“Scrivo questo post a distanza di quasi due settimane dall’avvenimento solo per essere sicura di non sfasciare la tastiera dal nervosismo.
Circa due settimane fa, alla peterpanesca continua ricerca del Lavoro che Non c’è, mi imbatto in un annuncio a dir poco interessantissimo:
PER APERTURA NUOVO CENTRO COMMERCIALE RICERCHIAMO PERSONALE AMMINISTRATIVO, MAGAZZINIERI, SCAFFALISTI ECC. PER COLLOQUIO CONTATTARE IL NUMERO 06 ……
Chiamo subito e mi fissano un colloquio per lunedì senza spiegarmi un accidente all’infuori dell’indirizzo, Con il positivismo pollyannesco che mi contraddistingue nella mia testa è già partito il film della mia Grande Occasione: allora, il nuovo centro commerciale che sta per aprire è senza dubbio quello di Guidonia, con la mia laureetta in tasca non dovrei avere problemi a farmi assumere nella direzione come impiegata amministrativa. Insomma, male che vada cercano qualche commessa.
Vado quindi al colloquio piena di belle speranze e con me in attesa ci sono altre quattro persone, tutte attirate dallo stesso annuncio. Il tale che mi accoglie in questo bell’ufficio comincia a parlare di quant’è bella e buona e importante l’azienda per la quale lavora, mi parla di pubblicità , distribuzione conto terzi, fa finire in ing ogni parola che dice, marketing, recruiting, cazzaroling e la mia faccia assume sempre più le fattezze di un punto interrogativo.
Naturalmente non chiede nulla di me, il mio curriculum nelle sue mani viene degnato della stessa attenzione che la sottoscritta riserva solitamente ai volantini della svendita di tappeti turcociprioti che trovo attaccati ai tergicristalli della macchina e che pigramente lascio lì sperando che la decomposizione della cellulosa faccia il suo corso.
Riesco a dire che ho risposto all’annuncio candidandomi per una figura di tipo amministrativo, alla luce del mio titolo di studio consistente in una laurea triennale, soprattutto per evitare che il tale pensi che voglia continuare a fare la commessa; finalmente la macchinetta oratoria si arresta per guardarmi come se fossi manna dal cielo, invitandomi a una “giornata di prova” per il giorno dopo (e solo per il giorno dopo), con orario dalle 8.20 alle 19. Io esito un tantino perchè non sarà facile chiedere un secondo giorno di riposo dal lavoro, ma lui puntualizza che l’incontro con tutti i candidati “E’ SOLO PER DOMANI”.
Ok, allora penso che ci porteranno in questo centro commerciale in semi costruzione per effettuare delle prove e scegliere lo staff che si occuperà della direzione, dell’amministrazione, del magazzino… Morale della favola, la minchiona fiduciosa accetta.
Pur colma di interrogativi quali:
. perchè dalle 8.20 alle 19? Possibile che servano quasi 10 ore per fare delle prove?
- Perchè non mi hanno chiesto a che tipo di mansione aspiro ma lo ha fatto dire a me comunque guardandomi come se avessi detto che a casa ho un mucchio di panni da stirare?
- Perchè quest’uomo non ha voluto sapere nemmeno se so come si accende un computer?
Ma soprattutto : – PERCHE’ NON CI HO CAPITO UNA MINCHIA?
Il giorno successivo mi sveglio all’alba piena di belle speranze. Immaginandomi seduta in un ufficio per sostenere queste prove indosso un tailleur di raso, scarpe con il tacco a spillo e cappottino bianco. E non ve lo dico per informarvi sulla moda dei disoccupati del momento, ma perchè tenendo a mente la mia tenuta vi sarà facile immaginare come il mio stato d’animo muterà nelle ore successive.
Arrivo quindi in questo sfavillante ufficio e noto che la sala d’aspetto è stipata di persone. A questo punto una solerte segretaria mi porge un foglio da firmare in cui la sottoscritta acconsente a trattenersi per un’intera giornata con il personale del Gruppo XXX. Ci capisco sempre meno ma la Pollyanna dentro di me è già seduta in un ufficio pronta a mostrare le proprie sottovalutate abilità .
Nel frattempo nell’altra stanza pare si stia svolgendo una festa: musica da discoteca a tutto volume e cori maschili di esortamento e incitazione da farmi pensare di esser finita per sbaglio nel backstage de “il Gladiatore”.
Dopo pochi minuti viene fatto il mio nome, entro nell’ufficio del tale che il giorno prima terminava ogni parola in ing e vengo presentata a un nanetto capellone con una terribile faccia da furbo che si presenta come mio “formatore” (?) e che mi invita a seguirlo. Con una velocità inaspettata rispetto al mezzo metro di gambe che si ritrova, tempo trenta secondi e sono davanti alla sua macchina. Mmmh. …..
