La comunicazione non verbale e ‘ rappresentata dall’ insieme di messaggi non strettamente legati al significato verbale dell’ argomentazione.  In particolare ci si riferisce all’ insieme degli elementi quali il tono della voce, le espressioni del volto, la prossemica, etc.  Queste potenzialita’ sono acquisite all’ interno della cultura di appartenenza considerando il diverso significato attribuito ai medesimi gesti in funzione del contesto di riferimento.

In questo articolo focalizzeremo la nostra attenzione proprio a tutti gli aspetti della comunicazione non verbale utili al modo piu’ adeguato di rapportarsi nella societa’.  E’ fondamentale ricordare che la comunicazione non verbale, viaggia  al di sotto delle capacita’ di controllo dell’ individuo e rappresenta un mezzo inequivocabile per capire molteplici aspetti dell’ interlocutore.  Analizzeremo pertanto alcuni errori da evitare.

La comunicazione non verbale agisce in tutti gli ambiti relazionali dell’uomo, non esclusi quelli delle sfere emotive, scopri la comunicazione non verbale nella seduzione maschile.

La comunicazione non verbale dalla A alla D

espressioni per comunicazione non verbale A) Il contatto oculare: fondamentale nelle relazioni va utilizzato con cautela, evitando sguardi troppo accentuati o addirittura pesanti ed intimidatori, oppure uno sguardo assente.  Osservare troppo intensamente una persona permette di comunicare a quest’ ultima che qualcosa non va, oppure evitare totalmente di osservarla comunica un basso o inesistente interesse nei suoi confronti o nel contenuto delle sue affermazioni.  Importante notare nell’ interlocutore la dilatazione delle sue pupille, chiaro ed inequivocabile segno di interesse.

B) Testa e spalle:  l’ ideale postura per una comunicazione positiva consiste nel mantenere rilassate le spalle e la muscolatura in generale. E’ utile per esempio monitorare la propria postura parlando con un determinato interlocutore.  Anche la testa gioca un ruolo fondamentale: e’ consigliabile tenerla alta, o almeno non reclinata per trasmettere a se stessi ed agli altri sicurezza ed autorevolezza.

C) Le braccia e il gesticolare: la posizione delle braccia come segno di chiusura (incrociate) o come segno di accoglienza rappresenta un elemento non univoco ma abbastanza sicuro per capire se si e’ disponibili o non disponibili.  Anche l’ uso delle mani e’ importante. Noi popoli del Mediterraneo facciamo uso, come rafforzativo nell’ argomentazione, il gesticolare. Ricordare di non enfatizzare troppo tale caratteristica, che in tal senso puo’ dare un’ idea di insicurezza. E’ opportuno invece far coincidere soltanto parti salienti del discorso con gesti particolari e rafforzativi.

D) Le gambe e i piedi: sono uno dei campanelli d’ allarme nelle situazioni poco gradevoli. E’ tipico ad esempio il muovere i piedi o far oscillare le gambe in una situazione di attesa o insofferenza.  Sarebbe opportuno in tal caso cercare di limitarne i movimenti o almeno la regolarita’ con cui questi avvengono, rallentando.

La comunicazione non verbale dalla E alla G

 

aspetti della comunicazione non verbale E) Distanza individuale: occorre mantenere una distanza adeguata dall’ interlocutore e in base al contesto. Stare troppo vicino porta ad essere estremamente invadenti, mentre al contrario rimanere troppo lontano dimostra uno certo distacco. Anche l’ interlocutore avra’ modo a sua volta di gradire un avvicinamento o un allontamento. 

F) Contatto fisico: indispensabile per creare empatia. Dalla stretta di mano ferma, al tocco sulla spalla e’ possibile stabilire i presupposti per un’ ottima conversazione.

G) Mimica facciale: permette di esteriorizzare le emozioni. Attenzione, quest’ ultima si caratterizza per movimenti della durata di non oltre 4 secondi. E’ facile pertanto individuare le “finte espressioni” di sorriso, piacere, etc. che nascondono spesso sentimenti negativi totalmente opposti.

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