Prima di continuare a leggere, ti invito a fare una considerazione importante: questo non è un articolo facile!

:-) cominciamo bene!

Si tratta di una serie di riflessioni che ho attuato ultimamente e che mi hanno dato tantissimi risultati straordinari. Non leggerlo se cerchi la felicità spiccia, fai da te e da supermercato motivazionale o se non intendi seguirmi fino in fondo.

Innanzitutto, un’informazione preliminare.

La moderna psicologia ha dimostrato l’esistenza dell’unità biologica della coppia, che è poi il motivo per cui è così difficile andare “oltre” quando le cose cambiano, perché vogliamo preservare quella parte di noi stessi che abbiamo collegato (identificandola, delegandola e così via) all’altro.

Cosa significa tutto questo?

Significa che quando hai una relazione con qualcuno, o quando vivi intensamente un’esperienza interpersonale o professionale, crei un collegamento che non è solo mentale, ma è anche biologico.

Questo è scientificamente dimostrato e la moderna psicologia della coppia basa i suoi studi più aggiornati proprio su questa scoperta.

Non sono ancora stati fatti molti studi accademici sull’effetto che questa unità biologica può avere in ambito professionale, decisionale e relazionale in genere (al di fuori della vita di coppia) ma io personalmente ho una buona casistica e, nella realtà, l’umanità si interroga su tali questioni da millenni (sì, hai letto bene, millenni).

Di fatto, l’essere umano ha da sempre due grandi bisogni: l’importanza e l’appartenenza.

Questo fa sorgere due fenomeni pericolosissimi: “l’altro” (nella nostra mente) e il “noi“.

Che questi due concetti siano collegati all’appartenenza è semplice, appare più subdolo il fatto che servano a soddisfare anche l’importanza.

“L’unione fa la forza” giusto? Ma fa la forza del singolo o del gruppo?

Semplice: il singolo crede che faccia la SUA forza e quindi si sente IMPORTANTE, mentre il gruppo sa benissimo che l’unione fa la forza del gruppo, non del singolo!

“E cosa c’è di male in tutto questo?” se ti poni una domanda del genere, ti capisco! Anche io la pensavo così :-)

Apparentemente, nulla. E se rimane nell’ambito di un obiettivo comune è un aspetto basilare del team-building, quindi un ottimo strumento per raggiungere risultati importanti.

E cosa caratterizza un obiettivo come tale?

La data di scadenza! Un obiettivo deve avere una tempistica precisa e quindi, dopo un po’, ognuno a casa propria e con i propri desideri.

Gli esseri umani, invece, vogliono sempre salire a bordo di carrozzoni più o meno ampi e più o meno variopinti.

Arrivano addirittura al punto di dimenticarsi cosa vogliono veramente, perché il modo migliore per tarpare le ali a qualcuno è prestargli il tuo aereo.

Cosa significa questa frase?

Pensaci bene: qual è il posto migliore per nascondere un libro? Una libreria, ovviamente! Cioè dove si può confondere, dove può apparire un pezzettino del mosaico, dove può sembrare solo un insignificante, ennesimo libro.

E quindi, qual è il modo migliore per far sparire un sogno individuale? Inglobarlo in un sogno più grande, collettivo.

La pubblicità, per non fare nomi, fa proprio questo.

“Non riesci a raggiungere i tuoi sogni? Che problema c’è? Condividi QUESTO sogno, acquista xyz e farai anche tu parte di NOI, ti sentirai bene.”

In natura, invece, esistono solo tanti IO, che crescono, collaborano, si incontrano, evolvono.

Solo la mente umana ha generato concetti come “noi dobbiamo fare…” o “noi vogliamo…” oppure “gli altri devono…” o “gli altri pensano che…” tutti stratagemmi per imprigionare i tuoi veri desideri.

Un uomo che sa veramente ciò che vuole è inutile agli occhi del marketing.

Un essere umano del genere, onestamente, è piuttosto raro oggigiorno.

E siamo proprio sicuri di volerci accontentare solo di ciò che funziona, a discapito della verità?

Soluzioni?

Scopri cosa desideri veramente e smettila di continuare a credere in ciò che pensi di dover volere.

Nella vita non si può fare altro che andare “altrove” rispetto a un punto di partenza: la cucina è un “altrove” rispetto al salotto, un negozio è un “altrove” rispetto alla casa e una coppia è un “altrove” rispetto al single.

