secondo chakra e gonadiSvadhistana (o Svadhisthana), il secondo chakra, è in stretta connessione con le gonadi, sia maschili (testicoli) che femminili (ovvero le ovaie). Si trova, infatti, in corrispondenza del plesso sacrale, secondo il principio che vuole i chakra corrispondere, sul piano eterico, a specifiche aree e ghiandole del corpo fisico.

Svadhistana, secondo chakra partendo dal basso, è collegato alle funzioni riproduttive nella loro valenza generativa, di trasmissione di un’eredità, di una memoria, di un carattere. Questo lo differenzia da Muladhara, il primo chakra, che invece rappresenta l’aspetto più primitivo, istintivo della sessualità, il radicamento nel corpo.

Al secondo chakra, inoltre, sono collegati gli impulsi legati al possesso, al potere, al denaro: non a caso è ben nota la relazione tra sesso e possesso, che tanto fa patire e lavorare i nostri psicologi.

Ogni chakra ha la sua posizione e il suo colore; ecco cosa stanno a significare i colori dei chakra.

Secondo chakra e organi riproduttivi

Svadhistana è anche noto come medhrahrara, da medhra che in sanscrito significa pene. È il chakra del plesso sacrale, cui si associa solitamente il colore arancione. Secondo Carl Gustav Jung il secondo chakra è la “dimora del sè”, la casa dell’inconscio, cui si accosta l’elemento acqua.

Questo chakra è intimamente legato all’uomo come specie, cui compito è perpetuare la propria stirpe e lavorare oltre la singolarità, oltre l’identità nella direzione della propria successione. Sempre secondo Jung, è a questo chakra che è più facile associare le teorie freudiane sulla libido e la possibilità di un momento di sublimazione delle energie.

Il lavoro sul secondo chakra, dunque, è un lavoro piuttosto delicato nel tragitto per l’acquisizione di una nuova consapevolezza.

Lavorare sul secondo chakra

 

arancio secondo chakraQuando emergono problemi all’apparato riproduttivo o attacchi d’ansia è possibile pensare a uno squilibrio legato al secondo chakra. Come intervenire?

Siamo convinti che formule come “equilibrare i chakra”, “bilanciare i chakra” o “aprire i chakra” siano fuorvianti e possano banalizzare la complessità dell’argomento, non riducibile ad una sveltina new age.

Per lavorare efficacemente sul secondo chakra, tuttavia, possiamo limitarci ad intervenire sulla sfera pelvica, magari con qualche meditazione mirata e focalizzata che utilizzi il colore del chakra (arancione).

I più eclettici possono rinforzare la pratica con la cromoterapia, la musicoterapia (suoni dei chakra) o con l’utilizzo di pietre specifiche come calcedonio rosso, agata di fuoco, corniola e calcite arancione.

Nello yoga ci sono molte posizioni che intervengono efficacemente nell’area pelvica, ripristinando la corretta circolazione o ad esempio prevenendo e curando problemi dell’apparato urogenitale. E’ il caso, ad esempio, di Sarvangasana, la celebre “posizione della candela”.

 

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