tutto su chakra e meditazioneLa meditazione chakra è tra le tecniche più utilizzate per ottenere il risveglio o la riattivazione dei chakra.

Non esiste un solo tipo di meditazione chakra: molte tecniche, infatti, consentono di lavorare sui “vortici” o centri del nostro campo energetico, utilizzando anche la visualizzazione o ad esempio i mantra.

I chakra hanno sono sette e hanno diversi significati, posizionamenti e colori, ma cosa rappresentano i colori dei chakra?

Meditazione chakra: teoria e tecnica

Esistono diverse meditazioni che lavorano con i chakra. La meditazione tradizionale, quella insegnata da Patanjali, ci ricorda che la tecnica meditativa richiede sempre un supporto, ovvero un oggetto su cui concentrare l’attenzione per raggiungere l’assorbimento meditativo.

Quest’oggetto, nella meditazione chakra, sono i chakra stessi o l’area del corpo corrispondente.

Tra le meditazioni che lavorano nello specifico con i chakra c’è la meditazione kundalini, cui obiettivo è l’apertura dei chakra tramite il risveglio di kundalini.

Claudio Naranjo, psicologo della Gestalt e studioso di meditazione, ci ricorda che nella meditazione dello yoga kundalini vanno insieme sia un’attitudine alla presenza mentale tipica della meditazione tradizionale, che un atteggiamento devozionale ed immaginifico. Così nella meditazione chakra si evoca la presenza o l’attività di un chakra visualizzandone il colore, usando forme geometriche o invocando le divinità associate ai singoli centri.

Le varie tecniche di meditazione sui chakra, dunque, combinano le posture e gli accorgimenti caratteristici della meditazione yoga o vipassana, con visualizzazioni o atteggiamenti devozionali che trovano il loro apice nel tantrismo.

La ricaduta sul benessere psicofisico è evidente: andando a sbloccare i chakra, infatti, queste tecniche sciolgono alcuni nodi energetici anche molto antichi.

Alcune meditazioni con i chakra

 

la meditazione sui chakra per il benessereE’ possibile lavorare con i chakra sedendo in meditazione nel modo classico, a gambe incrociate con la schiena ritta.

Dopo aver chiuso gli occhi si possono visualizzare in sequenza i colori dei singoli chakra, partendo proprio da Mûlâdhâra e risalendo lungo la colonna vertebrale. Ad ogni chakra si visualizzerà il colore corrispondente emanato come una sfera di luce intensa, che lentamente occupa tutto il nostro spazio interiore.

Anche le meditazioni sui chakra di Osho utilizzavano la visualizzazione, spostando la consapevolezza sul punto in corrispondenza del chakra ed immaginando una sensazione di rilassamento e benessere che sopraggiunge a partire da quel punto.

In queste meditazioni si terranno le stesse accortezze tenute durante la meditazione yoga o vipassana, riportando sempre con dolcezza l’attenzione ai chakra quando scopriamo che divaga.

Secondo Rudolph Steiner l’uomo ordinario ha i chakra quasi sempre disattivati o “spenti”. Per attivare i chakra occorrerebbe una forte disciplina spirituale in grado di purificare le scorie del corpo astrale, quindi un lavoro su di sè a 360°, completo e intenso.

Ecco perchè non esistono pozioni magiche per “aprire i chakra”: le meditazioni e le tecniche restano vane ginnastiche se non inserite all’interno di un piano di perfezionamento, di un percorso di vita che aspira all’evoluzione spirituale con sincerità e devozione; questa è la meditazione chakra.

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