Quando un chakra è bloccato, vuol dire che l’energia non fluisce liberamente attraverso di esso. Si tratta di una spiegazione chiaramente semplicistica, poichè sul piano bioenergetico o bioplasmico sarebbe  più complesso definire in termini scientifici la questione. Ecco cosa fare quindi se è il quinto chakra ad essere bloccato.

Se il quinto chakra è bloccato

se il quinto chakra è bloccato...Il quinto chakra è il chakra della gola, Visuddha: come capire quando è bloccato?

I problemi legati al quinto chakra bloccato possono riguardare la tiroide, l’area della gola, ma anche l’utilizzo della parola, quindi l’insicurezza, la timidezza, l’incapacità di esprimersi in modo soddisfacente, la difficoltà a tirar fuori il proprio mondo, liberando la creatività.

Il colore di visuddha è il celeste (scopri tutti i colori dei chakra), mentre la nota musicale è MI. Il primo consiglio che solitamente forniscono gli operatori, per lavorare su Vishuddha, è quello di utilizzare più spesso il colore celeste, dall’abbigliamento alle cose di tutti i giorni, lasciandolo agire per risonanza.

Per migliorare l’espressività e liberare il proprio impulso creativo, può essere utile dedicarsi al fai da-te, ma anche seguire corsi di canto, di comunicazione efficace, imparare una nuova lingua e via di seguito.

Un valido aiuto, seppur non corroborato da studi scientifici rigorosi, può arrivare anche dai fiori di bach, dalla fitoterapia o dalle pietre. Al chakra Visuddha ed all’area della gola si associano fiori come Chicory, Clematis, Heather, Holly, Impatiens e Mustard.

Le musiche sviluppate da Arnold Keyserling, filosofo e matematico tedesco, sono un’ottimo punto di partenza per lavorare con i chakra. Keyserling riuscì infatti a misurare la frequenza di ogni singolo chakra, elaborando le musiche PrimaSounds ideali per il rilassamento e il riequilibrio energetico (lavorano per risonanza).

Il principio con cui si lavora è proprio la risonanza tra la frequenza del chakra e la musica, sul piano vibratorio ma anche, in taluni casi, utilizzando la cromoterapia.

Il lavoro su di sè per sbloccare i chakra

 

i chakra e gurdjieffNon esistono pozioni magiche per ritrovare all’istante l’equilibrio energetico. Squilibri e carenze del campo energetico, infatti, sono spesso il risultato di distorsioni ed abitudini consolidate anno dopo anno, che richiedono un lavoro su di sé meticoloso e attento per essere risanate.

Il mistico armeno G.I.Gurdjieff faceva corrispondere i chakras ai “centri” o “cervelli”, veri e propri nuclei di forza ed intelligenza relativi sia al nostro corpo fisico che al corpo sottile. Lo stato di salute, nella visione di Gurdjieff, è garantito da un perfetto equilibrio tra le funzioni intellettiva, emozionale e fisico/sessuale, equilibrio che si raggiunge grazie ad un lavoro di osservazione di sé e di studio di sé.

Come sbloccare dunque un nodo energetico? Non serve uno studioso di bioenergetica per ricordarci che ogni parte è espressione del tutto, e per modificare la parte bisogna necessariamente incidere sul tutto.

Gurdjieff proponeva un lavoro fatto di osservazione, non giudizio, non espressione delle emozioni negative, ma anche un lavoro imperniato sulla volontà e lo sforzo, per lasciar emergere l’essenza, la nostra vera natura, dietro i veli della falsa personalità.

Prima di richiedere fantomatiche iniziazioni, dunque, impariamo ad ascoltarci, a sensibilizzarci sulle nostre piccole fissazioni, su quei vissuti che ci creano insofferenza, squilibrio, tensione, difficoltà.

Ecco come sbloccare il quinto chakra.

 

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