Salgo nel posacenere su ruote che questo tale chiama automobile e dal momento che questa si mette in moto mi viene presentato un energumeno pelato seduto sul sedile posteriore che fino a quel momento era rimasto in silenzio per essere sicuro che alla sua vista mi prendesse quantomeno un infarto.Mmmmmh.
Il nanetto corre come un pazzo sul raccordo, senza smettere mai di raccontarmi forbitamente la favola del Gruppo XXX, che dalla Ferrero è passata alla Juventus, poi alla Tim, alla Wind, alla Tre, alla Sorgenia… Passata a fare che, un saluto, dù chiacchere, ‘n caffè, a fa che? Non è chiaro. Alla fine spunta la frase distribuzione in conto terzi e capisco che la cosa non ha nulla a che vedere con il centro commerciale a Guidonia, ma non smetto di sperare in una mansione d’ufficio all’interno di questo Gruppo XXX.
Il nanetto infatti continua a parlare di UFFICI che devono aprire, UFFICI da gestire, UFFICI UFFICI UFFICI ma intanto la direzione che ha preso è verso l’autostrada che porta a Firenze.
Perfetto, come minimo ora mi aprono come una cozza e vendono i miei organi nel sud est asiatico.
A questo punto ci tengo a sottolineare ancora una volta come ne abbia piene le tasche della vendita diretta, del mio desiderio di una scrivania e di come questo desiderio possa essere realizzato rispondendo ad un annuncio che è stato molto preciso, al contrario della vaghezza nebbiosa che aleggia intorno a questa vicenda.
A proposito di nebbia, scopro che la mia destinazione è nella ridente località di Soriano nel Cimino, in provincia di Viterbo e ai confini del Lazio, nonchè probabilmente del mondo conosciuto. Per rendervi l’idea, sono sicura che il regista Christophe Gans abbia rinunciato all’idea di farne la location ideale per Silent Hill solo per la difficoltà di raggiungimento della stessa con mezzi che non siano asini, muli, capre e altri simpatici quadrupedi da cortile.
La macchina viene parcheggiata in una stretta stradina del borgo medioevale e mentre la qui presente minchiona si domanda come mai sia stata scelta proprio Soriano nel Cimino come sede per un ufficio, il nanetto e la montagna tirano fuori due variopinti trolley con il logo della YYY. MMMMMMH…
Finalmente, quando sono ormai lontana da ogni possibilità di fuga, il nanetto accenna a farmi capire qualcosa, ma, com’è nel suo stile, me lo maschera sotto la definizione di ricerca statistica. La suddetta ricerca consiste nell’informare le aziende presenti sul territorio dell’offerta della YYY che prevede la consegna di un telefonino a costo 0 a patto di ricaricare mensilmente una sim che l’impenditore deve quindi attivare seduta stante. Non c’è quindi NESSUN OBIETTIVO DI VENDITA.
Seeee…. vabbè.
Inoltre dal momento che qua non stamo a pettinà le bambole ma stiamo facendo una ricerca statistica, il 100% delle aziende deve essere visitato e tutti gli imprenditore informati. E che aziende ci saranno a Soriano nel Cimino?
L’ortofrutta con la fruttarola di ottant’anni che guarda il telefono domandandosi che cazzarola di peperoni fanno cresce al giorno d’oggi, l’officina con il meccanico che parla una lingua sconosciuta, lo studio commerciale con l’unico commercialista al mondo che non possiede un computer, e infine il negozio di intimo con la signora che “nce gapisco mica niente, sà ” e che alla fine si fa convincere a fare un abbonamento internet mensile con la chiavetta wireless continuando a ripetere “ma semo siguri che è aggratisee?” impapocchiata continuamente dal nanetto che è a posto con la coscienza perchè effettivamente la chiavetta è a costo zero, l’abbonamento purtroppo no. Del resto è colpa della cliente che non gli ha fatto delle domande precise. Inoltre, sempre perchè lo scopo non è la vendita, alla firma del contratto i due sembra abbiano fatto sei al super enalotto.
A questo punto chiedo chiaramente se l’andazzo della giornata sarà sempre questo e mi si risponde di no, che nel pomeriggio andremo “in ufficio”.
La faccio breve: la sottoscritta in tacchi e cappottino bianco passerà le successive sei ore facendo su è giù tra i sanpietrini di Soriano nel Cimino e prendendo tutta la pioggia, l’umidità e il freddo possibili mentre il nanetto e la montagna continuano la loro ricerca statistica cercando di smerciare quanti più cellulari possibili e ripetendo come dei cretini gli stadi che compongono questa presentazione, dal saluto alla chiusura, con lo stesso atteggiamento di chi sta obiettivamente contribuendo al salvataggio del mondo.
