stumentazioni molto accurate per verificarne la reale sussistenza.

 

 

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