la divinita del secondo chakraDov’è posizionato esattamente il secondo chakra? Sappiamo che i chakra si enumerano partendo dal basso, quindi dalla cosiddetta “radice” (mula), situata alla base della colonna vertebrale. Dopo muladara chakra, settimo ed ultimo, incontriamo il secondo chakra, ovvero Svadhishthana Chakra; ma cosa significa aprire i chakra?

Svadhishthana (o Swadhisthana, Svadhisthana) si trova sul piano energetico in corrispondenza del plesso sacrale / ipogastrico, ed è dunque posizionato alla radice dei genitali, leggermente più in alto di muladara.

Il secondo chakra è rappresentato come un loto a 6 petali, generalmente di colore arancio vivo. L’iconografia classica vuole che sui petali siano inserite le lettere b, bh, m, r ed l, mentre centralmente compare una mezzaluna bianca che rimanda a Varuna, importante divinità vedica.

Ancora, al centro della mezzaluna, sono rappresentate le divinità Visnu e Cakini (o Rakini).

Tutto sul secondo chakra

Il secondo chakra è posizionato in corrispondenza di Pingala, una delle nadi o canali energetici che secondo gli indù veicolano il prana o energia vitale.

Mentre muladhara si associa alla stabilità ed al radicamento, Svadhishthana è invece un chakra “mobile”, in diretta relazione con l’attività riproduttiva, l’orgasmo, l’attività escretoria e, sempre sul piano fisiologico, con ovaie e gonadi.

Il sesso cui si allude parlando del secondo chakra ha una connotazione più erotica e sensuale, marcatamente femminile, svincolata da quegli aspetti più istintivi ed aggressivi correlati con il primo chakra. Si fa riferimento, dunque, alla gratificazione sessuale anche al di fuori della riproduzione, parlando di un’energia (il corrispettivo della libido) che può essere sublimata in attività creative di vario genere.

il secondo chakra dove è posizionato?Il secondo chakra è anche collegato con l’elemento acqua, da sempre rappresentativo del’energia femminile e dei cicli vitali. Jung associa il “lavoro” con il secondo chakra al battesimo, che prepara ad una nuova nascita iniziando il viaggio di individuazione che è al contempo discesa (anabasi) ed ascesa.

Come per gli altri chakra, anche il secondo è messo in relazione con un organo di senso (la lingua) ed un organo di azione (la mano).

Lavorare sul secondo chakra

 

Il meditante che si concentra sul secondo chakra lavora con l’elemento acqua, associato al piano psichico ed astrale, e può raggiungere (parliamo di praticanti molto avanzati ed asceti) la padronanza di facoltà extrasensoriali vincendo alcuni aspetti limitanti del proprio carattere.

Nel kundalini yoga il lavoro sul secondo chakra prevede l’uso di tecniche di contrazione (vajroli mudra o ashvini mudra), o il ricorso alle tradizionali asanas dello yoga. Tra queste, le più efficaci sono Baddha-Konasana, Gomukhasana ed Upavistha Konasana.

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