Eppure, quando agiamo per i nostri desideri, ce lo dimentichiamo e tentiamo di rimanere dove siamo, tenendo sempre con noi le nostre paure, i nostri pregiudizi e le nostre abitudini.

Esplorare è l’unica soluzione.

E cosa c’entra Bob Dylan?

C’entra perché Bob Dylan è solo e soltanto Bob Dylan, è l’esempio vivente di che cos’è un IO.

Recentemente ha ricevuto la Medal of Freedom, un importante riconoscimento ufficiale consegnatogli da Obama in persona.

Bene, dopo più di un mese dalla cerimonia, sul suo sito non c’è nemmeno una piccola menzione della medaglia e l’ultima delle news è dedicata al necrologio per un suo amico musicista, che evidentemente considera più importante del presidente degli Stati Uniti d’America.

Qualsiasi altro “artista” avrebbe già fatto uscire un album dedicato alla Medal of Freedom per cavalcarne l’onda e condividere il sogno, lui invece si tiene stretto il suo cofanetto per Amnesty International senza cercare di sfruttare a suo vantaggio l’ennesima trovata di Obama.

Uno devi versi più lapidari di Bob Dylan, nonché uno dei miei preferiti è questo:

“One should never be
Where one does not belong”

che per quanto mi riguarda è la chiave di tutto, una delle più belle considerazioni sulla vita che mi sia mai capitato di ascoltare (se ti interessa, è tratto dal brano “The ballad of Frankie Lee and Judas Priest“).

Inoltre, mi ricorda tantissimo una frase che mi ha sempre ripetuto mia mamma (sì, mia mamma):

non tradirti mai, se non tradisci te stesso nessuno potrà mai farti del male“.

So che è impegnativo, ma ho due suggerimenti straordinari che ti accompagneranno in questo viaggio affascinante:

1) ricordati che essere sicuri di sé non significa saper fare qualcosa perfettamente, significa saper vivere senza avere bisogno che tutto sia perfetto

2) guarda con amore le persone e le situazioni intorno a te, perché quando guardi con amore le situazioni difficili, si spalancano sempre le porte delle possibilità.

Io faccio il tifo per te.

4 Commenti

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  • mattia lualdi

    C’è una frase che da qualche tempo risuona insistentemente dentro di me e più mi guardo attorno più sento che può essere la svolta per molti:

    “Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza.” Benjamin Franklin

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  • Sara

    Caro Mattia, come vedi sono andata a leggere il link…Anche a me piace Bob Dylan! Scherzi a parte, tutto vero. Il difficile è staccarsi dalle ancore (lavoro fisso, nel mio caso). A presto!

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  • Alessandro Castagnoli

    non ho niente da aggiungere a quello che ho sperimentato direttamente attraverso METHAMORPHOSI , davvero abbiamo la possibilità di mettere il pilota automatico dopo aver letto il libretto delle istruzioni (i NOSTRI VERI DESIDERI) .

    Dell’articolo mi piace molto la metafora dello spostamento (in casa… esempio molto centrato)

    ciao a tutti

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  • Antonella

    Ciao Mattia, ti leggo spesso soprattutto per i consigli concreti ed efficaci che dai.
    Quest’articolo è molto interessante; probabilmente non è facile perché svela una grande verità, ossia che ognuno di noi è il solo ed unico artefice del proprio destino e che chiunque voglia ottenere grandi risultati deve avere il coraggio di emergere in prima persona, con i rischi, ma anche le opportunità che ne conseguono. In questo mi trovi molto d’accordo, poiché mi ritengo un’individualista.
    Vorrei però chiederti una cosa: se è vero che possiamo evolverci solo muovendoci nella direzione dei nostri desideri, è anche vero che per raggiungere un livello di realizzazione sufficientemente alto (diciamo anche un po’ di più), per riuscire dunque a distinguerci, dobbiamo avere ben chiaro e definito il nostro scopo.
    Ma come si riesce a capire qual è il vero scopo della propria vita, la scelta che ci porta a privilegiare una cosa rispetto tutte le altre opzioni possibili, sicuri che davvero non avremo sprecato il nostro tempo?
    Ti ringrazio per l’attenzione.

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