Difficile non sapere, oggi, cos’è il Terzo Occhio. O almeno, in una veste un pò semplificata, sappiamo che ha qualcosa a che fare con l’illuminazione, con i “poteri” supernormali, con la spiritualità indiana.

Ma quanti sanno davvero cos’è il Terzo Occhio e come attivarlo? E soprattutto, abbiamo tutti un Terzo Occhio, anche solo in potenza?

Sul Terzo Occhio, o Occhio Interiore

magritte e il terzo occhioAlcuni parlano del Terzo Occhio descrivendolo come “occhio interiore”, “vista interiore”, “occhio dell’anima”. Il linguaggio già lascia intendere che si tratta di un concetto non propriamente fisiologico, che appartiene invece all’ambito della mistica e della spiritualità; come del resto tutto il discorso dei chakra appartiene a questi ambiti, e può aiutare molto contro lo stress.

Nella tradizione dell’Induismo, la prima in cui si parla storicamente di Terzo Occhio, viene descritto il sistema dei Chakras o centri sottili, ovvero i 7 centri /poli  energetici che caratterizzano il nostro corpo sottile.

Qui il Terzo Occhio è identificato, dalla maggioranza delle scuole di pensiero, con l’Ajna Chakra (ājñāčakra), il 6° chakra, collocato all’altezza della fronte al centro degli occhi, poco sopra le sopracciglia.

L’uso del Terzo Occhio, o l’”apertura” dell’Ajna Chakra, sarebbe foriero di nuove capacità spirituali, di una sintonia più profonda con se stessi e dell’acquisizione di una “vista interiore”, di uno sguardo più profondo sulla propria interiorità che rasenta l’illuminazione.

Tutti abbiamo il Terzo Occhio?

 

Stando ai testi hindu, tantrici o alle ultime derive new age, il Terzo Occhio è qualcosa che tutti possiedono. O, almeno, si tratta di una potenzialità, di un occhio “dormiente” che richiede di essere attivato, risvegliato.

Come?

Qui viene forse la parte più complessa. Nel supermarket new age dei nuovi culti è facile rintracciare formule veloci per “aprire il Terzo Occhio” o acquistare la vista spirituale, ma si tratta di tecniche non sempre complete e spesso molto rischiose. Il lavoro con i centri sottili, e gli hindu lo sapevano bene, implica una profonda trasformazione, perseveranza ed il contatto con energie molto potenti e delicate, come la nota kundalini.

terzo occhio redonL’occhio della Visione superiore (ajna vuol dire, appunto, visione) sarebbe aperto soltanto in uno stato di grande consapevolezza, non accessibile ai più e risultato di lunghi sforzi.

L’”attivazione” avviene, secondo la tradizione, con un percorso di yoga o di meditazione, la cui durata ed intensità può dipendere dalle predisposizioni individuali e dall’impegno profuso nella pratica.

Fuori dal mondo degli asceti e dei guru, così lontano dalla nostra cultura, è difficile pensare di potersi dedicare a pratiche esotiche o ad uno yoga integrale. Piuttosto, molti maestri di meditazione suggeriscono l’uso di tecniche meditative o di visualizzazione, dove ci si concentra sullo spazio tra le sopracciglia in corrispondenza del Terzo Occhio.

Suggeriamo sempre di avvicinarsi con prudenza a queste tecniche.

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