Porre la domanda all’I Ching corrisponde al passaggio di formulazione dell’obiettivo nel coaching.
I motivi per formulare con attenzione la domanda all’I Ching sono analoghi ai motivi per cui un obiettivo del coaching richiede attenzione e cautela.
In genere nei libri sull’I Ching si trovano indicazioni su come formulare la domanda, ma raramente quelle specifiche pagine vengono lette con attenzione, e ancor più raramente ci si chiede per quali motivi le domande vanno formulate seguendo alcuni criteri.
La prima indicazione, che si trova in tutti i testi, è evitare di porre domande che presuppongano una risposta del tipo “sì o no”.
Credetemi: il Libro dei Mutamenti è perfettamente in grado, se necessario, di darvi una risposta del tipo sì o no, ma ci sono almeno due motivi molto validi per evitare domande strutturate in questo modo:
Se, ad esempio, si chiede se avverrà una certa cosa, e ci si aspetta un esagramma “positivo e negativo” a cui val equivalere un sì o un no, e la risposta contiene alcune linee mobili, è possibile che ci si trovi davanti a situazioni del tipo:
Ed ecco l’incomprensione, o la paranoia.
Il fatto è che nel primo caso l’I Ching sta indicando la via per ottenere il risultato, o sta dicendo “otterrai il risultato, ma dovrai penare parecchio per raggiungerlo”
Nel secondo caso possiamo interpretare il responso, in maniera grossolana, come se l’I Ching dicesse “sì, l’otterrai, ma non ti darà soddisfazione” oppure “in realtà non va bene per te”.
Ma anche alcune domande articolate possono contenere non pochi trabocchetti.
Se chiedo “come andrà la mia relazione con Tizio” posso benissimo ottenere una risposta che, sempre grossolanamente, mi avverte che la relazione andrà benissimo, ma io sarò profondamente infelice.
Se Tizio è un sadico egoista che trova in me una vittima consenziente, (sto, ovviamente, estremizzando, ma meno di quanto pensiate) non avrà nessun motivo per interrompere la relazione. Al contrario, farà di tutto lui stesso affinché la storia prosegua.
Probabilmente se la domanda fosse stata posta chiedendo se è opportuno per me proseguire la relazione o che tipo di persona è Tizio avrei ottenuto un responso più idoneo alle mie necessità.
Nell’I Ching, come in qualunque comunicazione interpersonale, chi fa domande guida il dialogo.
E il Libro dei Mutamenti è un ottimo coach perché sa benissimo come comportarsi in funzione del richiedente.
A me capita, talvolta, di porre domande formulate in maniera approssimativa, che non accetterei mai da un altro consultante e a cui, come coach, risponderei in maniera provocatoria, o con un’altra domanda. Ma se dietro la domanda c’è un obiettivo ben preciso, o se c’è ampia disponibilità all’ascolto della risposta, trovo sempre nel responso un consiglio pertinente.
Altre volte, invece, anche domande formulate apparentemente in maniera corretta generano responsi confusi o contraddittori. In queste situazioni so bene che il problema sono io, non il testo.
Quindi: come formulare le domande all’I Ching?
Ma, soprattutto, siate aperti e disponibili nel leggere i responsi, evitando di farvi guidare da ottimismo o pessimismo fuori luogo.
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