il primo chakra e suo coloreIl primo chakra si chiama muladhara chakra ed è posizionato alla base della colonna vertebrale, in corrispondenza degli organi genitali e collocato tra essi e l’orifizio anale.

Si tratta dell’ultimo chakra, per posizione, nella scala dei 7 chakra, ovvero del chakra situato più in basso, vicino al terzo, ma quali sono le preorgative del terzo chakra?

Il colore del primo chakra

A muladhara chakra si associa generalmente il colore rosso, secondo la consuetudine che vuole i 7 chakra abbinati, nell’ordine ai 7 colori dell’iride. Il rosso, in questo caso, è carico non solo di valenze simboliche, ma anche di un significato specifico sul piano energetico.

Il primo chakra viene rappresentato come un loto rosso a 4 petali, su ciascuno dei quali è scritta in oro una lettera sanscrita. La parte centrale del loto è occupata da un quadrato di colore giallo, simbolo della terra, essendo muladhara associato alla “terrestrità” ed alla vita materiale.

All’interno del quadrato è un’altra figura geometrica, un triangolo, la cui punta guarda verso il basso a rappresentare la yoni, l’organo femminile.

Il triangolo è la “casa” di kundalini, il serpente arrotolato, ovvero la potente energia “dormiente” situata alla base della colonna vertebrale. Kundalini è la terribile e potente energia serpentina che gli indù cercano di risvegliare con le loro pratiche ascetiche, levandola dal suo stato di “sonno” e innalzandola lungo la colonna vertebrale, chakra dopo chakra.

Come ricorda Arthur Avalon, uno dei primi studiosi di kundalini e tantra in occidente:

Colei che sgomenta il mondo e conserva tutte le creature che respirano giace addormentata, arrotolata tre volte e mezzo intorno al Linga, coprendo con la Sua testa il Brahmadvara *(l’ingresso alla nadi sushumna).

Muladhara, dicevamo, è un chakra legato alla materia, alla forma, alla forza primigenia. Suo principio (tattva) è la terra.

Muladhara racchiude il basso ed, in potenza, l’alto, il maschile e il femminile, come nel celebre detto di Ermete Trismegisto:

Come in alto, così in basso.

Lavorare sul primo chakra

 

lavorare sul primo chakraIl “lavoro su di sè”, infatti, comincia proprio dal corpo fisico, dalla sua natura più viscerale ed istintiva, dal suo legame con il mondo organico e la necessità di sopravvivenza.

Lavorare sul primo chakra significa lavorare sulla propria stabilità, sull’autostima e il senso di sicurezza, sul radicamento nel mondo e la forza per affrontare imprevisti e difficoltà.

Rosso come il sangue, muladhara è il primo passo verso la presa di consapevolezza, l’inizio del percorso di ascesa che conduce, come sosteneva anche Carl Gustav Jung, dall’ego limitato ed individuale al Sè universale e indifferenziato.

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