Qualche giorno fa sono stato attaccato pesantemente (da una sola persona a dire il vero) sulle pagine di questo sito per un mio articolo (intitolato la vocazione). Non sono stato tanto colpito nel merito dell’articolo quanto piuttosto per il mio ruolo, la mia professione ed i miei obiettivi professionali.

E’ chiaro che come ricercatore dell’interiorità dell’essere umano non posso accontentarmi di liquidare la faccenda in maniera banale.
Ho la curiosità e la necessità di pormi delle domande e cercare se possibile delle risposte soddisfacenti.

Al di là dei motivi personali di chi mi ha diffamato perchè sono stato attaccato come coach, come formatore?
Perchè questa persona mi ha dato del venditore di fumo, predicatore della provincia americana, racconta frottole?
E’ forse questa l’immagine che sto dando nonostante il mio intento sia completamente diverso ed io  abbia fatto dell’integrità, dell’onestà la regola della mia vita? Nonostante mi sia sempre usato come cavia prima di proporre un servizio, prodotto, corso. Perchè è successo?

Facciamo un passo indietro ed analizziamo cosa sta accadendo nel mondo del coaching, della formazione e della crescita personale.
Nei momenti di crisi economica e sociale, qual’è questo, si mettono in atto dei comportamenti, delle condotte che possono ingenerare grande confusione. Può succedere che si confondano i ruoli, le professionalità, le  domande e le offerte. Ed una cosa incresciosa è che possano saltare tutti i parametri etici.

In questo periodo osservo che:

– Moltissimi si sentono legittimati a vendere servizi che non hanno un fondamento reale. Faccio riferimento a coach che vendono ad altri coach servizi per acquisire più clienti..cosa molto strana. Io mi sento di scrivere ciascuno faccia il suo mestiere.
Il coach che vende al coach? Ma non ti suona molto strano? Va bene però c’è la crisi..

– Poi c’è il formatore che vende al formatore..

– Il motivatore che motiva il motivatore

UNA GRAN CONFUSIONE!

Insomma si sta creando un mercato nel mercato che crea una enorme confusione di ruoli in cui lo stesso potenziale cliente rischia di andare in bambola..e noi stessi operatori andiamo in confusione.
Il coaching già di per sè con l’effetto dilagante dell’offerta (oggi sembra che tutti siano diventati coach) si sta purtroppo degradando. E questo è un enorme peccato vista la grande utilità che esso ha. Questo perchè non esiste un ordine professionale ed una regolamentazione rigida.

Il cliente potenziale rischia di rimanere potenziale o deluso per sempre. Può darsi che la persona che mi ha attaccato appartenga ad una di queste due categorie e mi abbia utilizzato come capro espiatorio.

L’asticella dell’etica si è talmente abbassata da rischiare di gettare discredito su una intera categoria.
E gli effetti sono quelli che ho sperimentato sulla mia pelle (anche se a dire il vero è la prima volta che mi  capita).

Presumo che questa fase sia di assestamento (almeno spero vivamente che accada) e che poi ci sia una fortissima  selezione naturale. Una sorta di evoluzione della specie di darwiniana memoria.

Si ma chi resisterà a questa selezione?
Semplice:
chi è preparato, appassionato, chi ha lavorato su di sè in termini evolutivi, chi ha senso di integrità,ed etica professionale. Chi ha veramente a cuore il progresso altrui e riesce a fare la differenza di valore per sè e per  gli altri.

L’argomento è delicato, rimangono ancora i mei dubbi, lungi da me sentenziare nulla o esprimere giudizi definitivi.
Per questo chiedo a te un parere sulla questione da operatore del settore oppure da potenziale cliente.
Sinceramente cosa ne pensi?

Con il cuore

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