Amareggiatissima e ammutolita, impossibilitata a chiamare il mio fidanzato per farmi venire a prendere a bordo della blindo pesante perchè, fateve du risate, A SORIANO NEL CIMINO NESSUN CELLULARE PRENDE MANCO SE CALA IL PADRETERNO, vedo scorrere le ore fino allo scoccare delle sei. Ora appunto in cui si raggiunge il fantomatico ufficio. Che altri non è IL SOLITO UFFICIO, quello del colloquio, quello di stamattina, il solito fottutissimo ufficio dove non trovo traccia dei candidati che erano con me all’inizio della giornata.
Ma non finisce qua. Vengo portata nella sala principale dove una ventina di uomini bercianti si danno gran pacche sulle spalle, si scambiano cellulari, scribacchiano su moduli con sottofondo un assordante musica da discoteca. E soprattutto ognuno di loro è sinceramente convinto di essere il braccio destro del Padreterno. Qui mi viene porto un test sul quale si baserà la mia ipotetica assunzione. Ah ah ah (risata malefica).
Dopo aver risposto accademicamente a tutte le domande sulla ricerca statistica, gli stadi della presentazione, le qualità di uno-che-fa-questo-mestiere senza definizione, mi sfrego le mani per l’ultima che mi rimane: ALLA LUCE DELLA SUA GIORNATA DI PROVA, SAREBBE PIU’ INTERESSATO A UNA MANSIONE COME QUELLA DEL SUO FORMATORE O AD UNA DI TIPO DIRIGENZIALE?
Intuendo che il dirigente è lo stesso minchione degli ing del giorno prima, che quindi ha cominciato come il nanetto minchione che oggi mi ha appestato con le sue orribili sigarette, scrivo candidamente: MI CANDIDO PER UNA MANSIONE DI TIPO AMMINISTRATIVO, OVVERO PER LA FIGURA RICERCATA ALL’INTERNO DEL VOSTRO ANNUNCIO.
Durante i successivi dieci minuti vengo assalita dal gruppo di Salvatori del Mondo, che urlando per sovrastare la musica assordante fanno la fila per venirmi a scassare i cabasisi, presentandosi come uomini riusciti, in carriera, con tutta la vita davanti, contenti di avere finalmente una collega donna (si perchè sono l’unico esemplare di sesso femminile nella stanza e nell’ufficio) guardandomi come se fossi Pandora scesa dall’Olimpo per portare un pò di grazia a una incivile e primitiva popolazione maschile.
Aspettandomi di veder spuntare da un momento all’altro Maria De Filippi, qualche oscena opinionista e la musichetta che fa taratatatarara, capisco che il peggio della giornata è stata la mia tacita elezione a tronista del Gruppo XXX, il che mi porterà a diventare di almeno dieci punti più stupida e dai cui effetti mi sto riprendendo con una terapia giornaliera di romanzi di Oriana Fallaci, ma dalla quale non mi sono ancora del tutto ripresa.
Concludo questo post destinato a tutti coloro che vengono adescati con false inserzioni semplicemente per essere convinti ad intraprendere l’impossibile carriera (se così si può definire) del promoter. Cercando sul web ho trovato un’informazione molto utile: oltre a servirsi di uffici siglati come la ZZZ (che altre non sono che le iniziali del minchione che mi ha fatto il colloquio) , non fatevi ingannare dalle altre società di cui si serve il Gruppo XXX: parlo della CCC, FFF, GGG, HHH, TTT. Nel caso si inventino altri nomi diversi da questi e quindi difficili da individuare, ricordatevi che il Gruppo XXX si occupa della distribuzione:
nel campo della telefonia per conto della YYY nel campo dell’energia elettrica/Gas: BBB
Tv digitale: MMM
Drizzate le orecchie se sentite tra i vari ing nominare queste aziende e questi prodotti.
Perchè questo sputtanamento quando questo povero Gruppo XXX si occupa solo di promozione, e obiettivamente il lavoro del promoter è in continua espansione e proprio in quanto lavoro va rispettato dal momento che migliaia e migliaia di persone lo effettuano onestamente e basano su esso il loro sostentamento (e a cui rivolgo tutta la mia stima)?
PER LA MANCANZA DI SINCERITA’, PER L’ADESCAMENTO, PER L’INQUALIFICABILE ATTEGGIAMENTO UTILIZZATO PER LA RICERCA DEL PERSONALE.
Se mi interessasse questo tipo di mansione, inserirei come parola chiave all’interno di un qualsiasi sito per la ricerca del lavoro, il termine PROMOTER. Mi si spiegherebbe fin dalla telefonata o dal colloquio iniziale a cosa vado incontro, mettendomi in condizione di ponderare la situazione.
