Il consiglio di chi ha esperienzaIl mentoring rientra a grandi linee, nelle attività di coaching che si vanno diffondendo in tutto il mondo; e che rappresenta un’attività che affonda le sue radici nella storia. Come molte cose, questa pratica sana di crescita professionale, sta finalmente tornando in auge. Scopriamo in cosa consiste il mentoring, quando l’esperienza aiuta davvero.

Prima che la società diventasse la corsa al massacro che conosciamo bene oggi, i professionisti di ogni ordine e grado, non avevano paura di condividere il proprio sapere e le proprie capacità con le prossime generazioni, questo perché il lavoro proseguisse con la stessa qualità e la stessa serietà.

Pensiamo ai grandi maestri della pittura e della scultura che tenevano “a bottega” i giovani di talento, per passare loro la cultura accumulata nel tempo. Ma non erano solo gli artisti, tutti gli artigiani avevano almeno un assistente giovane, che li seguiva ovunque per imparare quanto più possibile.

Questo sistema, che in un certo senso sopperiva la mancanza di un’istruzione accessibile a tutti, si conformava come un rapporto molto stretto tra il mentore e il protégé, che vivevano molte esperienze insieme. Lo scambio di informazioni era continuo e costante. L’evoluzione della società ha portato alla scomparsa dell’artigianato e, di conseguenza, del bisogno di un mentore. L’istruzione superiore ha aumentato il numero di persone in grado di svolgere un certo lavoro, e ha spinto sull’aspetto della competizione non solo tra parigrado, ma anche tra personale più anziano e novellini.

Esistono però molte cose che non è possibile imparare in una scuola, per quanto prestigiosa e costosa sia. Si sta, quindi, diffondendo nuovamente un modello lavorativo che incentiva il rapporto umano e lo scambio di informazioni e di competenze tra generazioni. Il mentoring è proprio questo: a un esperto, il mentore, viene affiancato un giovane, il protégé, che non solo apprende le dinamiche del lavoro, ma viene stimolato a realizzare le proprie potenzialità.

Mentoring: l’esperienza al servizio dei più giovani

Il rapporto che si crea tra mentore e protégé è un rapporto piuttosto stretto, e che si sviluppa su un periodo di tempo medio o medio lungo. Il mentoring è un tipo specifico di coaching che si basa sull’idea che il protégé. Si tratta di colui che dovrà sostituire il mentore nel futuro nella posizione lavorativa, e che attraverserà più o meno lo stesso percorso del mentore. L’esperienza e i consigli del mentore, saranno per lui fondamentali, e lo aiuteranno a superare meglio le eventuali crisi.

Il ruolo del mentore è quello di un tutore, di un istruttore a tutto campo, cui il protégé può fare riferimento per ogni questione lavorativa e per ricevere il giusto sprone. L’allievo, la parte ricettiva del binomio, è in realtà il motore profondo del rapporto. Nel rapporto tra mentore e protégé, non è il mentore a decidere cosa va appreso e quando, ma il protégé. È importante chiarire, però, che il mentoring non crea un rapporto di dipendenza né di sudditanza tra elemento anziano ed elemento giovane.

Lo scopo del mentoring è facilitare l’ingresso dell’elemento giovane, e metterlo nelle condizioni di portare a termine il suo futuro lavoro con efficienza e senza stress. Il mentoring può essere usato in tutti i campi della vita, quindi non solo nell’ambito lavorativo, anche se è proprio sul lavoro che le tecniche del mentoring funzionano al meglio.

Se applicato ai conflitti più generali della vita, il mentoring si distingue dal coaching per l’approccio che potremmo definire più attivo. Il coach stimola con le domande ma non si pone come depositario di una conoscenza che viene diffusa, il mentore invece è visto come un saggio da cui apprendere, ed è una figura quindi che si trova molto bene ad espletare il suo ruolo nell’ambiente lavorativo.

Un’altra differenza sostanziale tra coaching e mentoring sta nella durata del rapporto tra elemento anziano ed elemento giovane. Le sedute con un life coach sono limitate nel tempo, e si esauriscono di solito nel giro di una decina di incontri, proprio perché lo scopo del coach è solo stimolare il cambiamento.

Una figura che trasmette esperienza e competenze

 

aiutare, seguire e cosigliareIl rapporto che instaureremo con un mentore è invece destinato a durare nel tempo: lo sviluppo delle nostre capacità è legato a una trasmissione di capacità e di competenze, e ad una consulenza continua da parte del mentore.

Nonostante questo non dobbiamo pensare che il mentore sia per noi un amico o un confessore: il mentore è, e rimane, una figura professionale.

Cominciare un nuovo lavoro è sempre un’avventura, ma sapere di avere una persona esperta al fianco che possa facilitare l’esperienza e aiuti nello stesso tempo a fare bene il lavoro può essere un sostegno in più.

Imparare da qualcuno più esperto è in molti campi l’unico modo per essere realmente competitivi ed è per questo che si sta diffondendo sempre più il mentoring.

2 Commenti

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  • salvatore fiananese

    Complimenti articolo molto interessante e semplice!!!Sicuramente e giusta fare una distinzione ma ci possono essere piu mentore a seconda dell’ambito della vita che vuoi migliorare!

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  • elena barbato

    ok quanto costa avere un mentore per una consulenza sul lavoro? il mio lavoro si basa su una tecnica manuale non riconosciuta che risolve molte problamatiche psicosomatiche e osteoarticolari….

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