Comunicazione e leadershipI leader efficaci sono quegli individui che riescono a far emergere il meglio da ognuno dei propri collaboratori. Ma com’è possibile far venire a galla il talento e stimolare gli altri a dare il meglio? Attraverso una comunicazione pianificata, studiata e precisa, in una parola, vincente.

Comprendere quanto la comunicazione sia importante nella costruzione di un rapporto leader-collaboratore  è il primo passo per poter instaurare una relazione fruttuosa e improntata al benessere sia personale, sia del gruppo in cui si è inseriti.

Comunicazione: una parola, tanti significati

Gli esseri umani tendono a seguire tre stili di comunicazione principali: visiva, uditiva e cinestetica. In ognuno di noi convivono tutte e tre, ma solo uno emerge come parte dominante che segna inequivocabilmente il nostro modo di interagire. Conoscere queste differenze basilari è importante perché se parliamo con una persona che ha uno stile diametralmente opposto al nostro, il messaggio può essere frainteso.

Come leader allora, è fondamentale conoscere, e soprattutto saper riconoscere, questi tre stili, e adattare il proprio approccio comunicativo a seconda della persona con cui si parla, di modo che risulti sempre efficace, ma a cosa serve la comunicazione efficace?

I tre stili di comunicazione

 

La comunicazione nella leadershipI comunicatori visivi parlano e leggono in fretta e si ricordano meglio ciò che vedono piuttosto che quel che sentono. Per questo, quando si danno loro informazioni o istruzioni, meglio assicurarsi che siano in forma scritta. Hanno inoltre bisogno di una visione d’insieme dello scopo e si dimostrano dei buoni progettisti a lungo raggio. Perdere qualche minuto in più per spiegare meglio certi aspetti di un progetto si dimostrerà una chiave per motivarli e dare loro un quadro più completo del loro lavoro.

I comunicatori uditivi hanno bisogno di ascoltare per imparare, e possono avere difficoltà con le istruzioni scritte. Per questo è meglio comunicare con loro in forma orale, così da facilitare la comprensione e la memorizzazione delle loro mansioni. Sono spesso persone loquaci e socievoli, qualità da non sottovalutare nel caso ci sia bisogno di un supporto per le public relations.

I comunicatori cinestetici per esprimere al meglio le proprie potenzialità necessitano di un ambiente esperienziale. Hanno bisogno di toccare, sentire, sperimentare per poter infine capire. Parlano poco e preferiscono invece agire, così da apprendere sul campo le loro mansioni. Con loro spiegazioni e manuali servono a poco: meglio portarli nell’ambiente di lavoro pratico e spiegar loro in modo attivo ciò  che sarà di loro competenza.

È probabile che la tua squadra sia composta da membri che hanno ciascuno uno stile dominante diverso dall’altro. Per questo, durante le riunioni o in altri contesti di gruppo, è bene utilizzare strumenti diversi così da coinvolgere tutti: utilizza dei supporti visuali come slide o presentazioni grafiche per i visivi, parla in modo chiaro e strutturato per gli uditivi, e inserisci delle esercitazioni per i cinestetici.

In questo modo la tua comunicazione sarà completa, e il tuo gruppo raggiungerà livelli di produttività molto più alti.

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