I sette chakra sono i centri di forza o “vortici” che percorrono il campo energetico dell’organismo umano, secondo la fisiologia sottile della religione induista. Ogni chakra, oltre ad un nome, ha un’ampia gamma di significati associati e la corrispondenza con un colore specifico.

Scopriamo uno per uno i chakra, il relativo significato ed il colore di riferimento.

Sette Chakra: significati e colori

sette chakra colri e significatiMuladhara, il primo chakra, è localizzato alla base della nostra colonna vertebrale, più o meno tra ano e genitali. È il “chakra della radice” (mula in sanscrito significa radice), cui è associata la stabilità, il radicamento con la terra, quindi anche le funzioni legate alla riproduzione, alla sfera sessuale. Suo colore è il rosso, colore della vitalità accesa, del sangue, della passionalità, del fuoco, della vitalità primordiale.

Svadhisthana, il secondo chakra, è collocato in corrispondenza del plesso sacrale. Alcuni testi lo definiscono anche medhradhara chakra o jalamandala, ed il suo colore di riferimento è l’arancio acceso. Svadhisthana si connette all’elemento acqua, alla sfera del movimento e del cambiamento, alla componente più femminile della sessualità e più in generale alla sfera della sensualità.

Terzo chakra è Manipura, localizzato nell’area dell’ombelico e quindi del plesso epigastrico. Noto anche come nabhisthana, è il chakra dell’energia, del potere, del dinamismo, della respirazione. Suo colore di riferimento è il giallo brillante.

Risalendo lungo la colonna vertebrale raggiungiamo Anahata, il chakra del cuore. In relazione con il timo ed il plesso cardiaco, Anahata è associato generalmente al colore verde, ma in alcuni testi anche al rosa o al rosso. È il chakra dell’accoglienza, della comprensione, dell’amore incondizionato, e governa il sistema circolatorio.

Più su, risalendo lungo la colonna vertebrale, troviamo Vishuddha, il chakra della gola, cui colore di riferimento è l’azzurro o celeste. Vishuddha è collegato con l’espressione delle emozioni e più in generale con la comunicazione, la parola, la vibrazione.

Gli ultimi due chakra, verso l’illuminazione

 

dipinto con i sette chakraOltre Vishuddha ci sono i due chakra “superiori”, la cui attivazione coincide con il raggiungimento di stati di coscienza supernormali. Ajna, il sesto chakra, coincide con il cosiddetto “Terzo Occhio”, che governa la visione spirituale profonda. Suo colore di riferimento è l’indaco, colore associato non a caso alla sfera della spiritualità e della stabilità interiore. Il nome ajna, invece, significa “ordine”, e si riferisce probabilmente all’equilibrio raggiunto dal meditante che “apre” questo chakra.

L’ultimo chakra, Sahasrara, è generalmente associato al colore viola, che si riconnette agli stadi meditativi più elevati. È questo il chakra dell’unione tra umano e Divino, della dissoluzione dell’io nel Sè, dell’incontro tra Siva e Shakti.

Colori e significati dei chakra percorrono da secoli tutta la tradizione dell’indusimo. C’è da dire, tuttavia, che non mancano le varianti e le personalizzazioni, e che non sempre la dottrina dei chakra è interpretata e descritta allo stesso modo in tutti i testi antichi.

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