Se invece cerco una MANSIONE AMMINISTRATIVA, leggo le parole APERTURA NUOVO CENTRO COMMERCIALE e addirittura la ricerca di SCAFFALISTI, come posso poi definire l’annuncio stesso alla luce della giornata passata con i dipendenti del Gruppo XXX?
UNA TRUFFA.
E sono stata una signora.
Ovviamente non finisce qui: questo post è stato appena segnalato a chi di dovere, con annessi tutti i link delle pagine web che definiscono appunto una truffa questo metodo di adescamento del Gruppo XXX, con centinaia e centinaia di testimonianze di persone che come me hanno perso una giornata (e nel caso delle storie delle persone assunte, anche molto di più) nonchè la speranza di trovare quantomeno un barlume di ONESTA’ all’interno di un mondo, quello del lavoro, che sembra aver murato tutte le sue porte.
Ora che avete letto cosa potrebbe succedere durante la ricerca del vostro lavoro, voglio darvi tre consigli su come evitare queste situazioni
1. Leggete bene gli annunci…quelli più particolareggiati sono quelli più attendibili; se nell’annuncio vi promettono guadagni esagerati…diffidate.
2. Quando vi chiamano per un colloquio di lavoro, chiedete sempre quale è la posizione da ricoprire e se non vi danno informazioni, è possibile che vi possiate trovare in situazioni simili a questa.
3. Se siete ad un colloquio di lavoro, dove il selezionatore vi parla dell’azienda in modo magnifico, ma non vi da nessuna informazione sul vostro incarico, vi consiglio di chiedere maggiori informazioni e se la risposta sarà quella di fare un giorno di prova, sappiate che vi stanno dando un lavoro porta a porta.
Con Affetto
Filippo Gazzola
Segnala agli amici
19 gennaio 2011 alle 17:12
E’ ciò che è successo a me stamattina. Che presa x i fondelli. Solo che a mezzogiorno ho fatto fuga, chiedendo di farmi accompagnare a casa. Non è che mi fanno pagare qualcosa avendo firmato il foglio da firmare in cui la sottoscritta acconsente a trattenersi per un’intera giornata con il personale del Gruppo ?
15 aprile 2011 alle 18:56
In italia ci sono alcuni imprenditori che dovrebbero essere sbattuti in galera
13 settembre 2011 alle 22:46
Oggi mi è successa la stessa cosa. Sono delle persone non sincere bisogna scrivere su questo argomento e denunciare via testimonianze e sul web per avvisare la gente. Addirittura a me mi hanno proposto 1100 euro di fisso piu i bonus, ho scoperto che mi davano solo 700 per lavorare dalle 8.30 alle 19.30, sull’annuncio c’era scritto che si tratti di un agenzia pubblicitaria e di marketing famosa, cosa non vera. Mi hanno detto che gli appuntamenti con i clienti sono prefissati, ovviamente durante il giorno di prova ho capito che non è così. Mi hanno detto che non devo vendere niente, ma promuovere contratti. Tra promozione loro e vendita la differenza è ben poca. Mi fermo qui che sono molto stanca a causa della giornata e sottolineo che l’articolo che ho letto appartiene al 100 per cento alla realtà stessa cosa è capitata anche a me (in piu la musica a palla, che quando ho chiesto il motivo mi hanno detto che aiuta per iniziare o finire la giornata pieni di energia e c@zz@te varie. Poco professionali e tutto basato sulla dissinformazione.
25 settembre 2011 alle 08:52
Ciao, all’inizio di settembre anche io sono incappata in una di queste società , però già dal primo colloquio mi sono resa conto che era una truffa. Infatti alla giornata di prova non mi sono presentata.
Grazie a Dio studio Comunicazione e mi rendo conto dalle espressioni verbali e dalle espressioni non verbali quando enfatizzano una posizione che in realtà equivale al nulla assoluto.
Cmq scrivi abbastanza bene, ciao e grazie per aver condiviso la tua esperienza.
24 gennaio 2012 alle 13:27
Alcune considerazioni al volo: 1) Soriano nel Cimino è davvero un bel posto e non è fuori dal Mondo. 2) 25 anni fa avevo chiamato per un posto da giornalista e mi avevano proposto un lavoro da venditore,quindi niente di nuovo sotto il sole. 3) La ragazza è stata fortunata. Poteva finire peggio. Viaggiare in macchina con degli sconosciuti non è una bella idea, quanto meno perchè non sai se il conducente è in grado di guidare bene l’autovettura. 4) Concordo pienamente sui tre consigli con l’aggiuta che un buon posto di lavoro non viene nemmeno pubblicizzato, vale (purtroppo) il passaparola. Per tutto il resto ci son questi maledetti annunci. A suo tempo a Roma era famoso Porta Portese, nel bene nel male..